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I 12 probabili tipi di studente universitario: scopriamoli qui!
17 Febbraio 2016
SocietasAttualitàVoci d’Ateneo

I 12 probabili tipi di studente universitario: scopriamoli qui!

Home » Societas » I 12 probabili tipi di studente universitario: scopriamoli qui!

Quello del 30 e lode, l’organizzato, l’affamato, lo sfigato ottimista eccetera… questi sono solo alcuni dei 12 tipi di studenti che è possibile incontrare quando si gira tra le mura di una facoltà universitaria.

In qualsivoglia università, ogni studente fa parte di una determinata categoria ed è spesso semplice capire a quale appartenga. Ecco le più diffuse: 

  1. La macchinetta.
    Ripete di continuo i libri da studiare per l’esame. Non bisogna interromperlo per non fargli perdere il filo, è come una macchinetta: legge e ripete parola per parola fino allo sfinimento. Al termine della giornata anche chi gli sta intorno sa cos’ha studiato e sarebbe in grado di sostenere l’esame al posto suo.
     
  2. L’organizzato.
    Ha già programmato tutti gli esami fino alla fine della sua carriera universitaria. Studia ogni giorno lo stesso numero di pagine e se in una c’è una figura, calcola quante righe deve aggiungere alla sua lettura per essere in pari. Non si lascia disturbare e ostacolare da nulla, niente potrà fermarlo, nemmeno un meteorite. Probabilmente finirà anche di studiare due settimane prima per tuffarsi in un ripasso intenso.
     
  1. studentiQuello del trenta e lode.
    Quelli del 30 e lode sono coloro che non sanno mai niente, forse non arrivano neanche a 18 e invece, alla fine, prendono il massimo. Una volta entrati a far parte di questa categoria è difficile uscirne e tutti i compagni si chiedono come sia possibile. Iniziano le teorie complottiste secondo le quali, se il prof vede un 30 e lode tende a ripeterlo, lo studente paga o, ancor meglio, ha un legame di parentela con l’insegnante. La verità è che i 30 e lode sono supereroi sotto copertura.
     
  2. Il fotofinish.
    E’ convinto di riuscire a studiare 1200 pagine a 2 giorni dall’esame. Non tocca i libri fino a una settimana prima e quando lo fa, prende le cose con molta calma. Nonostante sia consapevole del suo ritardo, non si affretta a studiare. E’ considerato un “essere speciale”, poiché quasi sempre, in qualsiasi modo, riesce a superare gli esami. Lo si riconosce perché al termine di ogni test ripete la stessa frase: «La prossima volta inizio a studiare prima», ma la realtà è che questo non accadrà mai.
  1. Il nervoso.
    Durante le sessioni d’esame è irriconoscibile: diventa pazzo, sclerotico e urla contro tutti coloro che gli si avvicinano. La sua risposta a ogni domanda, anche a «Cosa vuoi per pranzo?» è «Non vedi che sto studiando?!». Studia sempre, giorno e notte senza tregua e se gli fai qualche battuta si offende pure.
     
  2. Il bell’addormentato.
    La sua giornata è così strutturata: sveglia a mezzogiorno, pranzo, riposino pomeridiano, studio interrotto da lunghi minuti di silenzio passati a guardare il vuoto per “riposare la vista”, cena e di nuovo a letto perché, si sa, se si va a letto presto ci si sveglia prima e si ha tutto il giorno per studiare. La giornata seguente, però, la routine è la stessa.
  1. studentiL’impanicato.
    Conosciuto anche come “il saltatore d’appello”, è colui che inventa sempre scuse per non presentarsi all’esame. Il suo motto è «nel dubbio meglio non andare». Anche se ha studiato, il giorno prima viene colto da un attacco d’ansia che lo poterà a decidere di non presentarsi davanti al professore. Nel caso qualcuno glielo chieda, potrebbe fingere di aver preso un voto che si aggira attorno al 26. La verità è che i pochi che ha sul suo libretto soffrono di solitudine.

  2. L’affamato.
    Ha sempre e solo fame, non di cultura però. Dopo 2 minuti di studio è colto da un’improvvisa voglia di cibo che lo costringe a chiudere i libri e piazzarsi per ore davanti al frigo a scegliere cosa mangiare. Alla fine della giornata avrà aperto la dispensa almeno 20 volte, mettendo su come minimo 2 kg e studiando dal libro al massimo 10 pagine. Le visite alla cucina si intensificano nei giorni prima dell’esame e al suo termine l’affamato si consolerà ingozzandosi.
  1. Il simpaticone.
    Colui che sotto esame tira fuori tutta la sua simpatia rispondendo alle domande «Come va lo studio?» o «Come vai all’università?» con risposte del tipo «Bene, domani arrivano i mobili» e «In treno». Racconta il suo orale come una battaglia o una partita tra lui e il professore, ovviamente mantenendo la grande simpatia che lo contraddistingue.
     
  2. Quello dell'”Ah, domani c’è l’esame?”.
    Ha l’esame il giorno dopo ma non lo sa e quando lo scopre, si limita a leggere qualche riassunto o cercare su Internet gli argomenti generali. Il suo motto è «Come va, va», giacché spera sulla sua capacità di dialogare, convinto di riuscire a intortare il professore con lunghi e inutili giri di parole. La maggior parte delle volte, però, questa tecnica non funziona e lo “sciallo” ci rimane male arrabbiandosi, certo di meritare almeno la sufficienza. È fuoricorso da anni.
  1. studentiLo sfigato ottimista.
    Studente che salta alcune parti o interi capitoli al grido di «Tanto questo non lo chiede», maledicendo il professore quando le uniche domande del suo esame sono proprio quelle sulle pagine non studiate. Il suo problema è che evita la maggior parte delle cose e solo il 2% delle volte ha la fortuna di trovarsi davanti a domande di cui conosce benissimo la risposta. Quando ciò accade desta l’ira dei suoi compagni che, pur studiando tutto, prendono voti inferiori.
     
  2. Lo stupido.
    Non è in grado di formulare concetti di senso compiuto, i suoi discorsi sono vuoti e nulli e con lui non si può tenere una conversazione intelligente per più di 20 secondi. Agli esami tutti dicono «Non potrò mai andare peggio di lui» e invece, puntualmente, lo stupido prende voti più alti di tutti i suoi amici.

Dopo questa bella carrellata, la prossima volta che ci si troverà a girare per le aule di una qualsiasi facoltà sarà ancora più semplice di prima suddividere in categorie coloro che ci si trova davanti.

Martina Sacco

 

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