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Serie A: Milan in netta ripresa, Roma rimandata
01 Settembre 2018
Serie ACalcioVoci di Sport

Serie A: Milan in netta ripresa, Roma rimandata

Home » Voci di Sport » Calcio » Serie A » Serie A: Milan in netta ripresa, Roma rimandata

La stagione 2018-2019 è appena iniziata e per verdetti e giudizi ci vorrà ancora un bel po’ di tempo, quello necessario ad avere un quadro generale della situazione delle squadre per prepararsi adeguatamente a tirare le somme. Quel che è certo, però, è che iniziare col piede giusto può rappresentare la spinta ideale per tentare di perseguire obiettivi definiti e concretamente raggiungibili.

In questo senso, il Milan è una delle note liete di quest’avvio di campionato, pur avendo cominciato la propria annata con un ko per 3-2 in casa del Napoli dell’ex Carlo Ancelotti. Una sconfitta fa sempre male, soprattutto in rimonta, ma aiuta a crescere e spesso e volentieri rappresenta una necessità per lavorare sui punti deboli prima che la stagione entri nel vivo e quindi sia troppo tardi tentare di porre adeguati rimedi.

Non che basti una vittoria per 2-1 contro una squadra del calibro della Roma – maturata grazie alle reti di Kessié e Cutrone, con quest’ultimo che ha deciso la gara allo scadere dopo il momentaneo pareggio di Fazio – per riportare il sereno in un ambiente che sta vivendo una vera e propria rivoluzione, sia tecnica che societaria. Con l’arrivo del nuovo presidente Paolo Scaroni e l’addio della coppia Fassone-Mirabelli, ma soprattutto il ritorno di Paolo Maldini e Leonardo, però, il clima sulla sponda rossonera del Naviglio sembra essere tornato ricco di speranza e fiducia.

In tribuna vi era anche Kakà: i tanti ex campioni rossoneri hanno riscaldato il cuore dei tifosi ed hanno contribuito a caricare di motivazione ed entusiasmo un gruppo che è guidato ancora da un’altra icona della storia del Milan, Gennaro Gattuso. Quest’ultimo ha sin qui dimostrato di essere l’uomo giusto, riuscendo laddove avevano fallito i vari Clarence Seedorf, Pippo Inzaghi e Vincenzo Montella.

Il buon Gattuso ha da tempo svestito i panni del calciatore per indossare quelli del tecnico, ma anche con giacca e cravatta continua ad essere un vero e proprio fiume di grinta, passione ed energia positiva, incitando e spronando i suoi dal primo all’ultimo minuto di gioco e perdendo la voce in seguito al gol decisivo siglato in extremis da Patrick Cutrone.

Non poteva non essere lui a mettere il sigillo su una gara che il Milan ha meritato di vincere, reggendo bene in fase difensiva, asfissiando gli avversari in mezzo al campo e dando sempre l’impressione di avere qualcosa in più: la rete del centravanti classe ‘98, già a quota 19 reti in 48 presenze in carriera con i rossoneri, è il giusto premio per un ragazzo che sin dal suo esordio è entrato nei cuori dei tifosi per lo spirito combattivo e battagliero che mette in campo.

Tra lui, Calabria, Romagnoli, Conti, Donnarumma e Caldara, il Milan ha una folta colonia di giovani talenti italiani destinati a dire la loro nel nuovo ciclo della Nazionale azzurra, ma ha dalla sua anche l’affidabilità e la qualità di giocatori del calibro di Higuaín, Bonaventura, Çalhanoğlu, Kessié, Rodríguez, Biglia e Laxalt, che contribuiscono a creare un equilibrato ed intrigante mix di esperienza e talento.

Tra questi, il Pipita è senza ombra di dubbio il miglior colpo dell’estate rossonera: rispetto agli attaccanti che hanno disatteso le aspettative negli ultimi anni (André Silva e Kalinić su tutti), infatti, l’argentino è un campione affermato, una garanzia di reti e personalità che serviva come il pane ad una squadra cui mancava un top player di quel livello.

Del resto, nella gara vinta con la Roma, il migliore in campo è risultato proprio Higuaín, che – pur non avendo timbrato il cartellino (si è però visto annullare un gol per fuorigioco) – ha disputato una partita di altissima qualità e spirito di sacrificio, non dando punti di riferimento al reparto arretrato giallorosso e travestendosi da assist-man per la rete decisiva di Cutrone, mandandolo in gol con un passaggio degno di un regista.

Insomma, se è vero che i gloriosi tempi del ciclo ancelottiano sono ancora un lontano ricordo, è pur vero che sulla sponda rossonera del Naviglio sembra essere finalmente arrivato il momento di una netta quanto significativa inversione di tendenza. Il gruppo è il più forte degli ultimi sei anni per talento e mentalità, ma soprattutto è unito e coeso come non mai ed ha finalmente una solida base societaria: i fischi si sono finalmente trasformati in applausi convinti e meritati e le famosi luci a San Siro sono tornate ad illuminarsi.

I giallorossi, dal canto loro, hanno cominciato in maniera piuttosto altalenante la propria stagione: l’estate è stata segnata dalle partenze, tra i tanti, di Alisson, Nainggolan e Strootman e dagli arrivi dei vari Olsen, Mirante, Marcano, Santon, Cristante, Ćorić, Nzonzi, Pastore e Kluivert. Dopo aver acciuffato in extremis la vittoria in casa del Torino grazie ad un gol al fotofinish di Džeko, i capitolini hanno ottenuto un rocambolesco pareggio per 3-3 in casa con l’Atalanta.

Eusebio Di Francesco sta ancora cercando la formula giusta per far sì che i nuovi innesti si adattino nel migliore dei modi ad un sistema di gioco che ha perso numerosi interpreti fondamentali. Pastore, tornato in Italia dopo sette anni al Paris Saint-Germain, rappresenta il jolly ideale per un allenatore che ama sperimentare soluzioni innovative: schierato nel tridente d’attacco sia con l’Atalanta che col Milan, El Flaco è in grado di svolgere egregiamente anche i ruoli di mezzala e trequartista, anche se deve ancora trovare la giusta continuità di rendimento, essendosi espresso sin qui soltanto a sprazzi.

Olsen non è ancora una sicurezza tra i pali, mentre per Cristante, Ünder e Kluivert vale quasi del tutto il discorso fatto per Pastore: i tre hanno come attenuante la loro giovane età (rispettivamente 23, 21 e 19 anni) ed avranno tempo per affermarsi definitivamente. Tra i punti di forza della nuova Roma, figura la spiccata abilità sulle palle inattive, avendo a disposizione un gran numero di temibili saltatori. Se sarà o meno la chiave della svolta lo scopriremo non appena la stagione entrerà nel vivo e i capitolini troveranno la stabilità che manca loro in questo momento: di sicuro, Di Francesco ha le idee chiare e troverà il bandolo della matassa prima che si possa parlare di squadra in crisi e incapace di trovare un’identità chiara e definita.

Dennis Izzo

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Dennis Izzo

About Dennis Izzo

Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.

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