La riedizione della finale di Corea&Giappone 2002 è andata alla Germania, che si è imposta a Belo Horizonte con un punteggio rotondo e al contempo scrivendo una delle pagine più memorabili della storia di questo sport.
BELO HORIZONTE – Felipe Scolari scioglie le riserve riguardo ai sostituti di Neymar e Thiago Silva. Nel cuore della retroguardia trova posto Dante accanto a David Luiz, che eredita la fascia da capitano e i requisiti del leader dal futuro compagno parigino. C’è spazio pure per Bernard nell’undici titolare.
Dopo due minuti Marcelo scalda il suo sinistro che termina fuori alla sinistra di Neuer. La Germania (come prevedibile) è ben disposta in campo e soffoca la manovra verdeoro sul nascere. Al 10′ il primo highilight del match; Toni Kroos batte un corner, Muller, indisturbato, colpisce il pallone di piatto destro e deposita la sfera alle spalle di Julio Cesar, portando avanti la Germania. La seconda grande emozione (a tinte tedesche), coincide con il gol del raddoppio. Kroos apre in area per Muller, il quale serve Klose che calcia addosso a Julio Cesar. Il portiere brasiliano respinge la prima conclusione dell’ariete laziale ma nulla può sulla seconda; 2-0 per la Germania e palma di bomber principe dei Mondiali per lui (16 reti in quattro partecipazioni). E’ soltanto l’inizio di un momento che resterà impresso nel grande libro della storia del calcio. Kroos iscrive il suo nome nell’albo dei marcatori per ben due volte e poi Khedira al 30′ sancisce il 5-0 parziale per la formazione tedesca. Calano le tenebre sul Minerao di Belo Horizonte, i tifosi brasiliani smettono di cantare e scendono le prime lacrime amare. La Germania mostra un ottimo calcio anche nella parte finale del primo tempo ma è imprecisa nel finalizzare.
Al rientro dagli spogliatoi entrambi i tecnici mischiano un po’ le carte in tavola. Scolari mette Ramires al posto dell’impalpabile Hulk e Paulinho per Fernandinho, mentre Low inserisce Mertesacker per Hummels. La reazione dei brasiliani c’è ma Neuer legittima la sua fama da numero uno del calcio mondiale respingendo tutti gli attacchi dei verdeoro (da applausi il suo intervento sul tiro ravvicinato di Paulinho). Julio Cesar mantiene quel che resta della propria “baracca”, mettendoci il guantone su un sinistro a giro di Muller al 61′. Al minuto 69 capitan Lahm serve al neoentrato Schurrle su un piatto d’argento il pallone dello 0-6. C’è gloria anche per l’attaccante del Chelsea, decisivo nella gara contro l’Algeria. Ma non è ancora finita qui. Al 79′ Schurrle stoppa un pallone servitogli da Muller e poi fa partire un tiro che si insacca nel sette. Anche un duro come Julio Cesar deve arrendersi di fronte alla supremazia dei tedeschi. Ci sarebbe la possibilità di allungare con Ozil ma sul ribaltamento di fronte è Oscar a siglare il più classico dei gol della bandiera.
Gabriele Mirabella
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