Un ottimo Matteo Berrettini ha provato a fare quella che sarebbe stata un incredibile impresa, ma non ci è riuscito. L’italiano, si deve arrendere (in quattro set) di fronte a un fenomenale Novak Djokovic, che ha dimostrato ancora una volta il perché è numero uno al mondo da oltre trecento settimane.
Nel primo set, l’emozione la fa da padrone da entrambe le parti: prima, Berrettini si ritrova sotto 5-2; poi, Djokovic si fa rimontare fino a perdere il primo parziale al tiebreak (7-4), dopo un’ora e dieci di gioco.
Nei restanti tre parziali, il serbo alza il proprio livello di gioco e praticamente non perde più nessun punto importante. Gli basta un break, per vincere secondo e terzo set (6-4; 6-4).
Nel quarto, si assiste a una bellissima battaglia. Entrambi i giocatori, mostrano il loro miglior tennis e a risultare decisivi sono il sesto e settimo gioco. Sul 3-2 a favore e 0-30 (sul servizio di Nole), Berrettini non riesce a brekkare il numero uno al mondo. Quest’ultimo, una volta raggiunto l’italiano sul 3-3, gli strappa il servizio. Da quel momento in poi, il romano non riuscirà più a vincere un gioco, perdendo il servizio anche sul 5-3. Il risultato finale è 6-7; 6-4; 6-4; 6-3.
Djokovic, con questo successo eguaglia il numero di Grand Slam vinti (20) da Roger Federer e Rafa Nadal. Inoltre, riscrive un’altra statistica dell’All England Club diventando il quarto giocatore di sempre a vincere tre titoli di Wimbledon consecutivi. Il sesto della sua incredibile carriera.
Dopo aver già vinto, quest’anno, Australian Open, Roland Garros e Wimbledon, continua il sogno del tennista serbo di vincere, nella stessa stagione, tutti e quattro i tornei Major. L’ultimo a riuscire in quest’impresa, è stato l’australiano Rod Laver (1969).
Per Berrettini, però, questa è un’altra partita che servirà alla sua crescita. Il romano, ha dimostrato che non è arrivato lì per caso e che sicuramente questa non sarà l’ultima soddisfazione, di una carriera che sembra possa essere indirizzata verso la giusta via. Il tennista italiano ha perso, solo, perché si è trovato di fronte un fenomenale Novak Djokovic.
Fonte foto: Wimbledon
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