L’estate scorsa l’Inghilterra è andata a un passo dalla tanto agognata vittoria della seconda Coppa del mondo della sua storia, arrendendosi soltanto al cospetto della Croazia in semifinale. “It’s coming home”, ossia “Sta tornando a casa”, lo slogan che si diffuse tra i suoi tifosi, in riferimento al fatto che gli inglesi inventarono il gioco del calcio come lo conosciamo oggi. Ebbene, nonostante ormai sia popolare e diffuso in tutto il mondo e sempre più paesi si affacciano in questo mondo (basti pensare a Cina, Giappone, Stati Uniti, Emirati Arabi), il Regno Unito continua ad essere la madrepatria del football e a emozionare gli appassionati con le sue incredibili storie calcistiche ormai entrate nella leggenda.

In quest’ultima categoria rientra appieno il Nottingham Forest. Il club del Nottinghamshire, infatti, ha scritto importanti pagine di storia del calcio britannico e non solo, vincendo il suo primo storico campionato inglese nel 1978 e aggiudicandosi quattro Coppe di Lega e un Charity Shield a cavallo tra il 1978 e il 1990. In questo decennio, inoltre, i Reds sono saliti ben due volte sul tetto d’Europa, conquistando la prestigiosissima Coppa dei Campioni (l’attuale Champions League) nel 1979 e nel 1980, battendo rispettivamente il Malmö all’Olympiastadion di Monaco di Baviera e l’Amburgo al Santiago Bernabéu di Madrid, in entrambi i casi per 1-0.
30 maggio 1979 e 28 maggio 1980 sono le date dei due storici e leggendari tronfi di una squadra che ancora oggi affascina gli amanti del calcio per il suo glorioso patrimonio storico. Promossi nell’allora First Division (l’attuale Premier League) soltanto nel 1977, i Tricky Trees vinsero campionato e Coppa di Lega da neopromossi, quindi la Supercoppa nazionale, la Coppa dei Campioni e un’altra Coppa di Lega l’anno successivo. Il sipario sul periodo d’oro del Nottingham Forest è calato soltanto nel 1993, con la retrocessione in seconda serie dopo alcuni anni trascorsi lontano dai vertici, seppur con quattro trofei messi in bacheca in altrettante stagioni, tra il 1989 e il 1992.
Dopo essere addirittura retrocessi in League One (la terza serie del calcio inglese) nel 2005, i biancorossi sono tornati in Championship nel 2008, senza mai riuscire ad andare oltre il raggiungimento della salvezza, eccezion fatta per le stagioni 2009-2010 e 2010-2011, in cui si piazzarono rispettivamente terzi e sesti, venendo eliminati nelle semifinali dei playoff promozione da Blackpool prima e Swansea poi. Quest’anno, il Forest è in piena corsa per un posto ai playoff e punta a dire la sua per tornare finalmente dove merita, tra le grandi del calcio inglese.
In attesa del grande ritorno, sarà bene rifarsi il look. A tal proposito, nei giorni scorsi, il club ha recentemente annunciato la propria intenzione di ammodernare il City Ground, stadio in cui gioca dal 1898, ben 121 anni. Il proprietario greco Evangelos Marinakis – in collaborazione con Benoy – ha intenzione di spendere un’ingente somma per dar via ai lavori di modernizzazione dello storico impianto di Nottingham e ha già mostrato la sua volontà di contribuire al progetto con i piani di ricostruzione della Peter Taylor Stand e di miglioramento degli altri tre lati dello stadio, oltre ad aver dichiarato di aver deciso di restare sulle rive del fiume Trent per via dei ricordi iconici che legano la squadra e i suoi tifosi all’attuale casa.
Se è vero che il Nottingham Forest arriva un po’ in ritardo rispetto a tante altre squadre che nel corso degli anni si sono lasciate trasportare dalla volontà di stare al passo coi tempi (basti pensare al Derby County e al Leicester City, le cui città, insieme a Nottingham, fanno parte delle East Midlands), è pur vero che la squadra guidata da Martin O’Neill avrà la possibilità di farlo senza abbandonare la propria casa, cosa che invece hanno fatto le sopracitate Derby (passando dal Baseball Ground al Pride Park Stadium nel 1997) e Leicester, che nel 2002 lasciò il Filbert Street per trasferirsi al King Power Stadium.
Fino a qualche anno fa, il club sembrava intenzionato a seguire le orme di squadre come i Rams e le Foxes: in particolare, nel 2007 il Nottingham Forest comunicò la propria volontà di lasciare il City Ground – che non subisce lavori di modernizzazione dal 1994, quando fu riqualificato in vista degli Europei del 1996 – e costruire un nuovo stadio. Ipotesi poi del tutto sfumata, per la gioia dei tifosi della squadra, degli appassionati di calcio in generale e degli ex giocatori che contribuirono al periodo d’oro del club tra la fine degli anni ’70 e l’inizio dei ’90. Ma come sarà il nuovo City Ground?
Innanzitutto, i lavori dovrebbero partire al termine della prossima stagione, l’annata 2019-2020, con l’impianto che passerà dai 30.445 posti a sedere attuali a quota 38.000. La riqualificazione, che permetterà al City Ground di diventare lo stadio di calcio più capiente delle Midlands Orientali (il Pride Park Stadium del Derby County ne ha 33.597, il King Power Stadium del Leicester ne conta 32.212), prevede inoltre la sostituzione della Peter Taylor Stand con una nuova struttura da circa 10.000 posti e interesserà anche l’area che circonda lo stadio, offrendo una vista mozzafiato sul Trent Bridge, la Brian Clough Stand e la Bridgford Stand, con l’apertura di un museo, un nuovo store del club, ristoranti e – soprattutto – strutture migliorate per i tifosi con disabilità e un aumento degli spazi per le sedie a rotelle.
Dennis Izzo
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