Per la prima volta all’ospedale Garibaldi di Catania un paziente affetto da tumore alla prostata è stato operato facendo uso della chirurgia robotica. L’intervento, della durata di circa due ore, è stato un successo. Uno dei primi casi di Prostatectomia radicale Robotica nel territorio siciliano.
L’intervento, che è durato circa due ore, è stato effettuato presso l’Arnas Garibaldi di Catania con l’aiuto del robot Da Vinci Il Da Vinci è il più evoluto sistema robotico per la chirurgia mininvasiva attualmente in uso in ambito ospedaliero.
Ad effettuare l’intervento – una Prostatectomia radicale Robotica – è stata l’equipe urologica del professore Mario Falsaperla, direttore dell’unità operativa complessa di Urologia. Il professore è stato accompagnato da Marinella Finocchiaro e Davide Di Mauro e dal Team anestesiologico diretto da Giuseppe Calabrese, insieme a Luciana Raciti e ad Antonio Macri. Supporto infermieristico di Diego Fortunato e Rita Caruso e degli infermieri di Sala Antonio Lundari, Roberta Pagliaro. Organizzazione preliminare dalla IP Adriana Brandimonte.
Il paziente trattato ha 60 anni, ed era affetto da tumore prostatico: la prostata è stata completamente asportata facendo uso del dispositivo robotico Da Vinci.
La chirurgia robotica è una pratica eseguita tramite l’utilizzo dei robot, delle macchine costruite ad-hoc per aiutare i chirurghi ad eseguire gli interventi. Infatti, nel corso dell’operazione, lo strumento chirurgico viene fissato nelle braccia del robot, che vengono guidate dal chirurgo durante tutto il tempo dell’operazione attraverso due manopole molto simili a un joystick.
Questa modalità permette di raggiungere un’estrema precisione, difficilmente raggiungibile da mani umane, effettuando incisioni piccole e precise in tempi brevi. Ecco perché gli interventi di chirurgia robotica possono essere definiti interventi chirurgici mini-invasivi. Nonostante ciò, l’intervento va comunque effettuato in anestesia totale.
Altro vantaggio della chirurgia robotizzata da non sottovalutare sono i tempi di recupero del paziente, decisamente minori rispetto a un intervento di chirurgia tradizionale, così come il dolore meno intenso nel periodo post-operatorio.
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Nata a Catania nel lontano 2002, la piccola Alice si è sempre distinta per la sua risolutezza e determinazione.
Dopo aver deciso di voler diventare un’archeologa, poi una veterinaria e poi un’insegnante, si iscrive al Liceo Linguistico Lombardo Radice e scopre le sue due grandi passioni: la scrittura e le lingue straniere, che decide di coniugare iscrivendosi alla facoltà di Scienze e Lingue per la Comunicazione.
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