Il Gran Premio del Messico 2025 ha consegnato a Lando Norris la decima vittoria in carriera e la leadership del Mondiale, al termine di una gara dominata dall’inizio alla fine. Il pilota della McLaren ha preceduto Charles Leclerc, Max Verstappen e un sorprendente Oliver Bearman, autore di una prestazione maiuscola con la Haas. Oscar Piastri, solo quinto, perde la vetta del campionato per un solo punto.
È stata una gara perfetta per Lando Norris, che dopo la pole position non ha mai ceduto la testa della corsa, gestendo al meglio una partenza si preannunciava insidiosa. Con una McLaren MCL39 impeccabile anche nelle condizioni estreme del circuito Hermanos Rodríguez, dove l’asfalto ha superato i 50 gradi, l’inglese ha imposto un ritmo insostenibile per tutti.
Gestione, calma e lucidità: Norris ha dimostrato di aver compiuto il definitivo salto di qualità, dominando il Gran Premio e conquistando un successo che vale oro nella lotta per il titolo. Per la McLaren si tratta di una vittoria pesantemente simbolica, arrivata dopo settimane di inseguimento a Verstappen e Red Bull.
Il team di Andrea Stella ha confermato la propria superiorità tecnica, soprattutto nella gestione gomme e nelle fasi centrali di gara. Norris, spesso prudente in passato, ha mostrato una nuova solidità mentale, trasformandosi nel punto di riferimento assoluto del team di Woking. Con questo successo, Norris diventa il nuovo leader del mondiale con 357 punti (uno in più del compagno Piastri).
Per Max Verstappen la gara è stata una lotta di resistenza. Dopo una qualifica deludente, il campione olandese è riuscito a risalire fino al terzo posto, mantenendo vive le proprie speranze di titolo.
Partito su gomma media, ha dovuto gestire una strategia complessa e un avvio complicato, segnato da un lungo alla prima curva dopo un contatto con Leclerc. Da lì in poi, una gara di tenacia e controllo: non abbastanza per impensierire Norris, ma sufficiente per restare a 36 punti dalla vetta e tenere aperta ogni possibilità. L’olandese sogna una rimonta, che sarebbe la più grande impresa della storia della F1.
Oscar Piastri, invece, esce ridimensionato dal weekend messicano.
Partito solo settimo, non ha mai avuto il passo del compagno di squadra e ha faticato nel trovare ritmo e fiducia. Il quinto posto finale rappresenta un risultato deludente per chi, fino a poche settimane fa, sembrava padrone del campionato. Turning point, in questo senso, è stato il drammatico weekend di Baku.
L’australiano ha parlato di un “mistero” nelle sue recenti difficoltà: la McLaren si conferma velocissima, ma solo nelle mani di Norris. Resta tutto aperto, ma il cambio di leadership interna sembra, al momento, evidente.
Il Messico ha segnato un ritorno convincente della Ferrari. Charles Leclerc, secondo al traguardo, ha massimizzato il potenziale della SF-25, difendendosi da Verstappen e beneficiando nel finale della Virtual Safety Car per il problema di Sainz. È il settimo podio stagionale per il monegasco, che continua a essere il punto di riferimento tecnico e morale del Cavallino.
Tuttavia, la nota più incoraggiante arriva da Lewis Hamilton. L’inglese, dopo la miglior qualifica della stagione, ha mostrato finalmente il passo del campione, nonostante la penalità (esagerata) di 10 secondi per un rientro irregolare in pista dopo il caotico avvio. Senza quella sanzione, il sette volte iridato avrebbe potuto lottare per il podio. Hamilton, sempre più a suo agio con la monoposto di Maranello, ha dichiarato di “aver finalmente capito come guidare questa vettura”, lasciando intendere che il meglio debba ancora venire.
Grazie ai punti di Leclerc e Hamilton, la Ferrari supera la Mercedes nel mondiale Costruttori, tornando seconda alle spalle della McLaren.
Per quanto la stagione della Rossa rimanga più che deludente, chiudere il Mondiale in crescendo sarebbe un toccasana per il 2026.
La rivelazione del GP del Messico è senza dubbio Oliver Bearman. Il giovane britannico della Haas, pilota della Ferrari Driver Academy, ha chiuso al quarto posto con una prestazione impeccabile, frutto di una strategia a due soste perfettamente gestita e di una maturità sorprendente.
Bearman non ha commesso errori, tenendo dietro Piastri e dimostrando di poter lottare alla pari con i migliori. Il suo risultato, unito al nono posto di Ocon, permette alla Haas di scavalcare la Sauber e salire all’ottavo posto nel mondiale Costruttori.
Il pacchetto di aggiornamenti introdotto ad Austin ha dato i suoi frutti, ma a fare la differenza è stato il talento di Bearman: costante, aggressivo, pulito nei sorpassi. Una prova che potrebbe aprirgli le porte di una scuderia di vertice, magari proprio quella di Maranello, che lo osserva in ottica 2027.
Angelo Pennisi
Fonte Foto in evidenza: Formula 1 (X)
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