Monkey è la nuova applicazione di videochat che mette in contatto utenti del Web in modo casuale, al fine di far nascere amicizie virtuali le quali potrebbero, anche, concretizzarsi in veri e propri incontri. Lanciata da Ben Pasternak e Isaiah Turner, due ragazzi di 17 e 18 anni, è una delle prime app per giovani fatta dai giovani. Gli ideatori, infatti, sanno bene cosa cerca il pubblico, in quanto, oltre a creatori, sono anche fruitori e ciò gli permette di conoscere meglio i propri utenti. Monkey, che ha superato i 200000 download e che è subito entrata nella top 25 dell’App Store, sta raccogliendo molti consensi tra i teenager che l’hanno subito scaricata sui propri smartphone.
Dopo essersi iscritti, è possibile entrare nel mondo delle videochat: in pochi secondi si è collegati con una persona di cui è dato sapere solo l’età e la località in cui si trova. Dal momento in cui l’altro appare sullo schermo, si hanno 10 secondi di tempo per decidere se portare avanti la conversazione e conoscersi meglio, collegandosi, volendo, anche a Snapchat, oppure skippare (eliminare) il proprio interlocutore e passare a quello successivo.
Nonostante i complimenti ricevuti da Tim Cook, capo di Apple, e il grande interesse suscitato in rete, alcuni la ritengono una copia di Chatroulette, un sito con funzionalità simili divenuto, però, un “motore di ricerca” per partner sessuali virtuali. I suoi creatori assicurano che all’interno di Monkey non accadrà niente del genere e stanno già lavorando a un sistema di parametri che l’utente potrà inserire al fine di stabilire che tipo di persone vuole “video” incontrare, per esempio «Donne – 20 anni– Milano». Pasternak, inoltre, precisa che si tratta di «una comunità estremamente pulita» e per continuare in questa direzione ha aperto, insieme al suo socio, un profilo Snapchat al quale gli utilizzatori potranno scrivere per riportare problemi e segnalare utenti che fanno un uso dell’applicazione scorretto.
Monkey è già disponibile sull’App Store italiano. Tutti gli utenti Apple potranno, quindi, scaricarlo e stringere nuove amicizie nella speranza, magari, di trovare l’amore.
Martina Sacco
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