Andrea Kimi Antonelli ha vinto anche il Gran Premio di Montecarlo, conquistando la quinta vittoria consecutiva e involandosi nel Mondiale. Sono saliti sugli altri due gradini del podio la Ferrari di Hamilton e la Red Bull di Hadjar, mentre Gasly, terzo al traguardo, è stato penalizzato per eccessiva velocità in pitlane (un’anomalia che ha colpito molti piloti). A secco di punti Russell, Leclerc, Norris e Verstappen.
La prestazione del diciannovenne bolognese è stata semplicemente straordinaria: una grande pole position al sabato (la Mercedes non aveva il consueto vantaggio di prestazione sul giro secco), una gestione impeccabile alla domenica. Su una pista che non perdona errori Antonelli ha imposto un ritmo inavvicinabile per tutti, arrivando addirittura a doppiare gran parte del gruppo prima dell’ingresso della Safety Car. Nemmeno le due neutralizzazioni e le due partenze in griglia, che erano state il suo tallone d’Achille nelle prime tappe, hanno messo in discussione il risultato finale.
Di tutt’altro tenore il weekend del compagno di squadra George Russell. Il britannico ha faticato fin dal venerdì, il che lo ha costretto a scattare dalla terza fila. In gara la sfortuna ha fatto il resto: Russell è stato “tappato” da Hadjar (che aveva diversi problemi alla power unit) senza possibilità di passarlo, per poi incassare un Drive Through nel finale che lo ha sbalzato fuori dai punti. La sua squadra, infatti, ha commesso un errore incomprensibile, dimenticandosi di fare scontare al suo pilota una penalità di 5 secondi durante il pitstop. Un periodo difficilissimo e sfortunato per George, che dopo l’apertura australiana sembrava assoluto favorito alla vittoria iridata. La speranza è che, nei prossimi mesi, quella parte di giornalismo italiano che lo sta “bullizzando” senza ritegno possa riacquisire un minimo di professionalità.
Il team italiano, secondo nel Mondiale, aveva da tempo cerchiato sul calendario la data del Gran Premio di Monaco. Le stradine del Principato, infatti, parevano venire incontro alle caratteristiche della Rossa, poco efficace in rettilineo e assolutamente competitiva a basse velocità.
Il risveglio è stato abbastanza brusco: Antonelli, in gara, era totalmente su un altro pianeta. Segno di una superiorità Mercedes non solo motoristica, ma anche telaistica. Se Hamilton ha quantomeno chiuso in seconda posizione (ed è secondo anche nel Mondiale), Leclerc ha deluso profondamente. Il monegasco, attesissimo dal pubblico di casa, non ha mai trovato il giusto feeling con la vettura e ha più volte lamentato problemi all’impianto frenante, mai decisivo come a Montecarlo. Al sabato, ha pasticciato la Q3 con diversi errori; alla domenica, un lungo alla ripartenza dalla Safety Car ha annullato un podio quasi certo. A quanto pare, da Barcellona, Leclerc si uniformerà alle scelte di Hamilton, passato ai freni Carbon Industries dal GP del Giappone.
Il team campione del mondo, al pari della Ferrari, riponeva grandi aspettative in questo weekend, quasi disegnato per esaltarne il passo corto e la buona aerodinamica. Tuttavia, Piastri e Norris non si sono mai accesi. Lontani in qualifica, lenti in gara: l’australiano, nonostante le molte defezioni, non è riuscito a salire sul podio, mentre Lando, sopravanzato al via da Gasly, ha accusato l’ennesimo problema di affidabilità e si è ritirato.
Il podio di Hadjar ha invece salvato la domenica della Red Bull, i cui problemi alla Power Unit hanno fermato la gara di Verstappen esattamente al via. Per l’olandese, che aveva conquistato una grande prima fila al sabato, arrivano segnali positivi, ma solo per potenziali “vittorie di tappa”.
Angelo Pennisi
Fonte Foto in evidenza: Formula 1 (X)
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