George Russell vince un poco entusiamante Gran Premio d’Austria davanti al redivivo Verstappen e al compagno Kimi Antonelli. Per la Ferrari, dopo Barcellona, una gara disastrosa sul passo gara: Hamilton chiude quinto; Leclerc addirittura ottavo, ultimo tra i non doppiati. Alle spalle dei top team brilla ancora la Racing Bulls (motorizzata Red Bull, miglior PU secondo le rilevazioni ADUO), con Lawson e Lindblad in nona e decima posizione.
Il pilota britannico della Mercedes ha rilanciato con forza le sue ambizioni mondiali, gestendo con una maturità da veterano una corsa logorante e capitalizzando una pole position nata tra i veleni del sabato. Il giallo della sessione di qualifica si è innescato nel finale, con il botto di Max Verstappen, in lotta per la pole, finito a muro nel momento clou del Q3. Con la Red Bull ferma nella ghiaia e il regime di bandiera gialla singola esposto, Russell ha sollevato il piede dal gas quel tanto che bastava per evitare sanzioni ma non abbastanza da perdere la zampata decisiva, beffando Charles Leclerc per una manciata di centesimi. Episodio che lo stesso Verstappen non ha mancato di rimarcare ironicamente alla domenica, proprio in regime di doppia bandiera gialla.
Tuttavia, Russell ha spento le polemiche con una domenica solida e priva di errori. Anche se non con un passo gara eccezionale, soprattutto in fase di gestione della gomma Hard. Il britannico è dunque tornato al successo dopo l’esordio australiano, per rifarsi sotto a -40 dal compagno di squadra in classifica generale. Per Antonelli un weekend piuttosto amaro, tra la strano svolgimento della Q3 (aveva abortito l’ultimo tentativo) e problemi all’impianto frenante nella prima parte di gara. In ogni caso, la ritrovata competitività delle Frecce d’Argento può far dormire sogni tranquilli a Toto Wolff: il Mondiale Piloti sarà presumibilmente una questione interna in casa Mercedes.
L’Austria ha anche fornito un indizio fondamentale per il prosieguo della stagione: la Red Bull ha ritrovato il vero Max e Verstappen ha finalmente ritrovato la sua vera Red Bull. Dopo alcuni weekend imperfetti, in cui la RB22 era apparsa fragile e difficile da decifrare, il corposo pacchetto di aggiornamenti aerodinamici portato in Stiria ha ridato fiducia e stabilità all’olandese.
Verstappen ha chiuso le qualifiche a muro (non il primo errore della stagione), ma alla domenica è risalito agilmente, ingaggiando a metà gara uno spettacolare duello con il vecchio rivale Hamilton e impensierendo Russell per la vittoria. La scuderia di Milton Keynes ha dunque risposto presente nella gara di casa: l’evoluzione tecnica della monoposto è tutt’altro che ferma ed è possibile lottare almeno per alcune vittorie di tappa.
Mentre la pista decretava nuovi equilibri, il paddock è stato scosso da un autentico terremoto di mercato. Le voci che vorrebbero l’entourage di Verstappen in trattative serratissime con la McLaren per il futuro hanno trovato conferme pesanti. Nonostante gli aggiornamenti Red Bull abbiano funzionato (e la McLaren brancoli apparentemente nel buio) più fonti riportano che il management dell’olandese si sarebbe incontrato a porte chiuse con i vertici di Woking. Dopo le voci su Mercedes (per ora sopite dal ritorno prestazionale di Russell), ancora una volta il futuro del pluricampione del mondo olandese appare incerto.
Le illusioni della vittoria di Hamilton a Barcellona sono state spazzate via da un pessimo Gran Premio d’Austria, che ha esposto il lato più oscuro della SF-26, addirittura quarta forza. Il primo e più grave imputato dello sprofondo rosso a Spielberg è il motore: l’atteso debutto dell’aggiornamento della power unit si è rivelato un flop colossale.
La telemetria post-gara ha evidenziato una spaventosa carenza di energia, combinata con i 700 metri di altitudine (indigesti al piccolo turbo Ferrari): nei tratti terminali dei rettilinei l’unità italiana entrava precocemente in clipping, causando mezzo secondo medio di deficit sul dritto ad ogni singolo passaggio. Questo vuoto di potenza ha innescato un effetto domino disastroso: per cercare velocità, i tecnici hanno scaricato aerodinamicamente le vetture, distruggendo il bilanciamento meccanico.
Senza carico fisso, la SF-26 ha iniziato a scivolare lateralmente nelle curve veloci e nei tratti ad alta energia come la 9 e la 10, innescando un surriscaldamento anomalo degli pneumatici e un importante degrado gomma. Lewis Hamilton nelle interviste ha sostanzialmente rinviato i sogni di gloria al 2027; Charles Leclerc, autore di una gara incubo, continua a vivere un momento molto difficile, in cui sembra aver perso i galloni di “capitano” Rosso.
Con la Formula 1 che saluta la Stiria, la sensazione è che su questo tipo di piste il mondiale 2026 abbia trovato i suoi grandi protagonisti nell’asse Mercedes-Red Bull, lasciando alla Ferrari l’obbligo di un esame di coscienza estivo che si preannuncia doloroso.
Angelo Pennisi
Fonte Foto in Evidenza: Formula 1 (X)
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