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Catherine Spaak per Agrigento 2020
13 Gennaio 2018
AgrigentoDante & Socrate

Catherine Spaak per Agrigento 2020

Home » Città » Agrigento » Catherine Spaak per Agrigento 2020

AGRIGENTO – L’elenco delle grandi personalità che hanno sottoscritto un endorsement a sostegno della candidatura di Agrigento a Capitale Italiana della Cultura si arricchisce di un altro prestigioso nome. Il volto conosciuto di Catherine Spaak, attrice e conduttrice fa da cornice all’ennesimo endorsement arrivato al sindaco di Agrigento, Lillo Firetto. Ecco ciò che scrive a proposito dello splendore del tempio della Concordia e dell’incommensurabile bellezza della Valle dei Templi: «Ancora non lo sapevo ma il primo sogno che ricordo- dovevo avere circa sei anni- fu quello di una Valle abitata da costruzioni che non risultavano molto nitide al mio risveglio. All’ inizio vedevo qualcosa che somigliava ad una piccola città eretta sopra una collina di sabbia e di polvere chiara. Catherine-SpaakUdivo soffiare il vento che trasportava un odore pungente di alghe marce e di erbe aromatiche. Poi, quando quel sogno mi visitò nuovamente, vidi grandi monumenti disseminati in un area color ocra lungo una valle. Quella visione era sempre accompagnata dal soffio del vento e da suoni provenienti da strumenti musicali ai quali non sapevo dare un nome. Qualche volta mi capitava di vedere più nitidamente un dettaglio inciso nella pietra o in qualche materiale sconosciuto che non sapevo definire e che mi appariva ingrandito. Col tempo riuscii a distinguere enormi colonne curiosamente erette in modo da offrire allo sguardo una visione d’insieme nella quale nessuna di esse era in grado di nasconderne altre. La città sembrava disabitata e solo il vento trasportava sabbia e polvere che sparpagliava ovunque come cipria tanto da sembrare fumo. Col tempo il paesaggio divenne sempre più nitido e mi accorsi che ombre chiare si muovevano uscendo da piccole case di fango e percorrevano lunghi vicoli stretti mescolandosi ad animali colorati. Queste figure salivano o scendevano in lunghe file, lentamente, per raggiungere posti molto imponenti con un tetto e delle colonne ma che non erano case e si trovavano sia nella valle che sulle colline. Sentivo ancora il vento ma anche le voci degli abitanti di questo luogo. Ma la lingua che parlavano non era la mia. La notte accendevano dei falò disseminati sulle alture e sembrava che il cielo si fosse rovesciato e che le stelle crescessero nella sabbia. C’erano cieli e stelle sotto e sopra che mi davano la sensazione di fluttuare nello spazio di un colore blu oltremare. Solo dopo il tramonto si fermava il vento e si udivano canti ritmati da voci rauche e tamburi dalle vibrazioni di velluto. La sera, sussurri mi giungevano da ante aperte sui vicoli bui e distinguevo spesso le parole Akragas e anche Raps che, anni dopo, scoprii essere il nome della città che sognavo e quello di una divinità pagana che si celebrava su quella collina. Intanto la visione delle colonne si delineava sempre più chiaramente e ora vedevo una grande casa con un tetto spiovente che altro non era che un tempio con le sue imponenti colonne. Mi spostavo all’interno senza fare rumore e andavo da una parte all’altra senza toccare il suolo, come un uccello notturno perfettamente a suo agio nel suo territorio. Di giorno assistevo spesso a riti e preghiere che si svolgevano nel tempio sulla collina e a riunioni misteriose. I’aria fra le colonne profumava di peperoncino e di cannella. Alcune immagini non si sono mai rivelate del tutto nitide e sono rimaste per sempre sfuocate nella mia memoria per evitare, forse, di rivelarmi qualcosa di segreto che neppure il mio inconscio doveva sapere. Con gli anni smisi di sognare la collina e il suo tempio maestoso. Qualche anno fa, in occasione di un evento che si svolgeva ad Agrigento, mi trovai improvvisamente nella valle del mio sogno davanti al tempio della Concordia. Rimasi folgorata e senza respiro. Oggi penso che attraverso i sogni, possiamo attingere ad una sorte di memoria collettiva disponibile a tutti noi, che i “ dejà vu” ne fanno parte e che, immerso in questo immenso pozzo eternamente vivo e colmo di ricordi possiamo tuffarci per ritrovare la storia e la bellezza fin dalle sue origini».

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