Un testimone chiave avrebbe visto il fidanzatino di Aurora Tila buttare giù la ragazza, di soli 13 anni, dal balcone del palazzo, dove la ragazza viveva, a Piacenza. Sarebbe stata proprio la sua testimonianza a spingere la Procura per i minorenni a disporre il fermo per omicidio volontario.
A riferirlo sono i quotidiani Repubblica e Libertà. È in corso l’udienza di convalida del provvedimento presso il tribunale per i minorenni di Bologna. Se la condanna fosse confermata, il 15enne di Gossolengo rischierebbe una condanna tra dodici e diciotto anni di carcere.
Il super-testimone avrebbe visto tutto. Le sue indicazioni sono state decisive per l’emissione del provvedimento cautelare a danno del fidanzatino di Aurora. Le parole ai carabinieri non hanno lasciato spazio a dubbi.
Secondo il suo racconto, avrebbe visto con i suoi occhi il ragazzino gettare Aurora dal balcone dell’ottavo piano. Dopo un volo di dodici metri, è giunto l’impatto con il terrazzo del quinto piano dove la ragazza è stata trovata morta. Al momento della caduta, la medesima era sola con il fidanzatino. Quest’ultimo, nei primi confronti con gli inquirenti, si era dichiarato completamente innocente sostenendo che la ragazza “fosse caduta da sola“.
La sua dichiarazione però non aveva convinto né le forze dell’ordine né i genitori della ragazza, la famiglia in effetti aveva fornito, tramite la legale Lorenda Dordoni, numerosi elementi di prova, i quali testimoniavano una forma di gelosia possessiva provata dal ragazzo.
Nelle chat di Aurora avvenute con la sorella maggiore e con le amiche, sono emerse ripetute minacce autolesionistiche e di morte da parte del fidanzatino: “Resta con me, altrimenti…”. A ciò si sono aggiunti, nelle ultime ore, anche le foto e i video ripresi dai cellulari di passanti, testimoni di passate aggressioni subite da Aurora Tila.
Stamattina, mercoledì trenta ottobre, il giudice delle indagini preliminari deciderà se confermare o meno il fermo per il ragazzo di Gossolengo. Il ragazzo, nell’aula del tribunale per i minorenni di Bologna, si presenta con l’avvocato difensore Ettore Maini, con la legale Rita Nanetti e con la madre.
Saranno valutati dal gip anche i risultati della prima autopsia, arrivati nel pomeriggio di ieri 29 ottobre. L’esame, condotto dal medico legale Giovanni Cecchetto a Pavia, ha evidenziato come causa del decesso “un grave trauma cranico da caduta“.
Per ora, ha poi continuato Cecchetto, sarebbe esclusa la possibilità di una violenta colluttazione prima della caduta di Aurora. Non sono infatti state rilevate “ecchimosi o ferite riconducibili” a un’aggressione.
Bisogna comunque attendere gli esami istologici. I tamponi di ricerca genetica evidenzieranno “eventuali lesioni pregresse” o “tracce organiche” sul corpo, in particolare sotto le unghie delle mani. Al momento, però, non sembra che Aurora abbia tentato di difendersi da un’ipotetica aggressione.
Fonte foto in evidenza: “Open“
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