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BlippAR: per riconoscere una persona tramite una semplice foto
09 Gennaio 2017
Tech

BlippAR: per riconoscere una persona tramite una semplice foto

Home » Tech » BlippAR: per riconoscere una persona tramite una semplice foto

Chi non ha mai avuto la sensazione di conoscere una persona che si incrocia per strada ma senza ricordare di chi si tratta? Da oggi, grazie all’app con la realtà aumentata BlippAR è possibile riconoscere una persona che si incontra per strada con l’uso di una semplice fotocamera. Repubblica chi racconta che l’app funziona come Shazam: basta puntare la fotocamera su di una persona, oppure tramite una foto o un video, e l’applicazione riconosce non solo il soggetto, ma propone anche una serie di contenuti associati ad esso. Nel database di BlippAR ci sono attualmente 70mila visi, solo di personaggi famosi, ma ben presto anche gli utenti comuni potranno inserire pure il loro, creando un profilo all’interno dell‘app.

L’innovativa tecnologia del riconoscimento facciale preoccupa, però, i sostenitori del diritto alla riservatezza e alla propria privacy, dato che l’app rimanda anche a tantissime informazioni personali. Il riconoscimento facciale è da sempre usato dai sistemi di sorveglianza in dotazione alle forze dell’ordine: il problema si riscontra quando queste tecnologie vengono vendute come “sistemi ludici” tramite delle app che chiunque può scaricare per farne uso. Sono centinaia le app come BlippAR che promettono di risalire all’identità di una persona grazie ad un semplice scatto, e se finissero in mani sbagliate potrebbero diventare una vera e propria minaccia alla propria privacy. Sulla nuova app il co-fondatore Tayeb assicura che: «Sarà possibile impostare la privacy del profilo su pubblico o privato. Inoltre chi non vuole che il suo volto sia conservato nei server può chiedere di essere rimosso. Il processo per creare una foto profilo richiede il coinvolgimento diretto dell’interessato, il sistema poi è intelligente abbastanza per capire che qualcuno sta tentando di registrate un’altra persona».

Valentina Friscia

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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