Inizia oggi, venerdì 25 ottobre, la resa dei conti per l’omicidio di Giulia Cecchettin. Il suo assassino, Filippo Turetta, si è presentato nell’aula della corte d’Assise di Venezia per essere interrogato. Per la prima volta, il reo confesso, ha mostrato il suo volto ai giornalisti e soprattutto ha affrontato lo sguardo del padre della vittima: Gino Cecchettin.
Il processo a Filippo Turetta era iniziato lunedì 23 settembre, ma il ragazzo non si era presentato in aula. Il suo legale, Giovanni Caruso, aveva dichiarato: “si presenterà quando sarà il momento”.
È stato interrogato per la prima volta in aula l’assassino di Giulia Cecchettin. Ha parlato con il tono incerto di chi sa di aver commesso un errore irreversibile. I suoi sguardi, bassi e fugaci, hanno cercato di evitare quelli delle persone che si trovavano tra i banchi dell’aula. L’omicida ha ammesso di voler dire tutta la verità e di aver messo per iscritto alcune memorie che non voleva, però, descrivere approfonditamente sul momento.
Con le sue parole, Filippo Turetta ha ammesso di aver pianificato giorni prima l’uccisione di Giulia Cecchettin. Il 7 novembre 2023 ha compilato una lista con delle cose che gli sarebbero servite per assassinare la giovane. Pochi giorni dopo, l’11 novembre 2023, ha tolto la vita a Giulia con dinamiche prestabilite. Lo ha confermato Filippo stesso, in seguito alle domande del pm di Venezia, Andrea Petroni.
Le sue parole sono state: “Quella sera scrivendo quella lista ho ipotizzato questo piano, questa cosa, di stare un po’ insieme e di farle del male. Ero arrabbiato, avevo tanti pensieri, provavo un risentimento che avessimo ancora litigato, che fosse un bruttissimo periodo, che io volessi tornare insieme e così…non lo so…in un certo senso mi faceva piacere scrivere questa lista per sfogarmi, ipotizzare questa lista che mi tranquillizzava, pensare che le cose potessero cambiare”.
A non presentarsi in aula, stavolta, è Elena Cecchettin, sorella della giovane vittima. Su Instagram ha annunciato che si assenterà anche lunedì 28 ottobre per salvaguardare la propria salute fisica e mentale. Da ben undici mesi la famiglia Cecchettin vive in un continuo incubo: “Sono undici mesi che il mio sonno è inesistente o irrequieto. La mia salute mentale e soprattutto quella fisica ne hanno risentito. Ho perso il conto delle visite mediche che ho dovuto fare nell’ultimo anno”.
La ragazza seguirà il processo a distanza e i suoi legali la aggiorneranno. Ammette sui social di non essere in grado di affrontare una tale tensione emotiva: “Voglio condividere questo perché penso sia giusto proteggersi quando ne abbiamo bisogno. Sono umana, e come tutti non sono invincibile”.
Fonte foto in evidenza: adnkronos.com
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli di proprietà di Voci di Città, rilasciati sotto licenza Creative Commons.
Sei libero di ridistribuirli e riprodurli, citando la fonte.
Ti piacerebbe entrare nella redazione di Voci di Città? Hai sempre coltivato il desiderio di scrivere articoli e cimentarti nel mondo dell’informazione? Allora stai leggendo il giornale giusto. Invia un articolo di prova, a tema libero, all’indirizzo e-mail entrainvdc@vocidicitta.it. L’elaborato verrà letto, corretto ed eventualmente pubblicato. In seguito, ti spiegheremo come iscriverti alla nostra associazione culturale per diventare un membro della redazione.
Il giovedì europeo delle italiane: en plein tra EL e Conference
Riqualificazione del patrimonio storico italiano: i vincoli normativi per le imprese nei cantieri di restauro
Champions League, italiane a picco: quattro sconfitte e 14 gol subiti
“Agnunilla” di Dario Tomasello il 13 e 14 ottobre al teatro Stabile di Catania
Giornate FAI d’autunno – 10 e 11 ottobre: i quindici siti del catanese
Beni rifugio nei momenti di incertezza: perché i risparmiatori tornano a guardare ai metalli quando i mercati tremano