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Omicidio a Valbrembo: Luciano Muttoni ucciso brutalmente per 50 euro
11 Marzo 2025
cronaca

Omicidio a Valbrembo: Luciano Muttoni ucciso brutalmente per 50 euro

Home » Attualità » cronaca » Omicidio a Valbrembo: Luciano Muttoni ucciso brutalmente per 50 euro

Una scoperta agghiacciante ha scosso la tranquilla comunità di Valbrembo (Bergamo) nella mattina di domenica 9 marzo. Luciano Muttoni, 57 anni, è stato trovato privo di vita all’interno della sua abitazione di via Giacomo Rossini. A dare l’allarme è stata la sua compagna. La donna, che non aveva più avuto sue notizie dal venerdì precedente, si è preoccupata e si è recata presso la sua abitazione. Lì ha fatto la terribile scoperta. Muttoni giaceva a terra in cucina, sul fianco, con la mano destra sul volto in un disperato tentativo di difesa.

Secondo le prime analisi medico-legali, Muttoni sarebbe stato colpito ripetutamente con calci e pugni. A decretare la sua morte, poi, due colpi sferrati con il calcio di una pistola. Gli investigatori della scientifica hanno rinvenuto tracce di sangue all’interno dell’abitazione e lungo il vialetto d’ingresso. La casa è stata posta sotto sequestro mentre le forze dell’ordine cercano di ricostruire l’accaduto. Il movente sarebbe una rapina. Gli aggressori avrebbero sottratto a Muttoni 50 euro, un cellulare e la sua Volkswagen Golf, che da alcuni giorni risulta scomparsa.

Luciano Muttoni tra difficoltà economiche e di salute

Luciano Muttoni viveva da solo nel suo appartamento al piano terra di un complesso residenziale. Ex magazziniere, operaio e camionista, era senza un impiego ufficiale dal 2014. Quell’anno, infatti, l’azienda per cui lavorava lo aveva licenziato a causa di un ridimensionamento. Oltre alle difficoltà economiche, aveva dovuto affrontare anche gravi problemi di salute. Circa dieci anni fa era stato operato per un tumore tra orecchio e collo, un intervento che gli aveva lasciato danni permanenti.

Per mantenersi, negli ultimi anni, aveva trasformato la sua abitazione in una piccola struttura ricettiva. Muttoni affittava stanze a turisti tramite piattaforme online come Booking.com e pubblicizzava l’attività sui suoi profili social. Oltre all’ospitalità, garantiva anche un servizio navetta ai suoi ospiti utilizzando la sua vecchia Volkswagen Golf, scomparsa. Nel corso delle indagini, alcuni vestiti di Muttoni sono stati ritrovati nei pressi del cimitero di Solza, a circa venti minuti d’auto da Valbrembo.

Caso Luciano Muttoni: indagini e sospettati

I carabinieri del nucleo investigativo di Bergamo, insieme ai colleghi del Norm di Zogno e della stazione di Villa d’Almè, hanno avviato subito le indagini. Decine di persone sono state sentite, tra cui alcuni clienti della struttura e vicini di casa. In particolare, due giovani, rispettivamente di 24 e 25 anni, sono stati fermati a Monza poche ore dopo il ritrovamento del corpo. Il primo avrebbe confessato l’omicidio, dichiarando di aver colpito Muttoni dopo che, quest’ultimo, aveva reagito al tentativo di rapina.

I due indagati sono Francesco De Simone (25 anni) e Mario Vetere (24 anni). Il primo è stato rintracciato a casa di amici a Monza, mentre il secondo è stato bloccato mentre si recava a lavoro come aiuto educatore in una comunità terapeutica in provincia di Monza. Entrambi hanno ammesso il delitto, spiegando di averlo pianificato.

La ricostruzione dell’omicidio

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, De Simone e Muttoni si conoscevano già. Il giovane, infatti, aveva soggiornato nell’appartamento dell’uomo a poco prezzo con alcuni amici. Avrebbe notato del denaro nel portafogli della vittima e avrebbe così deciso di rapinarlo. Avrebbe poi coinvolto Vetere come complice. Venerdì sera, i due sarebbero arrivati in treno a Ponte San Pietro e, poi, a piedi a Valbrembo. Si sarebbero coperti il volto con dei passamontagna e, armati di pistola, sarebbero entrati in casa mentre Muttoni stava cenando.

Una volta dentro, i due gli avrebbero intimato di consegnare loro il denaro, ma Muttoni avrebbe reagito. Ne sarebbe nata una violenta colluttazione, durante la quale Muttoni sarebbe stato colpito con pugni, calci e, infine, con il calcio della pistola. Una volta a terra, gli avrebbero sottratto le chiavi dell’auto e lo avrebbero colpito ancora. Dopo essersi cambiati, sarebbero fuggiti con la Volkswagen Golf della vittima.

Le prove che incastrano i sospettati

Gli investigatori sono risaliti ai sospettati grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza installate nei pressi dell’abitazione della vittima. Inoltre, l’auto di Muttoni era stata sequestrata la sera prima a Monza, durante un controllo in cui quattro individui erano stati trovati a bordo del veicolo senza saperne giustificare il possesso. Gli inquirenti, quindi, hanno collegato il ritrovamento dell’auto al delitto e sono riusciti a identificare i presunti responsabili.

Dopo l’omicidio, De Simone avrebbe abbandonato un giubbotto insanguinato vicino al cimitero di Solza e gettato la pistola in un bosco a Ponte San Pietro. Agli inquirenti, poi, ha fatto ritrovare entrambi gli oggetti. Inoltre, avrebbe tentato di usare il bancomat della vittima per acquistare sigarette.

La Procura ha contestato l’aggravante della premeditazione, ritenendo che i due abbiano pianificato l’aggressione nei dettagli. L’indagine, coordinata dalla pubblico ministero Letizia Ruggeri, prosegue per raccogliere ulteriori elementi di prova e confermare la dinamica del delitto.

Fonte immagine in evidenza: bergamonews.it

Sara De Luca

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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