La stagione del 1909 fu un vero e proprio spartiacque per il campionato italiano. Non solo per la prima storica partecipazione dell’ Inter, squadra fondata appena un anno prima, ma anche e soprattutto per gli avvicendamenti tra la FIF (antenata della Figic) e i club più blasonati dell’epoca. L’anno precedente, infatti, la federazione tentò di limitare la presenza di calciatori stranieri istituendo un campionato federale aperto a loro, competizione parallela a quella italiana e in cui non potevano rientrare. Fu una stagione surreale a cui presero parte solo 4 squadre e che vide, per la prima volta, la Pro Vercelli sul gradino più alto del podio.
Nel 1909 la FIF non ebbe alcun intenzione di cedere al braccio di ferro con i club. Questi ultimi, però, agirono diversamente: boicottarono in stragrande maggioranza il campionato italiano, partecipando in blocco al neonato campionato federale. L’opinione pubblica si schierò dalla parte delle società, riconoscendo il torneo disputato come vero campionato di rilievo. La FIF, vista la situazione, si vide costretta a riconoscere al campionato federale la legittimazione che meritava, mentre il campionato italiano venne declassato a torneo minore.
In quella tribolata competizione, come già detto, l’Inter partecipò come esordiente assoluta. La storia della sua fondazione ricalca in parte quella che fu la nascita del Torino: anche in questo caso, infatti, fu un gruppo di dissidenti della squadra poi diventata rivale (in questo caso il Milan) a dare vita al club. La ragione sembra che fu proprio quella di vietare l’arruolamento di calciatori stranieri nel club rossonero: e fu questo il motivo scatenante del nome del club, Internazionale Milano. Il nero e l’azzurro quali colori sociali, vennero scelti per rappresentare una cesura con il passato. Era il 9 Marzo 1908 ed ebbe inizio la storia di una delle più grandi società del calcio italiano.
Anche nel 1909 venne adottata la formula delle eliminatorie regionali e della seconda fase nazionale. Grande novità il girone veneziano, formatosi grazie all’esordio del Venezia (unica partecipante): quest’ultima si unì alle altre 8 partecipanti del torneo (Andrea Doria, Genoa, Inter, Milan, Milanese, Juventus, Torino e Pro Vercelli). Nei gironi del triangolo industriale le certezze si mischiarono a delle incredibili sorprese. Il Genoa passò allo spareggio nel girone ligure, mentre la Pro Vercelli, campione in carica, ebbe la meglio sul Torino al secondo turno piemontese, qualificandosi in semifinale.
Nel girone lombardo, invece, non tutto andò da pronostico. Le grandi rivali, Milan e Inter, si ritrovarono subito alla prima giornata. Il 3-2 in favore dei rossoneri fu pirotecnico e, se per i nerazzurri rappresentò la cocente sconfitta contro il passato, per il diavolo fu l’occasione di tornare al turno nazionale. Tra la seconda e la terza giornata, però, furono un tripudio della US Milanese: 5 goal segnati e solo 1 subito dai Diavoli. Lo 0-2 rifilato all’Inter consegnò il lascia passare alla Milanese, mentre per la neonata terza squadra di Milano si concluse il primo storico campionato a quota 0 punti.
Nel quadrangolare nazionale proprio la Milanese mise a segno 18 goal tra andata e ritorno contro il malcapitato Venezia. La Pro Vercelli, invece, avendo la meglio sul Genoa ripropose la stessa finale andata in scena l’anno prima. Anche nel 1909, peraltro, vinsero i piemontesi, che poterono alzare il secondo scudetto della loro storia.
Per quanto riguarda l’Inter, invece, la rivincita arrivo l’anno dopo. Il campionato del 1910 non risparmiò al pubblico eventi sgradevoli e poco sportivi. Fu la prima volta del girone unico e Inter e Pro Vercelli animarono un testa a testa da cardiopalma, conclusosi poi in parità. Fu la gara dello spareggio finale a destare più di qualche critica: tra competizioni militari, improbabili scuse e la gara d’esordio della nazionale italiana, trovare una data fu un vero incubo, tramutatosi poi in colpi bassi da parte di entrambe le società impegnate. Venne scelto dunque il 24 aprile, nonostante la Pro Vercelli si fosse opposta per presunti impegni lavorativi dei suoi giocatori.
Proprio per tale motivo, i bianchi fecero scendere in campo una formazione giovanile, fiduciosi del rifiuto dell’Inter di giocare e dunque di un ulteriore rinvio. I nerazzurri, in linea con la decisione della federazione, presero comunque parte alla finale, disputando una gara scontata conclusasi con il risultato di 10-3. Fu il primo successo in campionato della squadra milanese, quinta compagine in Italia ad aver conquistato un campionato dopo Genoa, Milan, Juve e Vercelli. E fu il primo di una lunghissima serie.
Il secondo titolo arrivò 10 anni più tardi, mentre nel ‘38-’39 arrivò il primo successo in Coppa Italia. Nel ’65 conquistò Champions, Campionato e Intercontinentale, sfiorando il Triplete che arrivò poi nella fortunata stagione guidata da Mourinho. Proprio nel 2010, l’Inter, oltre a essere la prima squadra italiana a conquistare Champions–Campionato–Coppa nazionale, fu anche la prima a mettere in bacheca 5 trofei in un solo anno. Ad oggi è la seconda squadra italiana per titoli nazionali (30, dietro la Juve a quota 54) e terza per titoli internazionali (9, dietro Juve a 11 e Milan a 18). La sua storia racconta al pari dei cugini e della Vecchia Signora un pezzo importante del nostro paese e del calcio mondiale. E il suo ricchissimo palmarès ne è la pratica dimostrazione: 18 scudetti, 7 Coppe Italia, 5 Supercoppe Italiane, 3 Champions League, 3 Coppe Uefa, 2 Coppe Intercontinentali e 1 Mondiale per club.
Francesco Mascali
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Proprietario, editore e vice direttore di Voci di Città, nasce a Catania nel 1997. Da aprile 2019 è un giornalista pubblicista iscritto regolarmente all’albo professionale, esattamente due anni dopo consegue la laurea magistrale in Giurisprudenza, per poi iniziare la pratica forense presso l’ordine degli avvocati di Catania. Ama viaggiare, immergersi nelle serie tv e fotografare, ma sopra tutto e tutti c’è lo sport: che sia calcio, basket, MotoGP o Formula 1 non importa, il week-end è qualcosa di sacro e intoccabile. Tra uno spazio e l’altro trova anche il modo di scrivere e gestire un piccolo giornale che ha tanta voglia di crescere. La sua frase? «La vita è quella cosa che accade mentre sei impegnato a fare altri progetti»
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