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Dark tourism: il turismo oscuro nel mondo e la serie tv su Avetrana 
30 Ottobre 2024
Attualità

Dark tourism: il turismo oscuro nel mondo e la serie tv su Avetrana 

Home » Attualità » Dark tourism: il turismo oscuro nel mondo e la serie tv su Avetrana 

È oramai dilagante in tutto il mondo il fenomeno divenuto noto come dark tourism. La traduzione italiana di questa espressione potrebbe essere “turismo nero”, “oscuro”, “macabro” o, ancora, “tanaturismo” (dalla parola greca thanatos, che indica le pulsioni di morte). 

Questo fenomeno indica l’attrazione di numerosi flussi di turisti verso mete in cui si sono consumati omicidi, tragedie, stragi, morti particolarmente cruente o delitti legati a sette religiose. Le motivazioni di tale attrazione possono variare. I “dark tourists” visitano luoghi impregnati di morte e disperazione per sintonizzarsi col dolore delle vittime. O per ricordare un determinato evento storico, ricostruendone la memoria collettiva. O semplicemente per strumentalizzare il dolore, fare views sui social e portare con sé il vanto di aver visitato un luogo dal grande impatto mediatico. 

I luoghi del dark tourism

Il dark tourism al livello mondiale coinvolge importanti luoghi per la memoria collettiva. Tra questi, il Memoriale della Pace di Hiroshima, le rovine di Chernobyl e il Memoriale dell’undici settembre a New York. Per gli appassionati di Storia, una meta certamente attrattiva è ciò che resta del Muro di Berlino. Un discorso a parte merita il campo di concentramento di Auschwitz, visitato ogni anno da tantissimi turisti. Alcuni di loro vi si recano per motivi di interesse storico, per rivivere il dolore di coloro che vi hanno perso la vita e per onorare la loro memoria. Altri, invece, vivono l’esperienza in modo più superficiale: ne approfittano per fare degli scatti, talvolta ironici e irrispettosi, che hanno come unico scopo quello di fare hype e conseguentemente visualizzazioni sui social. Questo tipo di turismo, che ignora Auschwitz quale testimone di terribili storie umane, è una sottocategoria del dark tourism.

Anche l’Italia vanta alcuni luoghi gettonati dai fan del dark tourism. Il più antico simbolo del turismo dell’orrore all’italiana è Pompei, meta molto famosa e visitata da milioni di viaggiatori. Tra le altre, Erba, città in cui i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi hanno messo a punto la loro strage. L’isola del Giglio, in Toscana, per il naufragio della Concordia. Infine, ad aver registrato un grande successo tra i viaggiatori appassionati di dark tourism, è la città di Avetrana, in provincia di Taranto, divenuta nota per l’omicidio di Sarah Scazzi.  

Omicidio Sarah Scazzi: la serie tv sul delitto di Avetrana  

Oggi, mercoledì 30 ottobre, andrà in onda su Disney+ la serie tv “Qui non è Hollywood”, scritta da Pippo Mezzapesa e prodotta da Groenlandia. 

I quattro episodi sono stati presentati in anteprima mondiale alla Festa del Cinema di Roma e ricostruiscono la vicenda di Sarah Scazzi, quindicenne di Avetrana assassinata il 26 agosto del 2010. Responsabili del delitto, Sabrina Misseri e Cosima Serrano, rispettivamente cugina e zia della vittima, condannate all’ergastolo. Lo zio, Michele Misseri, ha già scontato la sua pena di otto anni per occultamento di cadavere ed è uscito dal carcere lo scorso febbraio. 

La scomparsa di Sarah ebbe un enorme rilevanza mediatica. Inizialmente le si attribuì un allontanamento volontario o un rapimento a opera di uno degli uomini più grandi con i quali la ragazza sarebbe stata in contatto su Facebook. A più di un mese dalla scomparsa della giovane, tutta la verità venne a galla. Lo zio Michele ritrovò il cellulare di Sarah e confessò, dopo un estenuante interrogatorio, di aver ucciso la nipote. Poi, accusò la figlia Sabrina, ammettendo di aver partecipato solo all’occultamento del cadavere. Sabrina avrebbe compiuto il tragico gesto spinta dalla gelosia e dall’invidia che provava verso la cugina. Lei era bella, tenera e ingenua e le due avevano litigato poco prima del 26 agosto per un ragazzo: Ivano Russo. Ragazzo che aveva avuto una relazione con Sabrina, poi bruscamente interrotta, e per cui Sarah provava segretamente dei sentimenti.

Il cambio del titolo: sparisce “Avetrana”

La serie televisiva avrebbe dovuto intitolarsi: “Avetrana. Qui non è Hollywood”. All’indomani della presentazione del prodotto cinematografico, i legali del comune di Avetrana hanno presentato ricorso urgente al tribunale di Taranto. Fabio Sponaro, Stefano Bardaro e Luca Bardaro hanno chiesto la rettifica della denominazione (“Avetrana. Qui non è Hollywood”) e la sospensione immediata. Il titolo, infatti, metterebbe in cattiva luce la cittadina e i suoi abitanti, legandoli inestricabilmente al delitto avvenuto quattordici anni fa. Avetrana è molto altro, è questo il messaggio che i legali del comune vogliono far passare. Il sindaco Antonio Iazzi ha evidenziato, in una nota, che “la comunità ha da sempre cercato di allontanare da sé i tanti pregiudizi dettati dall’omicidio, dal momento che la tragedia destò sgomento nella collettività”. Con il titolo, che esordisce proprio con la parola “Avetrana”, si rischia che gli utenti giudichino negativamente gli abitanti della città, concentrandosi più su di loro che sulla vicenda.  

In seguito al provvedimento del tribunale di Taranto, e in attesa dell’udienza che si terrà il cinque novembre, la serie andrà comunque in onda, ma il titolo sarà: “Qui non è Hollywood”. Il sindaco non si è astenuto dal commentare la decisione: “Riteniamo di aver, quantomeno allo stato, preservato l’immagine della comunità che rappresento, fermo restando che proseguiremo in ogni sede competente, ove necessario, per la tutela dei diritti dei miei concittadini. Faremo in modo che il nome ‘Avetrana’ venga rimosso da ogni forma di pubblicità, già diffusa, dell’evento cinematografico in questione, perché Avetrana non si può e non si deve identificare solo con il terribile fatto di cronaca“. 

Il dark tourism ad Avetrana 

Per la reputazione di Avetrana e dei suoi abitanti, l’uccisione di Sarah Scazzi è stato un colpo basso. In poco tempo, la villetta nella quale il cadavere della giovane è stato rinvenuto è diventata una delle mete più ambite del dark tourism italiano. Molti giornalisti, fotografi e appassionati di true crime hanno fatto irruzione nel luogo del delitto per immortalare scatti inediti, non tenendo conto del dolore della famiglia e mancando di rispetto alla memoria della povera Sarah. 

La serie televisiva del regista pugliese Mezzapesa si apre con una scena esplicativa. Un gruppo di turisti visitano la “villetta degli orrori” come se si trovassero agli Uffizi o al Louvre. La loro morbosa curiosità testimonia quanto talvolta il dark tourism sia dannoso per la memoria delle vittime. Nella memoria collettiva, le città come Avetrana, o Erba, saranno per sempre teatri di orrori indicibili e non riusciranno mai a spezzare il filo che le collega ai loro tragici ricordi. Le serie tv come “Qui non è Hollywood” dovrebbero, tuttavia, spingerci ad acquisire un punto di vista diverso e riconsiderare con rispetto i luoghi che attirano la nostra curiosità. 

Fonte foto in evidenza: adnkronos.com

Valeria Mangiarratti

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