Allunga ancora in classifica Max Verstappen in quel della Stiria (a +18). L’olandese ha sempre fatto bene nel Red Bull ring e si riconferma anche in quello che potrebbe essere il suo grande anno. Lewis Hamilton in seconda posizione non fa grande notizia, ma vedere quel distacco a fine gara fa specie, soprattutto se si guarda al gradino più basso del podio in cui un non irresistibile Bottas ha avuto la meglio su un Perez per un non nulla e solo grazie a un pit stop sbagliato sul messicano. Si può dire che la Red Bull sia la miglior macchina attualmente? Per noi sì. Ad ogni modo è indubbio che il connubio con Verstappen sia al momento il più prolifico. Bene Norris che chiude quinto, così come le Ferrari, sesta e settima, con una gara in grande rimonta (Leclerc dopo il primo giro era 18°, Sainz partiva 12°).
Allo spegnimento dei semafori Verstappen contiene Hamilton, mentre più dietro Norris battaglia con Perez. Nel gruppo di mezzo Leclerc tocca con l’ala anteriore Gasly e contringe il francese dell’Alpha Tauri a un ritiro prematuro. Peccato perchè, come sempre, si era reso protagonista di un’ottima qualifica. Il monegasco, invece, rientra ai box per cambiare ala e montare le dure, così da ripartire dal fondo della griglia.
La gara procede come da copione, con Norris che dopo una decina di giri cede il posto a Perez e Bottas: Red Bull e Mercedes si dimostrano di un altro livello rispetto a tutte le altre. Il messicano assapora già un altro podio, ma al momento del pit stop il meccanico addetto alla posteriore sinistra perde troppo tempo. Bottas ne approfitta e al giro 27 è terzo, con un’infinità di metri d’asfalto tra sè e il numero 11.
Spostando l’attenzione più avanti Verstappen è assolutamente a suo agio e amministra con ben 5” di vantaggio su Hamilton. Anche i pit stop non cambiano nulla e l’inglese intorno agli ultimi 20 giri cominicia a mollare la presa. Chi invece la presa non la molla è Sainz, che partito 12° sfodera una prestazione incredibile a metà gara e con le gialle (nonostante lo stint lungo) mette su giri veloci su giri veloci non appena la pista si libera. Arrivato al momento della sosta riesce a mettersi dietro Alonso e Tsunoda per undercut e Stroll qualche giro dopo. Sullo stesso trend procede il compagno di squadra che alla seconda sosta monta le bianche per superare il canadese di Aston Martin.
Il monegasco parte 7° e arriva 7°, ma rimonta più di metà gruppo per l’incidente di inizio gara (causato da lui, è bene ricordarlo). Lo spagnolo, come già detto, recupera ben 6 posizioni. Festeggiare per due vetture a metà classifica non sembra il massimo, eppure c’è di che essere felici in quel di Maranello quest’oggi.
Parentesi dedicata ad Alonso, Stroll e Tsunoda. L’asturiano dopo i primi gp ha ripreso a massacrare il compagno di squadra, il canadese continua a portare punti pesanti per il costruttori, mentre il giovane giapponese va a punti per la terza gara di fila. Risultati che passano in sordina.
Tornando più su, Verstappen taglia il traguardo dopo un weekend gestito magistralmente. Il più forte al momento, non c’è molto altro da dire. Chi rischia la detronizzazione invece è Lewis Hamilton, a -18 in classifica e con un altro weekend austriaco alle porte. Non la migliore situazione per il campione del mondo in carica. Il giro veloce messo a segno all’ultimo giro è solo il contentino. Toto Wolff esce parzialmente soddisfatto almeno per la sfida tra i secondi piloti, in cui Bottas, sebbene in volata, riesce ad avere la meglio su Perez. Anche se quel pit stop ha avuto sicuramente un ruolo non marginale.
Nota di merito per Norris e Russell: tra i giovani non sono i più chiacchierati (Verstappen e Leclerc hanno sicuramente più risonanza mediatica), ma danno prova di sè quasi a ogni circuito. Oggi il numero 4 McLaren ha dato un’altra scoppola al più esperto compagno di squadra, si piazza “primo degli altri” (aka quinta posizione) e in classifica è quarto a -10 da Perez e +12 da Bottas. Russell invece si conferma pilota più sfortunato del circus (anche se Giovinazzi potrebbe avere da ridire): dopo l’ottima qualifica passa metà gara in zona punti, fino al pit stop che distrugge un risultato che era alla portata. Non è la prima volta che poteva togliersi qualche soddisfazione con la Williams e la frustrazione dev’essere tanta per il futuro (o almeno si spera) alfiere della Mercedes.
Questa la top 10 finale: Verstappen, Hamilton, Bottas, Perez, Norris, Sainz, Leclerc, Stroll, Alonso Tsunoda.
Francesco Mascali
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