Altavilla Milicia, Miriam Barreca, la ragazza che ha ucciso la madre e i due fratelli, aiutata dal padre e da due amici di famiglia, è stata accusata di omicidio plurimo aggravato e occultamento di cadavere. La condanna complessiva è di dodici anni e otto mesi.
Quando i carabinieri sono arrivati nella casa in cui era stato commesso il crimine, trovarono Miriam Barreca che dormiva profondamente. A pochi metri si trovavano i due fratellini, Kevin, di 16 anni e Emanuel, di 5 anni. I due giacevano a terra ormai senza vita, torturati e uccisi. Miriam, ai tempi minorenne, ha ammesso subito che ha avuto un ruolo nei delitti dei bambini e di quello della madre. Quest’ultima, ritrovata carbonizzata nel giardino della sua abitazione di Altavilla Milicia, nel Palermitano.
Oggi, per la ragazza è arrivata la sentenza: ben 12 anni e 8 mesi per omicidio plurimo aggravato dalla crudeltà e dalle sevizie e occultamento di cadavere. Per lei il pm aveva chiesto 18 anni. Nello stesso momento, a pochi chilometri di distanza, nel carcere Pagliarelli, si è aperto il processo per i complici. Quest’ultimi sono: il padre muratore Giovanni Barreca, e una coppia di fanatici religiosi, amici del padre, conosciuti in una comunità evangelica.
I tre e Miriam, erano convinti che dentro la casa si celasse il demonio, e che si fosse impossessato della madre Salamone e del figlio piccolo. Per scacciare il demonio, il padre, aveva chiesto l’aiuto di Sabrina Fine e Massimo Carandente, la coppia di fanatici ora sotto processo. Tutti e quattro avrebbero partecipato per svariati giorni a un rito folle che ha levato la vita alla donna e ai due figli, che sono stati sottoposti a crudeli sevizie e poi uccisi e incaprettati.
A chiamare i carabinieri, all’alba dell’11 febbraio fu Barreca. «Ho ucciso tutta la mia famiglia, venite a prendermi», disse al 112. I militari hanno trovato la ragazza in stato confusionale. Sia Miriam che il padre sono stati dichiarati capaci di intendere e di volere.
Il padre in più occasioni ha incolpato la coppia di amici che, invece, si è sempre detta innocente. «Sono una chioccia amorevole, amo i bambini, ho salvato la mia cagnetta, amo gli anziani e i disabili», ha detto oggi Sabrina Fine in Corte d’Assise.
Fonte dell’immagine: palermotoday.it
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