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Norris, una lunga rincorsa Mondiale e la fine di un’era
08 Dicembre 2025
Formula 1

Norris, una lunga rincorsa Mondiale e la fine di un’era

Home » Voci di Sport » Formula 1 » Norris, una lunga rincorsa Mondiale e la fine di un’era

A un passo dalla leggenda. Max Verstappen, pur vincendo l’ottavo GP dell’anno, cede lo scettro della Formula 1 a Lando Norris. L’epica rimonta del pilota olandese si infrange ad Abu Dhabi, per appena due punti.

Lando Norris, terzo al traguardo, è il trentacinquesimo campione del mondo di F1: il titolo piloti torna nella bacheca della McLaren, 17 anni dopo Hamilton.

Il team di Woking ha corso in maniera impeccabile, copiando ogni mossa di Charles Leclerc, unico avversario in grado di contrastare il podio del nuovo numero 1 del campionato.

La gara di Norris è stata tutt’altro che priva di tensione. Il britannico è stato attaccato e superato da Piastri nel primo giro, rischiando più volte un attacco del monegasco della Ferrari. L’altro momento difficile si è concretizzato dopo il primo pit-stop, quando Lando ha dovuto compiere diversi sorpassi su chi non si era ancora fermato. Il britannico a quel punto ha dimostrato di meritare il Mondiale, facendo il necessario con grande freddezza.

Mastica amaro anche Oscar Piastri (secondo al traguardo), a lungo leader del campionato.

Il lungo inseguimento di Norris

La vittoria di Norris certifica un irrimediabile cambio della guardia in Formula 1, chiudendo un’ideale trilogia con il dominio di Leclerc su Vettel in Ferrari e, soprattutto, la vittoria di Verstappen su Hamilton nel 2021. Rispetto a colleghi della stessa generazione (soprattutto Russell e Albon), Norris ha quasi da subito avuto l’occasione di guidare una vettura di primissimo livello.

La fenice McLaren dalle ceneri Honda

All’arrivo di Norris, McLaren usciva con le ossa frantumate dal disastroso triennio 2015-2017, nel quale la fuga di sponsor causata dalla fallimentare partnership con Honda aveva portato la scuderia inglese sull’orlo del fallimento.

Pur mostrando da subito un’ottima velocità di base, Norris mostrava, già nei primi anni, una certa tendenza allo spreco sotto pressione. In questo senso, consultare gli archivi di due gare del 2021, Monza e Sochi.

Il clamoroso punto di svolta della McLaren e della carriera dell’inglese si è materializzato nel 2023, a Silverstone. Dopo un avvio di stagione da ultima forza in pista, il team papaya ribaltò progressivamente la vettura, presentandosi al circuito inglese come sorprendente prima forza. Da lì, l’inizio della parabola che ha portato al Titolo Costruttori del 2024 e alla doppietta di quest’anno.

Un percorso psicologico, più che tecnico

L’esperienza di Norris in Formula 1 è legata a doppio filo al tema della salute mentale. Nel 2021 confessò di aver sofferto di depressione a causa della tossicità dei fan sui social network, mentre nel 2024 raccontava di rivedere i suoi errori prima di andare a dormire.

Norris ha attirato su di sè la diffidenza del pubblico proprio nella scorsa stagione, quando ha sprecato l’opportunità di contendere il titolo a un Verstappen in grande difficoltà. Maturità che sembrava mancare anche nella prima parte di questa stagione, in cui l’inglese è stato più volte sconfitto da Piastri, a sua volta crollato a tre quarti della stagione.

Il cambiamento del 2025 è riscontrabile in una delle sue prime interviste post-Abu Dhabi. «Molti hanno detto che devo fare questo, che devo fare quello, ma avevate torto, perché non vi ho seguiti e ho vinto lo stesso», ha detto. «Potevo buttare fuori pista qualcuno, ma preferisco aver fatto le cose a modo mio», con esplicito riferimento al rivale Verstappen.

Un grande cambiamento, almeno a livello pubblico, rispetto al Norris giocoso e scanzonato di inizio carriera.

Senz’altro Norris ha vinto con la migliore (per distacco) vettura del circus, ma per resistere alla furiosa rimonta di Verstappen l’energia mentale era imprescindibile.

In altre annate, probabilmente, sarebbe crollato.

La leggendaria rimonta di Max

Impossibile non concedere l’onore delle armi a Max Verstappen. L’olandese ha gettato il cuore oltre l’ostacolo, mantenendo aperto un Mondiale impossibile, con otto vittorie e pole position. Anche ad Abu Dhabi, ha fatto il massimo, conquistando una folle pole position e dominando la gara con agio. Il campione del mondo è stato in ascolto del team per tutta la gara, pregando in un mai concretizzatosi sorpasso di Leclerc su Norris.

“Questa stagione mi ha insegnato a crederci sempre, a non mollare mai” ha dichiarato a caldo. Un’annata indimenticabile, paragonabile al Senna del 1993 o all’Alonso del 2012.

Verstappen esce sconfitto, ma con l’orgoglio di aver scritto un’altra pagina memorabile della sua carriera, e non solo.

La fine di un’era della Formula 1

Il GP di Abu Dhabi 2025 rappresenta anche la chiusura di un’era tecnica in Formula 1.

Le auto che scorrono sotto le luci di Yas Marina sono le ultime a utilizzare il regolamento aerodinamico 2022-2025, con fondi carenati, canali Venturi e diffusori capaci di generare gran parte della deportanza totale. Il DRS, legato a stretto filo alla F1 moderna, smette formalmente di esistere, al pari delle attuali power unit ibride, introdotte nel lontano 2014.

Con il 2026 arrivano auto a fondo piatto, aerodinamica attiva e riduzione del peso massimo della vettura. Il carburante, a partire dalla prossima stagione, sarà completamente sostenibile.

Sparisce, dopo 32 anni, il marchio Sauber: il team di Andrea Binotto diventa ufficialmente Audi F1 Team.

Infine, la griglia si espande. Esordirà infatti Cadillac, undicesima scuderia del circus, con una line-up (Perez-Bottas) di comprovata esperienza.

Angelo Pennisi

Fonte Foto in evidenza: Formula 1 (X)

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