“Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta”. Lewis Hamilton prova a trattenersi, ma non ci riesce. Sul podio di Barcellona il sette volte campione del mondo guarda il suo team festeggiare mentre la bandiera italiana sale sopra tutte le altre e lascia spazio all’emozione. A 41 anni, ha compiuto il sogno di vincere con la Ferrari, dando finalmente il là a un binomio leggendario, iniziato nel peggiore dei modi.
Hamilton ha condiviso il podio catalano con George Russell e Lando Norris; a secco di punti Antonelli e Leclerc, beffati da noie tecniche nello stesso giro. Weekend deludente per Piastri, battuto nettamente dal compagno di squadra e da Verstappen, protagonista di un ottimo terzo stint. Punti importanti per le due Alpine e Racing Bulls, sempre più leader della “Formula 1.5”.
Il circuito di Montmelò è da sempre uno dei banchi di prova più severi della Formula 1. Curve veloci, lunghi curvoni in appoggio, trazione e gestione delle gomme: qui una vettura non può nascondere i propri limiti. Non a caso, proprio questo circuito, per la sua completezza, è il preferito dai team per i test prestagionali. Ferrari arrivava a questo weekend fortemente ridimensionata dalla delusione di Montecarlo, presumibilmente inseguitrice sia di Mercedes sia di McLaren.
Se il team papaya non si è mai acceso, d’altro canto la pole position di George Russell sembrava la conferma definitiva della superiorità teutonica. Alle sue spalle, però, non c’era Antonelli, ma appunto Hamilton, battuto per appena 64 millesimi di secondo, ma galvanizzato dai corposi sviluppi tecnici portati dalla sua Ferrari. Si tratta, dopo Miami, del secondo grande pacchetto di aggiornamenti della scuderia italiana.
In gara, la Ferrari ha optato per una strategia aggressiva, puntando sulle tre soste e sulla gestione del degrado gomme in condizioni particolarmente difficili. Una scelta rischiosa, soprattutto nella scelta delle gomme Soft al via, ma evidentemente ben congegnata. Mentre Mercedes cercava di controllare le scintille tra i suoi due piloti, Hamilton costruiva pazientemente la propria opportunità. Il momento decisivo è giunto quando una Virtual Safety Car (innescata dall’ennesimo ritiro di Alonso) ha offerto alla Ferrari la finestra ideale per effettuare l’ultimo pit stop senza perdere terreno. Da quel momento il numero 44 ha preso in mano la gara, allungando in maniera impressionante sugli inseguitori.
Alle sue spalle, Antonelli aveva superato Russell dopo un lungo inseguimento, pronto a limitare i danni e a mantenere saldo il controllo del campionato. Poi, improvvisamente, un problema elettrico (non il primo, per i motorizzati Mercedes) ha fermato la corsa del giovane bolognese, per la prima volta a secco di punti nel 2026. Il ritiro di Kimi ha spalancato le porte a George Russell, secondo al traguardo e redivivo in classifica generale, e a Lando Norris, terzo con la McLaren. È nato così uno storico podio tutto britannico, il primo in Formula 1 dal 1968.
A Budapest, circa un anno fa, Charles Leclerc conquistava una pole insperata, sognando una vittoria poi svanita; dal lato opposto del garage, un distrutto Lewis Hamilton (uscito in Q2) si presentava ai microfoni e si definiva “assolutamente inutile”, suggerendo addirittura alla Ferrari cambiare pilota.
Poco prima del Gran Premio di Silverstone, un fan provò a scuoterlo ““Lewis, ricordati chi sei, amico. Ce l’hai fatta. Ce la farai ancora. Ti voglio un mondo di bene, davvero”: il pilota inglese ha più volte ringraziato e citato quelle parole, illuminanti in un periodo molto difficile. E ieri, 14 Giugno 2026, due stagioni dopo l’ultima vittoria, ha citato quel “Remember who you are”, a corredo di un emozionante post sui social. Lewis Hamilton ha ricordato, a se stesso e a tutti noi, chi è Lewis Hamilton.
Sul circuito che più di ogni altro racconta il reale valore di una monoposto, la Scuderia Ferrari ha dimostrato di poter lottare ad armi pari con Mercedes. In attesa di recuperare Leclerc e di poter intervenire sul motore, Hamilton si trova a quarantuno punti dalla leadership della classifica iridata.
Fonte Foto in Evidenza: Formula 1 (X)
Angelo Pennisi
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