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Insicurezza a Catania: carenza di organici o di volontà?
01 Giugno 2023
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Insicurezza a Catania: carenza di organici o di volontà?

Home » Best politik » Insicurezza a Catania: carenza di organici o di volontà?

 Archiviata la campagna elettorale per l’elezione del Sindaco del capoluogo etneo, a conclusione della quale è inequivocabilmente scaturita l’adesione della cittadinanza catanese alla visione politica delineata dal centro destra, si può tornare a parlare del problema sicurezza di cui tanto ai discute e tanto poco si è provveduto fino ad ora a risolvere (si auspica ancora per poco).

 Passato il clamore del turista polacco ridotto in fin di vita, un paio di settimane or sono, da un nordafricano irregolare, si è assistito alla divulgazione, da più fonti, neigiorni scorsi, di una presunta carenza di organico delle FF.PP. (Forze di Polizie Italiane) a Catania, che impedirebbe od ostacolerebbe la loro stessa operatività.

   Tuttavia, da addetti ai lavori, reputiamo che tale mantra, a volte, appare come un provvidenziale coniglio uscito fuori dal cilindro di chi sembra avere interesse a trovare un assist, un appiglio, un capro espiatorio qualsiasi che possa dirottare su un argomento non strategico, l’assenza di una valida strategia tecnico operativa finalizzata a dare le opportune risposte.

   Da conoscitori della materia sappiamo che la contrazione degli organici delle FF.P.P., in verità, è stata una tendenza innescatasi negli anni ’90, cioè in un’epoca in cui, passata l’emergenza terroristica, si ritenne di riportare gradualmente gli organici delle FF.PP. ai numeri di fine anni ’60, salvo poi una recente sopravvenuta inversione di tendenza.

   In ogni caso, le risorse umane di CC, Polstato e GdF, sono ripartite in misura equa su tutto il territorio nazionale in maniera direttamente proporzionale alla densità abitativa e al tasso di criminalità e, rispetto agli anni scorsi, le cessate incombenze della venuta meno strategia della tensione mafiosa, hanno semmai sollevato le FF.PP. catanesi, da molte incombenze di vigilanza ad obiettivi fissi e particolarmente vulnerabili che assorbivano rilevanti risorse.

   Per come già esposto, anche nei primi anni ’90 gli effettivi delle forze di polizia erano al di sotto della pianta organica, ma non risulta che dinanzi all’emergenza catanese degli oltre 100 morti ammazzati all’anno, le autorità dell’epoca addebitavano tale spaventosa contingenza alla penuria di poliziotti, adottando, invece, strategie investigative e operative che gradualmente riportarono le condizioni di sicurezza pubblica entro limiti fisiologici.

   Che adesso non vi siano più equipaggi da approntare per dispiegare una mirata attività di polizia all’interno di quelle aree in cui lo Stato sembra avere rinunciato ad esercitare la sua sovranità, in verità, è difficile da credere.

   Così come è a maggior ragione ancor più arduo credere che la microcriminalità urbana catanese sia più difficile da fronteggiare rispetto alle spietate e cruente guerre di mafia che insanguinavano il territorio cittadino fino agli anni ’90.

   Il sospetto che i poliziotti catanesi, ricevendo le giuste direttive, potrebbero ottenere risultati molto lusinghieri, sorge poi spontaneo nel momento in cui ci si ritrova a leggere un articolo di stampa pubblicato su “lasicilia.it” del 31 marzo ultimo scorso, in contesto del quale Giovanni Trimboli, presidente dei ristoratori Fipe Confcommercio, riferendosi ad un incontro tenutosi di recente in prefettura, ha affermato che Questore e Prefetto “da una parte dicono di non avere risorse, dall’altra che hanno le mani legate perché per contrastare bande, o comunque raggruppamenti di persone che esercitano violenza o dolo verso cose o persone, serve l’utilizzo di tante risorse umane con zero risultati, perché poi la magistratura li rimette in libertà dopo pochissime ore”.

   Auspichiamo, in veritá, che il sig. Trimboli abbia sentito male, perchè qualora tali dichiarazioni rispondessero al vero, la loro gravitá sarebbe a dir poco dirompente e mortificante per due ordini di motivi:

innanzi tutto Prefetto e Questore sono autorità di vertice che dovrebbero sempre incoraggiare la cittadinanza ad avere fiducia nelle Istituzioni tutte, invece di sconfessare quei magistrati che con tanto zelo hanno sempre operato a Catania nonostante, loro sì, lecroniche carenze di organico da cui sono afflitti e, in secondo luogo, tale presa di posizionedi Prefetto e Questore evincerebbe un’arrendevolezza e un disfattismo che nulla avrebbero a che fare con la supposta carenza degli organici di polizia, perché rinunciare ad arrestare i delinquenti per sfiducia verso i magistrati non ha nessun rapporto di causa ed effetto con la sbandierata penuria di poliziotti.

   Fermo restando che, all’occorrenza, fra Reparto Prevenzione Crimine, X Reparto Mobile, Squadrone Cacciatori di Sicilia dei CC e Baschi Verdi della GdF, a Catania si potrebbe bonificare molto più di quel rione di San Berillo diventato terra di nessuno e in cui, fino al 21 aprile del 2021 (appena due anni addietro), vennero espletate 7 operazioni di controllo straordinario del territorio in appena un paio di mesi con il concorso di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale, X Reparto Mobile, Commissariato Centrale, Polizia Scientifica, Squadra Mobile e Unitá Cinofile. E gli organici erano pressochè tali e quali a quelli odierni, ma si era al tempo del Questore Della Cioppa.

Catania  1 giugno 2023

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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