Donald Trump ha appena ricevuto uno dei regali “diplomatici” più lussuosi della storia. Un jet privato del valore di 400 milioni di dollari. Regalo della famiglia reale qatariana verso l’amministrazione Trump da usare come nuovo Air Force One. L’idea del presidente sarebbe di trasferirlo poi nella sua “libreria presidenziale” in modo da usarlo anche come da privato cittadino.
Già da qualche tempo si parlava di sostituire gli attuali modelli dell’ Air Force One. durante il primo mandato di Trump, Boeing aveva ottenuto l’incarico di costruire i nuovi modelli. L’agenzia ha però fatto sapere che i nuovi Air Force One non saranno consegnati fino al 2027 o 2028.
La famiglia reale del Qatar, quando si è diffusa la notizia di questa “donazione”, è intervenuto per fare alcuni chiarimenti. È vero che ci sono state discussioni tra i due Paesi sulla possibilità di “trasferire” un aereo di lusso. La cosa sarebbe già finita sul tavolo del Pentagono e del ministero della Difesa qatariota. Ma la decisione non sarebbe stata ancora presa.
Gli addetti stampa del Qatar hanno chiarificato che al momento si parla di un “possibile trasferimento” per “uso temporaneo”. Va, però, fatto notare che questo tipo di aereo è lo stesso modello che nel 2018 è stato dato in dono al presidente turco Recep Tayyip Erdogan.
La famiglia reale ha annunciato il dono in concomitanza del viaggio diplomatico di Trump nel Medio Oriente, Il quale viaggerà dal 13 al 16 maggio visitando Arabia Saudita, Qatar e Emirati Arabi Uniti.
L’aereo è un vero palazzo volante, fornito da: 11 bagni, 5 cucine, una camera padronale e una per gli ospiti, rifiniture in oro e pannelli di legno pregiato. Il colosso militare L3Harris si occuperà di mettere in sicurezza l’aereo con tutti gli inserti di difesa e comunicazione dell’Air Force One.
Questo “regalo” ha scaturito non poche critiche all’amministrazione Trump da parte dei suoi avversari politici. Il senatore Chuck Schumer e il deputato Ritchie Torres hanno chiesto un’indagine formale al riguardo. Il sospetto è che si tratti di una violazione della Emoluments Clause della Costituzione, che vieta a funzionari federali di accettare regali o compensi da governi stranieri senza l’autorizzazione esplicita del Congresso.
Anche l’influencer di estrema destra Laura Loomer, nota per la sua fedeltà irriducibile verso Trump, ha criticato l’amministrazione dicendo che accettare il regalo sarebbe “una macchia per l’amministrazione“.
Il dono qatariota non rientra strettamente nei regali privati, dato che è passato tra le mani del pentagono e dell’amministrazione. Nonostante ciò è chiaro che la destinazione finale dell’aereo sia il patrimonio privato di Trump. L’aggiramento dei vincoli costituzionali d’altronde non è nulla di nuovo per Trump.
I legali della Casa Bianca hanno già chiarito la loro posizione ufficiale. Nessuna violazione è presente, perché il velivolo sarà formalmente gestito dal Dipartimento della Difesa e in seguito destinato alla fondazione privata della futura biblioteca presidenziale. Ma le preoccupazioni non sono solo di natura giuridica, ma c’è un dubbio molto più pressante: quello politico. Accettare un simile dono, in una fase di delicata negoziazione con i poteri del Medio Oriente, anche solo pensare di accettare un simile dono getta dubbi sulla trasparenza e onestà delle negoziazioni.
La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha affermato che “qualunque regalo di un governo straniero viene sempre accettato rispettando tutte le leggi in materia“.
D’altro canto il presidente stesso, scrivendo sui social, è stato meno diplomatico: “Quindi il fatto che il dipartimento della Difesa avrà in REGALO, GRATUITAMENTE, un 747 per rimpiazzare l’Air Force One che ha 40 anni, temporaneamente, in una transazione molto pubblica e trasparente, disturba così tanto i Democratici corrotti che loro insistono per farci pagare, FIOR DI QUATTRINI, per l’aereo“.
Questo è solo il più recente della lunga tradizione di regali stranieri alla Casa Bianca. Nel 1997, il presidente dell’Azerbaijan, Heydar Aliyev, dopo aver ricevuto un invito alla Casa Bianca, fece dono a Bill Clinton e a sua moglie Hillary un tappeto con i loro volti. Per realizzare l’omaggio dodici donne lavorarono per settimane in condizioni terrificanti, per produrre il tappetto entro la visita del presidente.
Nel 2008, invece, il primo ministro israeliano Ehud Olmert regalò al presidente Bush una bicicletta dopo che era stato riferito che l’allora presidente non era più in grado di fare jogging a causa di un infortunio al ginocchio. In quegli anni, il numero di regali del vicepresidente Dick Cheney era addirittura il doppio di quello di Bush. Nota la passione per la caccia di Cheney, ricevette molte armi da fuoco.
Negli archivi di Washington sono rintracciabili lunghi elenchi di doni presentati agli inquilini della Casa Bianca, molti sono accompagnati dalla spiegazione che “Non accettare il regalo metterebbe in imbarazzo il donatore e il governo degli Stati Uniti“. Trump non è quindi il primo ad accettare doni stranieri, ma di certo il suo regalo è di gran lunga quello più costoso.
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