Svolta nel caso dei fratelli Menéndez. La loro storia è tornata sotto i riflettori grazie alla serie tv Netflix “Monster”. I due sono in carcere da trentacinque anni, con una condanna all’ergastolo senza possibilità di libertà vigilata. Lyle ed Erik uccisero i loro genitori, José e Kitty, per porre fine ai continui abusi subiti dal padre e silenziosamente accettati dalla madre.
Il procuratore distrettuale della contea di Los Angeles, George Cascon, ha annunciato che chiederà di rivedere la condanna dei fratelli Menéndez. Le sue parole hanno acceso una speranza per i loro familiari, molti dei quali si stanno battendo per la scarcerazione dei due.
Il procuratore, infatti, ritiene attendibili le prove emerse contro il padre dei fratelli Menéndez. Tra queste, una lettera in cui il secondogenito Erik descrive gli abusi del padre. Le continue violenze subite durante l’infanzia avrebbero condotto Lyle ed Erik all’estrema decisione di impugnare un fucile e uccidere a sangue freddo i genitori, nella loro casa a Beverly Hills. Riferendosi alle prove contro José, il procuratore ha affermato: “Abbiamo l’obbligo morale ed etico di rivedere quanto ci è stato presentato”.
Lo stesso Gascon ha spiegato che non tutti hanno accolto la sua richiesta di revisione della sentenza: “Ci sono persone nel mio ufficio che credono fermamente che i fratelli Menéndez dovrebbero rimanere in prigione per il resto della loro vita e non credono che siano stati molestati”, ha affermato. Ma ha aggiunto: ”Ci sono persone che credono che dovrebbero essere rilasciati immediatamente e che in realtà siano stati molestati”.
All’epoca della condanna, gli avvocati difensori dei fratelli Menéndez sostennero che i due erano stati abusati sessualmente dal padre. Dopo due processi, Lyle ed Erik furono giudicati colpevoli di omicidio premeditato e la condanna fu l’ergastolo senza possibilità di libertà vigilata.
Gascon sostiene che i fratelli Menéndez abbiano affrontato un percorso di cambiamento e che adesso possano tornare in libertà senza rischiare di arrecare danni alle persone a loro vicine. Il procuratore ha, inoltre, sostenuto la buona condotta dei due fratelli. In carcere, hanno creato dei gruppi di aiuto, ascolto e supporto per tutti coloro che, come loro, hanno subito violenze e abusi durante la loro vita in libertà. Il procuratore ha concluso dicendo: “Credo che abbiano pagato il loro debito con la società”.
Fonte foto in evidenza: adnkronos.com
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