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NBA: vittoria per i Rockets allo scadere, Philadelphia ko
26 Ottobre 2017
BasketVoci di Sport

NBA: vittoria per i Rockets allo scadere, Philadelphia ko

Home » Voci di Sport » Basket » NBA: vittoria per i Rockets allo scadere, Philadelphia ko

Gli Houston Rockets tornano a vincere e lo fanno in maniera piuttosto rocambolesca. Dopo aver perso per 98-90 tra le mura amiche contro i Memphis Grizzlies, infatti, gli uomini di Mike D’Antoni si riscattano al Wells Fargo Center di Philadelphia, superando per 105-104 i padroni di casa dei Sixers e portando a casa la vittoria numero tre nelle prime quattro gare della regular season. Decisiva la tripla sulla sirena di Eric Gordon, che permette ai suoi di portare a casa un successo molto importante contro una delle squadre più intriganti e talentuose della Eastern Conference, che dà l’impressione di poter gestire senza problemi il vantaggio ma al contempo pecca di mancanza di esperienza nel finale del quarto quarto.

I padroni di casa devono a fare a meno di Markelle Fultz, prima scelta assoluta del Draft dello scorso 23 giugno e tenuto precauzionalmente a riposo a causa di un problema fisico, mentre gli ospiti sono privi di due titolari del calibro di Chris Paul e Trevor Ariza e di un elemento fondamentale in uscita dalla panchina, ossia Nenê. Entrambe le squadre si affrontano a viso aperto sin dall’inizio, con J.J. Redick e dell’ex di turno Robert Covington (42 punti in due, di cui rispettivamente 22 il primo e 20 il secondo) che permettono a Philadelphia di tenere a distanza di sicurezza Houston con le loro triple. I razzi, però, non mollano e rispondono con i soliti James Harden ed Eric Gordon. Da segnalare anche le buone prove di Joel Embiid da una parte e Clint Capela – autore di una doppia doppia da 16 punti e 20 rimbalzi – dall’altra. Il primo tempo è dunque molto combattuto e appare orientato a concludersi con i Sixers avanti di un punto (53-54): Harden, però, non ci sta e a tre secondi dall’intervallo piazza la tripla del 56-54 con cui le due squadre vanno a riposo.

Il terzo quarto vede tra i suoi protagonisti principali il solito Covington, apparso particolarmente ispirato nel duello con la squadra in cui raccolse la miseria di sette presenze nella stagione 2013-2014, e l’esperto J.J. Redick, che si è adattato alla grande nel meccanismo di gioco di coach Brown. Quest’ultimo, in particolare, è un’aggiunta importante per una squadra sì ricca di numerosi talenti, alcuni dei quali pronti a bruciare le tappe e imporsi tra i migliori della lega in breve, ma al contempo bisognosa di un veterano in grado di fare da chioccia ai tanti giovani presenti in rosa ed esercitare un ruolo di primo piano anche all’interno dello spogliatoio. Si mettono in mostra anche Embiid e Simmons, che a suon di canestri permettono a Philadelphia di gestire il vantaggio. A tenere in piedi Houston ci pensano i vari Capela, Gordon e Harden, ma in particolar modo, a poco più di un minuto dalla fine del terzo periodo, la tripla siglata da Ryan Anderson (74-76). Il terzo quarto, dunque, si conclude con un vantaggio esiguo dei Sixers nei confronti dei Rockets (79-80).

In avvio di quarto quarto, Philadelphia sembra avere una marcia in più e mette a referto un parziale di 8-0 che porta il punteggio sul 79-88 in favore dei padroni di casa. Questi ultimi prendono il largo grazie alle due triple di Joel Embiid (21 punti in totale per lui) e al canestro di J.J. Redick, quindi Houston risponde con le triple di James Harden ed Eric Gordon per il -3 (85-88). A cinque minuti dalla sirena, Redick porta i suoi a otto lunghezze di vantaggio (92-100), mettendo a segno cinque punti consecutivi. Fino a due minuti dal termine i Sixers conducono per 104-96, ma nel finale l’attacco dei padroni di casa si inceppa e la difesa dei Rockets riesce a contenere le sortite offensivi degli uomini di Brown. L’alley-oop di Harden per Capela riduce lo svantaggio, ma il tempo a disposizione è estremamente esiguo (un minuto circa) e le speranze degli ospiti sembrano venir meno.

Proprio quando ormai l’esito del match sembra scritto, però, risulta decisivo il solito James Harden (27 punti, 13 assist e 3 rimbalzi), che guadagna il gioco da tre ed è infallibile anche in lunetta, nonostante la pressione. A 30” dalla fine il distacco si riduce a due punti (102-104). The Beard stoppa Bayless e D’Antoni chiama timeout: Harden riceve e serve Eric Gordon, che elude l’intervento di Embiid e piazza la tripla decisiva sulla sirena, per il canestro del 105-104 che fa esplodere di gioia i Rockets e disperare i Sixers, i quali avevano a lungo accarezzato l’ipotesi di portare a casa una prestigiosa vittoria interna. In assenza di Chris Paul, il vincitore del Sixth Man of the Year dello scorso anno – autore di 29 punti, 4 rimbalzi e 5 assist – sta dando un contributo enorme alla squadra di D’Antoni, risultando una delle certezze principali di un gruppo che viaggia alla velocità della luce e che non conosce pause. Eccezion fatta per il quarto periodo della sfida persa al Toyota Center con i Memphis Grizzlies, i Rockets non lasciano scampo a nessuno e danno la sensazione di poter tranquillamente insidiare il primato dei Golden State Warriors ad Ovest. I Philadelphia 76ers, dal canto loro, potrebbero davvero raggiungere un traguardo importante ad Est, ma necessitano di acquisire maggior esperienza in determinate fasi di gioco.

Dennis Izzo

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Dennis Izzo

About Dennis Izzo

Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.

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