Non è passata inosservata l’annata di Riccardo Calafiori con la maglia del Bologna, come anche le prestazioni positive con la maglia dell’Italia in questo disastroso europei per gli azzurri. Eccetto per l’autogol arrivato contro una cinica ed infine vincitrice finale Spagna. In questa calda finestra di calciomercato del mese di luglio la Serie A perde uno dei suoi protagonisti della stagione trascorsa. Ed il Bologna dopo Zirkzee vede partire per una cifra pari a 50 milioni di euro anche Calafiori.
Il difensore italiano, così, si appresta a vivere una nuova esperienza all’estero, questa volta in Inghilterra con la maglia dei Gunners. Romano di nascita e cresciuto nella Roma, il classe 2002 dopo il prestito al Genoa verrà ceduto a titolo definitivo al Basilea nel 2022. In Svizzera da terzino sinistro verrà utilizzato anche come centrale grazie alla sua altezza, 188 cm. A riportarlo in Italia sarà proprio il Bologna per una cifra intorno ai 4 milioni di euro. In tutto ciò la Roma già alla vendita al Basilea aveva esercitato il 40% di una futura rivendita.
Quando si parla dell’Italia c’è spesso un alone di amore/odio verso la nostra nazione, ma la verità è che il made in Italy piace. Anche per chi non lo ammette facilmente. Questa forma di piacere si espande anche nel calcio: Calafiori infatti rientra nella schiera dei tanti giocatori di talento andati all’estero. Nel suo caso l’Inghilterra in cui anche lì è in buona compagnia. Complice anche le clausole create per non vendere i propri calciatori alle altre squadre di Serie A rischiando di rinforzarle. E soprattutto perché a differenza delle squadre italiane all’estero sborsano soldi. Quindi perché perdersi un’opportunità di guadagno del genere? Stesso discorso per il calciatore in questione: perché privarsi di uno stipendio più alto?
Calafiori, infatti, firmerà un contratto 4 milioni di euro netti a stagione per cinque anni.
Foto: it.football-italia.net
Simmaco Munno
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Nato e cresciuto a Santa Maria Capua Vetere, provincia di Caserta, quando il grunge esplodeva a livello globale, cioè nel ’91, e cresciuto a pane e pallone, col passare del tempo ha iniziato a sviluppare interessi come la musica (sa mettere le mani almeno su tre strumenti) la letteratura e la linguistica. Con un nome provinciale e assonante con la parola sindaco, sogna di poter diventare primo cittadino del suo paese per farsi chiamare “Il sindaco Simmaco”.
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