Il mondo sta cambiando? Forse. I fatti della settimana raccontano che in Tunisia è stata incaricata una donna a formare un governo. Si tratta di un a nomina storica: per la prima volta, infatti, in un Paese arabo l’incarico non facile è stato affidato a una donna.
Il suo nome è Najla Bouden Romdhane, 63 anni, nata a Qayrawan, sede della più antica moschea del Maghreb nonchè sito Unesco.
Il Presidente della Repubblica Kais Saied ha incaricato Najla Bouden Romdhane, lontana dai partiti, di formare il governo nel più breve possibile, considerata la grave crisi politica in cui versa il Paese: «Questo è un momento storico, un onore per la Tunisia e un omaggio alle donne tunisine» – ha spiegato il Presidente – «Lavoreremo, con ferma determinazione, per combattere la corruzione e contrastare l’anarchia che regna in molte istituzioni», ha aggiunto, convinto di condividere l’obiettivo con la Premier.
Dunque, un paese lacerato quello di cui dovrà occuparsi la Premier. Due mesi fa, infatti, il Presidente della Repubblica scioglieva il precedente governo annunciando, con decreto, la formazione di uno nuovo. Il comportamento di Saied divide i tunisini che talvolta lo criticano poichè sostengono sia andato contro ogni principio costituzionale. Un’altra parte della popolazione, invece, lo appoggia “con l’anima e con il sangue”.
Dieci anni fa, in Tunisia, la Primavera dei Gelsomini che ha reso possibile la stesura di una Costituzione democratica.
Dopo avere intrapreso e concluso gli studi di ingegneria, la neo-premier è docente di scienze geologiche alla Scuola nazionale di ingegneri di Tunisi. Inoltre, vanta una lunga esperienza accademica e nella ricerca nel settore della valutazione sismica, della vulnerabilità degli edifici, della simulazione di scenari di rischi sismici e di sensibilizzazione della popolazione ai rischi e alla gestione delle catastrofi. Attualmente è responsabile dell’attuazione del programma della Banca mondiale presso il ministero dell’Istruzione superiore e della ricerca scientifica, istituzione con la quale collabora da anni. Il programma finanziato dalla Banca mondiale dà sostegno alla riforma dell’istruzione superiore in corso in Tunisia.
Oltre alla sua missione accademica e ministeriale, l’ingegnere tunisina è anche co presidente del Gruppo consultivo mondiale sulla scienza e la tecnologia dell’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei rischi di catastrofi (Undrr). La nomina della professoressa universitaria da parte del presidente Kais Saied, oltre ad essere una assoluta novità in tutto il mondo arabo, pone fine a due mesi di potere vacante alla Kasbah, dopo la destituzione lo scorso 25 luglio del suo predecessore, Hichem Mechichi. A causa della pandemia, la Tunisia vive uno dei suoi periodi più bui e sarà una donna che proverà a farla tornare a brillare.
Maria Giulia Vancheri
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