Parlano i testimoni oculari di quanto accaduto giorni fa a Piacenza. Un quindicenne ha buttato giù da un terrazzo la sua ex fidanzata, la tredicenne Aurora Tila, perché non accettava di essere stato lasciato. Si è subito pensato a un femminicidio, in quanto la famiglia e gli amici della giovane vittima hanno descritto l’omicida come un ragazzo violento e la loro relazione come un rapporto tossico.
Secondo quanto affermato dai testimoni, Aurora sarebbe rimasta aggrappata alla ringhiera per diversi minuti prima di morire. La sua corporatura era esile e per il suo carnefice è stato facile prenderla di peso e scaraventarla giù dal terrazzo. Quando la giovane si è aggrappata alla ringhiera per cercare di salvarsi, il quindicenne le ha colpito le mani per farla precipitare giù. Con questa dichiarazione, un testimone oculare ha dato una svolta al caso. Non è, tuttavia, l’unico testimone. Il terrazzo da cui Aurora è precipitata dà su un bar che alle 8.30 era pieno di avventori che facevano colazione. Aurora avrebbe urlato, in cerca di aiuto, ma alcuni testimoni permangono ancora nel silenzio.
Grazie ai testimoni, si è aperta la strada della premeditazione del femminicidio di Aurora Tila. Nel decreto di fermo, il quindicenne viene accusato di “essere uscito di casa con un cacciavite della lunghezza di 15,5 centimetri”. Non sappiamo ancora se il carnefice lo abbia utilizzato durante la lite con Aurora, prima di buttarla giù dal terrazzo. O per colpirle le mani e farla precipitare. Ma l’arma bianca fa pensare a una possibile premeditazione.
Ieri 30 ottobre si è svolta l’udienza di convalida del fermo e oggi, 31 ottobre, il giudice renderà nota la sua decisione. All’udienza, erano presenti il legale del quindicenne, Ettore Maini, e la madre. Quest’ultima è andata via a testa bassa e non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Il pm Simone Purgato ha chiesto la custodia cautelare in carcere, mentre per la difesa non sussistono le esigenze per la misura restrittiva.
Sull’accaduto deve ancora essere fatta chiarezza. L’autopsia dimostrerà se ci sono segni di difesa nel corpo di Aurora. E oggi partono le analisi dei telefonini e dei dispositivi sequestrati dopo la tragedia. Ma il legale della famiglia di Aurora ha affermato che “quel che sta venendo fuori è che Aurora non aveva alcuna intenzione di suicidarsi, come ha sempre detto la mamma”. La sorella della giovane vittima ha annunciato una fiaccolata per tutte le vittime di femminicidio. La stessa ha detto: “Anche se giustizia è stata fatta, purtroppo Aurora non la porterà mai indietro nessuno, ma vivrà sempre con tutti noi”. I funerali della ragazza si svolgeranno la prossima settimana.
Fonte foto in evidenza: corriere.it
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