Gli ultimi mesi non sono stati affatto semplici per l’UEFA e per il mondo del calcio in generale. La proposta della Superlega, caldeggiata soprattutto da tre club europei (Real Madrid, Juventus e Barcellona) è sfumata in men che non si dica, bocciata da numerosi appassionati, commentatori sportivi, calciatori e politici di spicco sia per la maniera in cui i suoi fondatori l’hanno resa nota lo scorso aprile, sia per i criteri e principi di partecipazione che escludevano il merito sportivo. Una competizione, dunque, molto elitaria e ben poco incline ai cardini su cui si fonda il gioco del calcio.
Al contempo, la ribellione dei club a UEFA e FIFA ha messo in evidenza problemi e contraddittorietà del mondo del calcio, di cui si dibatte da anni senza che si sia mai arrivati a una soluzione definitiva. La pandemia di coronavirus non ha fatto altro che ingigantire i problemi, tra conti sempre più in rosso e calendari fitti di impegni, tra club e Nazionali. Nel frattempo, ad arricchirsi sono stati soltanto gli agenti dei calciatori, che a suon di commissioni sono tra i pochi a non aver accusato gli effetti del Covid sul mondo del pallone e il calo del valore dei trasferimenti (-14% rispetto all’anno scorso e -23.4% rispetto al 2019), incassando ben 500.8 milioni di dollari di commissioni (+0.7%).
Per ovviare al problema, la FIFA sta valutando l’ipotesi di fissare un tetto massimo sull’ingaggio di ogni giocatore, pari al 6%. Attualmente, non vi è una vera e propria norma a regolare le commissioni agli agenti, ma una semplice raccomandazione da parte della FIFA a non versare più del 3% del prezzo del cartellino. La nuova regola, che intende creare un organismo che si occupi di gestire tali pagamenti, la Clearing House, dovrebbe entrare in vigore entro la fine del 2022, nonostante la ferma opposizione dei tre procuratori più importanti e ricchi al mondo: l’italiano Mino Raiola, il portoghese Jorge Mendes e l’inglese Jonathan Barnett, nelle cui scuderie figurano nomi del calibro di Haaland, De Ligt, Donnarumma, Pogba, Verratti, De Vrij e Ibrahimović (Raiola), Cristiano Ronaldo, i portoghesi del Manchester City (Rúben Dias, Cancelo, Ederson, Bernardo Silva) e gli allenatori José Mourinho, Gennaro Gattuso e Nuno Espirito Santo (GestiFute, la società di procura sportiva fondata da Mendes), Grealish, Camavinga, Shaw, Chilwell, Tierney, Dest (ICM Stellar Sports, la società fondata da Barnett).
Nel frattempo, il Comitato Esecutivo dell’UEFA si è riunito in videoconferenza e ha preso varie decisioni. Tra queste, spicca l’approvazione della nuova strategia Sostenibilità Calcio 2030 – ‘Strength through Unity’, un impegno a lungo termine per ispirare, attivare e accelerare un’azione collettiva su pratiche di responsabilità sociale e rispetto dell’ambiente nel contesto del calcio europeo. Maggiori informazioni sugli obiettivi e sulle politiche della suddetta strategia verranno rese note già questa settimana, stando a quanto pubblicato dalla UEFA sul proprio sito ufficiale poco dopo il meeting (il prossimo si terrà a Nyon il 22 marzo).
Da segnalare anche il Piano di ripresa per calcio europeo per club, il cui scopo è utilizzare gli introiti delle competizioni per club UEFA al fine di garantire alle squadre di avere liquidità sufficienti nei prossimi anni. In sinergia con l’ECA, l’Associazione dei Club Europei, l’UEFA lavora per attenuare le differenze di incassi causate dal Covid e fornire finanziamento a lungo termine ai club. La cifra iniziale, che dovrebbe aumentare nel tempo, è di circa 2 miliardi di dollari, utili per risanare i conti dei club e dell’intero mondo del calcio, spesso e volentieri a rischio collasso a causa della pandemia, complice anche e soprattutto la chiusura degli stadi che ha influito e non poco sulle casse delle società calcistiche europee.
Proprio per aumentare la sostenibilità finanziaria delle squadre, il Comitato Esecutivo UEFA è stato messo al corrente della necessità di rivedere le regole del fair play finanziario. L’UEFA, inoltre, a breve inviterà le 55 federazioni nazionali a presentare le proprie candidature per ospitare Euro 2032. La prossima edizione degli Europei, in programma nel 2024, si terrà in Germania, mentre le candidature per Euro 2028 sono aperte dallo scorso settembre. Per quest’ultima edizione, da registrare anche l’interesse dell’Italia, come dichiarato pochi mesi fa dal presidente della FIGC Gabriele Gravina in occasione del Festival di Trento, anche se i tempi molto stretti rendono più realistica la candidatura del nostro paese per l’edizione successiva, quella del 2032. A settembre 2023, l’UEFA comunicherà i paesi che ospiteranno le prossime due edizioni degli Europei di calcio.
Dennis Izzo
Fonte foto in evidenza: Scotsman.com
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