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Il viaggio di Alphonso Davies: dal campo profughi al Bayern Monaco
17 Marzo 2020
CalcioPersonaggiVoci di Sport

Il viaggio di Alphonso Davies: dal campo profughi al Bayern Monaco

Home » Voci di Sport » Calcio » Il viaggio di Alphonso Davies: dal campo profughi al Bayern Monaco

Il campo profughi di Buduburam, situato a 44 km ad ovest di Accra, capitale del Ghana, e gestito dall’UNHCR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, accoglie da ormai trent’anni i profughi liberiani che scappano dal loro paese d’origine, la Liberia, la cui economia è stata rovinata dalle due guerre civili che hanno devastato il paese (la prima dal 1989 al 1996, la seconda dal 1999 al 2003). Gli accordi di Accra misero fine a quattordici anni di conflitto, ma nel frattempo la Liberia non è riuscita a risollevarsi nemmeno sotto la guida di George Weah, ex attaccante del Milan che nel 1995 vinse il Pallone d’oro e per quindici anni entusiasmò i tifosi liberiani a suon di gol e giocate.

Tutt’altra storia la sua carriera politica, con due sconfitte alle elezioni presidenziali (2005 e 2011, in quest’ultimo caso come candidato vicepresidente) e la “vittoria di Pirro” del 2017: nonostante il trionfo elettorale, infatti, Weah non è riuscito ad attuare il suo programma politico incentrato su sviluppo economico, adeguatezza dell’assistenza sociale, forte democrazia e eliminazione della corruzione. Il paese resta stretto nella morsa dei vecchi leader di un tempo, i fautori delle due guerre civili, ossia Ellen Joshson Sirleaf e Charles Taylor, e l’attuale presidente è stato spesso contestato dal suo popolo, che aveva visto in lui l’uomo simbolo del riscatto, su un campo di calcio prima e in campo politico poi. 

La questione della Liberia fa riflettere e non poco, anche perché, come riportato poc’anzi, molti liberiani hanno dovuto lasciare il proprio paese tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso. Tra quelli che hanno trovato rifugio nella periferia ovest di Accra figurano anche Debeah e Victoria Davies, che il 2 novembre 2000 diedero alla luce il piccolo Alphonso nel campo profughi di Buduburam, dove si erano recati per fuggire dalla Liberia martoriata dalla guerra civile. Cinque anni più tardi, nel 2005, i tre partirono alla volta del Canada, stabilendosi in quel di Edmonton, capoluogo di provincia dell’Alberta. Arrivare a fine mese non era affatto facile per Debeah e Victoria, ma i due coniugi non hanno mai mollato di un centimetro, spinti a lottare contro tutto e tutti per il bene di Alphonso e dei suoi due fratelli più piccoli e per permettere loro di avere una vita diversa.

Alphonso, dal canto suo, si dava da fare per aiutare i suoi genitori nella missione più difficile di tutte: dare un futuro alla propria famiglia. Nel frattempo, a scuola, alla St. Nicholas Catholic Elementary School per l’esattezza, mostrava tutto il suo talento naturale per lo sport, attirando l’attenzione di Tim Adams, il fondatore di Free Footie, un torneo di calcio gratuito per bambini le cui famiglie non potevano permettersi di comprare il materiale, pagare le tasse di iscrizione e i mezzi di trasporto. Adams capì subito che quello che aveva davanti era un bambino diverso e speciale. Di talenti ne aveva visti tanti nel corso degli anni, ma Alphonso sapeva distinguersi e non ebbe particolari problemi a spiccare rispetto agli altri.

DaviesDopo essersi disimpegnato con le due squadre di Edmonton, Internationals e Strikers, per Davies arriva l’opportunità del grande salto, ossia la chiamata dei Vancouver Whitecaps, con cui firma un contratto nel 2015, a quindici anni compiuti da appena tre mesi. Il 16 luglio 2016, a quindici anni e otto mesi fa il suo debutto in prima squadra nella Major League Soccer, il massimo campionato di calcio statunitense e canadese. Il suo enorme talento naturale, unito a un pressoché sconfinato repertorio tecnico raffinato grazie a impegno, dedizione a una forza mentale fuori dal comune, non passa inosservato agli occhi dei principali top club mondiali, tanto che nel gennaio 2019 il Bayern Monaco batte la folta concorrenza e se lo assicura per circa 22 milioni di dollari, poco meno di 18 milioni di euro, la cifra più alta mai incassata da una squadra di MLS. 

Esterno polivalente, in Germania viene schierato prevalentemente come terzino sinistro, con risultati più che positivi, tanto che l’attuale tecnico Hans-Dieter Flick, subentrato a stagione in corso all’esonerato Niko Kovač, ha adattato David Alaba al centro della difesa pur di ritagliare spazio nell’undici titolare ad Alphonso Davies. Quest’ultimo ha giocato tutti i minuti in quindici gare su venticinque in Bundesliga quest’anno, subentrando a gara in corso in quattro occasioni e venendo sostituito in appena due partite, totalizzando un gol, tre assist e nessun cartellino. In Coppa di Germania, invece, è sceso in campo tre volte, facendo registrare un gol e un assist e contribuendo a portare il Bayern in semifinale con l’Eintracht Francoforte, mentre in Champions League si è reso autore di tre assist nella vittoria per 3-1 contro il Tottenham nell’ultima gara della fase a gironi, per poi prendersi la scena nell’andata degli ottavi di finale (3-0 a Stamford Bridge col Chelsea).

DaviesSul campo dei Blues, infatti, Davies ha messo in mostra tutto il meglio del proprio repertorio su entrambi i lati del campo, risultando preciso e deciso negli interventi difensivi e rapido e a tratti infermabile con le sue sgroppate sulla fascia nella metà campo offensiva, seminando letteralmente il panico nella retroguardia del Chelsea. C’è anche e soprattutto la sua firma nel netto successo del suo Bayern ai danni degli inglesi, con l’assist che permette a Robert Lewandowski di siglare il terzo gol dei bavaresi, quello che mette il punto esclamativo su una partita dominata dai tedeschi. Ironia della sorte, Davies condanna proprio il Chelsea, di cui suo padre è un grandissimo tifoso. Nei Blues, inoltre, ha militato Didier Drogba, idolo d’infanzia dello stesso terzino 19enne e protagonista della finale di Champions League vinta dai londinesi all’Allianz Arena nel 2012, proprio contro i padroni di casa del Bayern Monaco. 

Una prestazione, quella dell’esplosivo esterno, che hanno portato in molti a elogiare le doti tecniche di un giocatore che a soli 19 anni ha la personalità di un veterano. In circa due mesi, il suo valore di mercato è raddoppiato, passando da 25 milioni di euro (dicembre 2019) a 50 (marzo 2020), secondo i dati riportati da Transfermarkt. Davies, inoltre, ha già all’attivo 17 presenze e 5 reti con il Canada, paese dov’è cresciuto e di cui è divenuto cittadino il 6 giugno 2017, debuttando sei giorni più tardi, a 16 anni e 7 mesi (più giovane debuttante della storia della Nazionale canadese) e con cui ha segnato una doppietta all’esordio in CONCACAF Gold Cup nel successo per 4-2 con la Guyana francese (più giovane marcatore di sempre del Canada), laureandosi miglior giovane e capocannoniere del torneo con tre reti in quattro presenze. 

Dennis Izzo

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Dennis Izzo

About Dennis Izzo

Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.

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