Parigi ha deciso di adottare un approccio più rigido per contrastare il problema dei graffiti, che rappresentano sia una questione economica che di decoro urbano per la capitale francese. Ogni anno, il comune spende oltre 6 milioni di euro per rimuovere i graffiti da muri e monumenti. Nonostante gli sforzi già in atto per risolvere la situazione, negli ultimi tempi il numero di segnalazioni è aumentato, alimentando un crescente malcontento tra i residenti e le autorità locali.
Ogni giorno, il comune di Parigi si occupa di rimuovere circa 650 metri quadrati di graffiti. Tuttavia, non tutte le aree sono trattate, ma solo quelle che possono essere raggiunte facilmente e che si trovano a un’altezza inferiore ai 4 metri. Le aree più difficili da raggiungere, come quelle al di sopra di questa altezza, sono lasciate sotto la responsabilità dei privati o dei condomìni.
Il sindaco Ariel Weil, che guida il distretto più centrale di Parigi, ha recentemente sollevato la questione delle scritte sui monumenti pubblici, in particolare sul monumento alla Repubblica, situato in Place de la République. Le scritte indecorose sul basamento e sulla statua di Marianna, simbolo della Repubblica, sono diventate una fonte di frustrazione per i cittadini e le autorità.
Ariel Weil ha dichiarato di aver chiesto alla polizia di utilizzare le telecamere per identificare i responsabili dei graffiti. L’intento è di esaminare ogni caso e di denunciare i colpevoli in modo più sistematico. Il sindaco ha inoltre sottolineato l’importanza di un approccio collaborativo che coinvolga tutte le parti interessate, dai cittadini alle forze dell’ordine, fino ai tribunali.
Nel suo distretto, le spese per la rimozione dei graffiti ammontano a circa 700mila euro ogni anno. Questi costi elevati sono sostenuti principalmente dal comune, ma il problema si riflette anche sui bilanci delle imprese e dei residenti che si trovano a dover affrontare danni e riparazioni.
La questione dei graffiti è tuttavia più complessa di quanto sembri. Sebbene molti li considerino un atto di vandalismo, altri li difendono come una forma di espressione artistica. Caligr, uno street artist parigino, ha recentemente dichiarato che uno dei principali problemi è la mancanza di spazi legali dove praticare questa forma d’arte. Secondo lui, quando non esistono luoghi adeguati, l’espressione artistica si sposta inevitabilmente sui muri pubblici.
In passato, il comune di Parigi ha provato un approccio diverso, cercando di prevenire i graffiti commissionando opere di street art sulle saracinesche dei negozi. L’idea era che, nel rispetto della “comunità artistica”, i graffiti venissero disegnati su spazi designati, evitando così di danneggiare altre proprietà.
Fonte Immagine in Evidenza: ilpost.it
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