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Emilia-Romagna, i numeri dell’alluvione: le sfide e la tenacia
22 Maggio 2023
BolognaAttualità

Emilia-Romagna, i numeri dell’alluvione: le sfide e la tenacia

Home » Città » Bologna » Emilia-Romagna, i numeri dell’alluvione: le sfide e la tenacia

Al termine di questa difficile settimana, con l’inizio di una che si spera sia migliore, in Emilia-Romagna è tempo di guardare ai numeri della disastrosa alluvione che ha colpito moltissime città della regione tra fiumi esondati, mari impetuosi e montagne franate. Dati che, da un lato, mostrano le concrete difficoltà di queste ore di tutto il territorio mentre, dall’altro, mettono in evidenza una forte e tenace reazione delle persone, con migliaia di volontari pronti a combattere contro acqua e fango per dare inizio alla ripartenza.

Sono 26.324, le persone che hanno dovuto lasciare la propria casa a causa dell’alluvione. Di cui, 19.500 in provincia di Ravenna; 4.918 nel territorio di Forlì e Cesena e 1.906 nel bolognese.

Questi, i numeri forniti dalla Regione in un comunicato che mostra la fotografia dell’Emilia-Romagna alle ore 12 di ieri, domenica 21 maggio 2023.

Per quanto riguarda la situazione dei Comuni, sono più di 40 quelli colpiti dagli allagamenti. A questo dato, purtroppo, si aggiungono le 305 frane che stanno causando un dissesto idrogeologico in larga parte del territorio regionale.

Strade e treni in Emilia-Romagna dopo l’alluvione

Spostarsi non è semplice né all’interno né attraverso l’Emilia-Romagna.

La regione dello Stivale che divide il Nord dal Centro-Italia dopo l’alluvione di questi giorni – importante snodo sia stradale che ferroviario – sta cercando di ripristinare al meglio una viabilità piuttosto compromessa.

Sono 622, infatti, le strade chiuse in Emilia-Romagna, 397 delle quali totalmente. Nello specifico, la più colpita da problemi logistici è Bologna con 236. A seguire, da Forlì e Cesena con 201; la provincia di Ravenna con 139 e quella di Rimini con 46.

Complessivamente, sono oltre 350 le persone, 60 i mezzi e 21 le imprese appaltatrici messe in campo da RFI (Rete Ferroviaria Italiana) per il ripristino dell’infrastruttura danneggiata. Al momento, la stima dei danni è di oltre 90 milioni di euro. Tuttavia, dalla giornata di oggi – lunedì 22 maggio – sono già state riaperte alcune linee. Per maggiori informazioni, si può consultare il comunicato della Regione e il sito di Trenitalia.

Volontari in campo

Di fianco ai numeri di cui sopra, che fanno riflettere sulle difficoltà che sta affrontando l’Emilia-Romagna dopo l’alluvione, ce ne sono altri che mostrano la forza di un popolo che si stanno già rimboccando le maniche. Persone che, hanno messo di lato preoccupazione e paura, mostrando tutta la loro voglia di ricostruire il prima possibile.

Infatti, sono più di 4.500 le persone al lavoro in tutta l’Emilia-Romagna, di cui circa 1.500 volontari. Tra questi, molti giovani che sulle note di “Romagna mia” stanno dando il proprio contributo spalando fango e aiutando tutta la popolazione.

Concludiamo, riportando le parole del Presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, in visita a Cesena: “Molte persone mi hanno voluto dire che credono nella nostra terra: siamo e saremo al loro fianco e lo ribadisco, ricostruiremo tutto”.

Giulia Bergami

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Giulia Bergami

About Giulia Bergami

Nata nel 1996 a Bologna, Giulia Bergami ha una missione nella vita: raccontare il mondo che la circonda.Laureata nel 2018 in Scienze della Comunicazione a Bologna, prosegue i suoi studi conseguendo nel 2020 il titolo magistrale nella facoltà di Management e Comunicazione d’Impresa di Modena e Reggio Emilia con una tesi sperimentale sulla CSR e la Responsabilità Sociale d’impresa nell’industria farmaceutica. Da quasi 5 anni collabora con alcune testate giornalistiche del territorio per raccontare le persone di Bologna, le loro vite, i successi e le sfide quotidiane, meglio ancora se giovani, intraprendenti e con la voglia di “spaccare il mondo”. Al contempo, lavora nella Comunicazione d’Impresa e delle Media Relations in ambito salute. Sia per supportare il lavoro delle associazioni pazienti sia a fianco di aziende e altre realtà del settore. Forse non sarà l’Oriana Fallaci 2.0 del futuro, ma intanto è così “famosa” da avere una biografia su internet. Prossimo passo? Una pagina di Wikipedia interamente dedicata a lei.

 

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