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Omicidio di Roberto Bolzoni: una rapina sfociata in violenza?
25 Febbraio 2025
cronaca

Omicidio di Roberto Bolzoni: una rapina sfociata in violenza?

Home » Attualità » cronaca » Omicidio di Roberto Bolzoni: una rapina sfociata in violenza?

Un brutale omicidio ha turbato profondamente la comunità lodigiana. Roberto Bolzoni, 61 anni, conosciuto come “Rambo”, è stato assassinato con 37 coltellate all’interno della sua auto, una Volkswagen Golf bianca, parcheggiata in piazza Omegna. Dopo un’articolata attività investigativa, due uomini sono stati arrestati con l’accusa di omicidio e rapina. Oggi, 25 febbraio, l’interrogatorio per la convalida del fermo dei due indagati nel carcere di Lodi.

La scomparsa e il ritrovamento del corpo

Il caso ha avuto inizio domenica 16 febbraio, quando la moglie di Bolzoni, rientrata dal lavoro in un ristorante asiatico, ha notato l’assenza del marito. Dopo averlo cercato senza successo tra amici e conoscenti, ha denunciato la scomparsa alle autorità.

Roberto Bolzoni: il corpo ritrovato sui sedili anteriori della Golf. Fonte: ilGiorno.it

Roberto Bolzoni: delimitata l’area dov’è stato rinvenuto il cadavere. Fonte: ilGiorno.it

Dopo 36 ore di ricerche, nel pomeriggio di martedì 18 febbraio, la donna ha individuato l’auto del marito in un luogo insolito. All’interno della vettura, ha fatto una macabra scoperta: il corpo di Bolzoni giaceva tra i sedili anteriori, ricoperto di ferite e immerso in una pozza di sangue. Le lesioni più gravi erano localizzate sul lato destro del volto e al collo. Dall’auto mancavano le chiavi, il portafoglio e il cellulare.

Le prime ipotesi sull’omicidio di Roberto Bolzoni

I carabinieri e la scientifica hanno effettuato i primi rilievi, confermando la natura violenta del decesso. L’autopsia ha escluso il suicidio e ha determinato che l’arma del delitto fosse un coltello di grandi dimensioni, non ancora ritrovato. Un coltellino, invece, è stato rinvenuto accanto al corpo, ma subito escluso dalle indagini in quanto non compatibile con le ferite.

Le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno mostrato che Bolzoni era stato visto per l’ultima volta presso il centro scommesse di via Vignati, un luogo che frequentava abitualmente. Gli inquirenti, quindi, hanno iniziato a investigare sulle sue relazioni e su un possibile legame con il mondo del gioco d’azzardo.

Gli arresti e la ricostruzione del delitto

Dopo giorni di indagini, le forze dell’ordine hanno fermato due sospettati: Roberto Zuccotti, 48 anni, e Andrea Gianì, 29 anni, entrambi frequentatori del centro scommesse e conoscenti della vittima. Il primo sospettato citato, inoltre, ha precedenti per spaccio e reati contro il patrimonio.

Arrestati i due indiziati per l'omicidio di Bolzoni. Fonte: ilCittadino.it

Arrestati i due indiziati per l’omicidio di Bolzoni. Fonte: ilCittadino.it

Le riprese di videosorveglianza hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’omicidio: la sera del 16 febbraio, Zuccotti e Gianì sono saliti a bordo della Golf di Bolzoni. Successivamente, l’auto è stata parcheggiata in piazza Omegna, dove si è consumato il crimine. L’autopsia ha evidenziato 37 ferite da arma da taglio, con la più letale al collo.

Sebbene l’arma del delitto non sia stata rinvenuta, prove determinanti sono emerse: sulle scarpe dei sospettati sono state individuate tracce di sangue umano, nonostante i tentativi di rimozione. Inoltre, le loro impronte digitali erano presenti sulla scena del crimine.

Un movente legato alla rapina

Secondo gli inquirenti, il movente principale sarebbe una rapina degenerata in violenza estrema. Bolzoni era solito portare con sé una catenina d’oro, un anello e una discreta somma di denaro, tutti oggetti scomparsi dopo il delitto. Anche il suo telefono è stato rintracciato per l’ultima volta a 15 chilometri dal luogo del crimine, prima di essere spento definitivamente.

Le autorità ritengono che i due uomini abbiano immobilizzato Bolzoni prima di colpirlo ripetutamente con un coltello. Per depistare le indagini, avrebbero cercato di simulare un suicidio lasciando un coltellino all’interno dell’auto.

Le reazioni della comunità

La città di Lodi ha accolto la notizia con sgomento: «Era una persona gentile, sempre disponibile», racconta una vicina di casa. Il titolare di un bar, che la vittima frequentava, ha dichiarato: «Non sembrava avere problemi con nessuno».

Tuttavia, le forze dell’ordine non escludono che dietro il delitto possano esserci dinamiche legate al gioco d’azzardo. Sebbene la sorella della vittima abbia smentito difficoltà economiche, alcuni testimoni hanno avanzato ipotesi differenti.

Chi era Roberto Bolzoni?

Bolzoni, infatti, era disoccupato da più di vent’anni. Viveva grazie all’eredità dei genitori e ai sussidi percepiti dal fratello Mario. Quest’ultimo, deceduto ormai un paio di anni fa, era invalido. Roberto si prendeva spesso cura di lui. A volergli bene non erano solo gli amici di Lodi, ma anche e soprattutto sua moglie, Anna Liyubin. I due erano uniti in matrimonio da dieci anni.

Roberto Bolzoni: andava spesso al punto scommesse. Fonte: ilGiorno.it

Roberto Bolzoni: andava spesso al punto scommesse. Fonte: ilGiorno.it

Roberto era un abitudinario. Trascorreva il suo tempo tra il bar Seven, la Trattoria del Dosso a Lodi Vecchio e il centro scommesse di via Villani. Persino il giorno della sua scomparsa era andato a prendere il suo solito caffè al bar Seven. Poi, dritto al punto Snai e, infine, il rientro a casa. Non avrebbe mai immaginato che quella sarebbe stata la sua ultima passeggiata.

Gli sviluppi giudiziari sul caso Roberto Bolzoni

Dopo il fermo, Zuccotti ha scelto di non rispondere alle domande degli inquirenti, mentre Gianì ha fornito dichiarazioni contraddittorie senza ammettere il delitto. Entrambi si trovano ora in stato di detenzione nel carcere di Lodi.

Oggi, martedì 25 febbraio, alle 14:00 si è tenuto l’interrogatorio per la convalida del fermo dei due indagati, fissato dal Giudice Ivonne Fiorella Calderon. Le indagini proseguono per raccogliere ulteriori elementi di prova, con l’analisi dei tabulati telefonici e la ricerca di possibili complici o testimoni oculari.

Conclusioni

L’omicidio di Roberto Bolzoni ha lasciato alcuni interrogativi. Il movente è esclusivamente legato alla rapina o ci sono altre dinamiche in gioco? Vi sono stati eventuali complici? Le autorità sono determinate a ricostruire l’intera vicenda per portare i colpevoli di questo spietato delitto davanti alla giustizia.

Fonte immagine: ilGiorno.it

Sara De Luca

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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