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“Ultima parada Malaga”, l’addio dolce-amaro al tennis di Nadal
20 Novembre 2024
Tennis

“Ultima parada Malaga”, l’addio dolce-amaro al tennis di Nadal

Home » Voci di Sport » Tennis » “Ultima parada Malaga”, l’addio dolce-amaro al tennis di Nadal

“Ultima parada Malaga“. Ultima fermata Malaga. Così, recitava la voce registrata del treno che in una vacanza spagnola di qualche anno fa mi portava da Torremolinos (Andalusia) a Malaga. A distanza di tempo, mai avrei pensato che quella stessa frase – entrata nella mia testa e ripetuta nel corso del tempo per ricordare quei viaggi verso la cittadina spagnola – sarebbe tornata utile per la fine dello straordinario viaggio di uno dei più grandi tennisti di sempre.

Eppure, in cuor mio, sono davvero compiaciuto di questa dolce e malinconica assonanza. Perché, in un modo alquanto strano e personale, mi lega a quello che è stato il mio idolo d’infanzia: Rafael Nadal.

Lo stesso Rafa che, nella giornata di ieri, dopo la sconfitta della sua Spagna contro l’Olanda nei quarti di finale di Coppa Davis, è sceso all’ultima fermata della sua carriera. È sceso proprio a Malaga. Dove ha giocato la sua ultima partita di sempre (persa nel primo singolare contro van de Zandschulp). Sconfitta che, insieme a quella del doppio Alcaraz/Granollers, hanno decretato l’eliminazione (1-2 per gli Oranje) della nazionale spagnola e la fine della carriera del maiorchino.

D’altronde, lo sapevamo tutti che le Finals di Coppa Davis di Malaga sarebbero state l’ultima fermata dell’incredibile e leggendario viaggio di Rafael Nadal. Un addio dolce-amaro, prematuro se consideriamo che la Spagna era tra le favorite per la vittoria finale dell’Insalatiera, ma che in qualche modo chiude un cerchio. Perché la prima (2004) e l’ultima partita (2024) di Rafa in Coppa Davis sono due sconfitte. Come a ricordare che tutto ha un inizio e una fine. E che queste due fasi, così all’opposto, hanno in realtà tanto in comune. Come a ricordare che l’importante è godersi il viaggio. Che l’importante, è rendere il proprio percorso il più bello e interessante possibile.

E, sicuramente, il campione spagnolo si è goduto finché ha potuto la sua meravigliosa carriera. Sicuramente, il ragazzino di 8 anni partito da Manacor, insieme allo zio, ce l’ha messa tutta affinché il suo il viaggio fosse il più esemplare, vincente ed eterno possibile.

L’ultimo saluto al tennis di Rafael Nadal – Foto: Davis Cup (X)

Brava persona, leggenda del tennis e fonte d’ispirazione: “Per sempre Rafa Nadal”

Campione, dentro e fuori dal campo, per descrivere Rafael Nadal basterebbe prendere una frase pronunciata dallo stesso spagnolo nella sua cerimonia d’addio di ieri sera: “Prima che come (un grande) tennista, mi piacerebbe essere ricordato come una brava persona“.

Tranquillo Rafa, sarai ricordato per sempre come tante cose. In primis, appunto, come brava persona. In punta di piedi, con la sua grande umiltà, con un comportamento mai fuori dalle righe, anche nei momenti più difficili e complicati, è entrato (senza mai più uscirne) nei cuori di chi segue il mondo delle racchette.

Ma, anche, come leggenda del tennis. Le sue vittorie – inutile ribadirle ancora una volta – e la bellissima rivalità, trasformata in un rapporto quasi simbiotico con un’altra leggenda di questo sport, Roger Federer, hanno scritto pagine indelebili di storia da tramandare ai posteri.

Infine, come fonte d’ispirazione. Che con i suoi valori, i suoi sacrifici, i suoi successi e la sua voglia di non mollare mai, ha attirato intorno a sé milioni di fans di tutto il mondo. Che ieri, con il cuore e con la mente, erano tutti là, presenti, a Malaga. Per “l’ultima parada“ della sua carriera. Per l’ultima partita, per l’ultimo rito scaramantico, per l’ultimo punto, per le ultime lacrime di emozione (durante l’esecuzione dell’inno spagnolo) e per l’ultimo sorriso (prima di lasciare il campo al termine della cerimonia d’addio). Come gridava lo speaker del palazzetto all’ultima uscita dal campo del tennista spagnolo: “Per sempre Rafa”. Già, per sempre Rafael Nadal.

Fonte Foto in Evidenza: Davis Cup (X)

Giuseppe Rosario Tosto

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli di proprietà di Voci di Città, rilasciati sotto licenza Creative Commons.
Sei libero di ridistribuirli e riprodurli, citando la fonte.

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About Giuseppe Rosario Tosto

Giuseppe, classe 1999, aspirante giornalista, è laureato in Scienze Politiche (Relazioni Internazionali) ma, fin da piccolo, è appassionato di sport e giornalismo. Simpatiche, si fa per dire, le scene di quando ancora bambino si sedeva nel bar del padre e leggeva la Gazzetta dello Sport “come quelli grandi“.

Entrato a far parte di Voci di Città, prima, come tirocinante universitario e, poi, come scrittore nella redazione generalista e sportiva, con il passare del tempo è diventato uno dei due Coordinatori della Redazione. Oltre a far da Tutor per Tirocinanti e a svolgere il ruolo di Correttore di Bozze, al termine di ogni giornata di campionato cura personalmente la rubrica “Serie A, top&flop”. Un modo originale, con protagonisti i giocatori che si sono distinti in bene e in male, per vedere tutto quello che è successo nel fine settimana di calcio italiano.

Inoltre, coordina la squadra di Calciomercato, Europei e Mondiali. Scrive di tennis (il suo sport preferito, dopo il calcio) e NBA (non si contano più le notti passate in bianco per vedere le partite live). Infine, si occupa anche delle breaking news che concernono i temi più svariati: dallo sport all’attualità, dalla politica alle (ahinoi) guerre, passando per le storie più importanti e centrali del momento.

Il suo compito? Cercare di spiegare, nel miglior modo possibile, tutto quello che non sa!

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