Lando Norris vince con autorevolezza in Ungheria e regala alla McLaren la 200ª vittoria della sua storia, al termine di una gara giocata sul filo delle strategie e decisa da una perfetta gestione della sosta unica. Alle sue spalle chiude il compagno di squadra Oscar Piastri, mentre a completare il podio è George Russell con la Mercedes.
A partire davanti a tutti era stato Charles Leclerc, ma l’illusione rossa è poi svanita. Dopo un primo stint competitivo, il monegasco ha cominciato a perdere terreno (quasi due secondi a giro) con la mescola dura, rallentato da problemi non meglio identificati. Il suo crollo lo ha portato a chiudere quarto e a incassare anche una penalità di 5 secondi per una difesa troppo aggressiva su Russell nel finale. Giornata da dimenticare anche per Lewis Hamilton, mai competitivo e solo 12° al traguardo, doppiato.
Alle spalle dei primi quattro, splende la prestazione di Fernando Alonso, quinto con una Aston Martin risorta rispetto al GP di SPA. Da segnalare anche il sesto posto del rookie Gabriel Bortoleto (Sauber), autore di un’altra prova convincente. Completano la zona punti Stroll (7°), Lawson (8°), Verstappen (9°) – in enorme difficoltà per tutto il weekend – e Kimi Antonelli (10°), che torna finalmente a punti e conquista la sua prima top-10 nella stagione europea.
La McLaren ha completato una doppietta che certifica lo status di top team. Il confronto interno tra Norris e Piastri è ormai il centro della narrazione, con la lotta per la vittoria che si consuma tutta in casa. Nonostante un Mondiale in ballo, tra i due non si sono ancora manifestati evidenti attriti, nonostante diversi incontri ravvicinati nelle ultime gare.
A Budapest, a masticare amaro è stato Piastri. L’australiano era scattato bene, mantenendo la posizione, mentre Norris era rimasto imbottigliato nel traffico, perdendo un paio di posizioni. Piastri si è fermato per primo, cercando l’undercut su Leclerc – tentativo subito neutralizzato da Ferrari – mentre Norris ha allungato lo stint e accettato il rischio di una gara a una sosta. Quando Oscar ha cambiato le gomme per la seconda volta, si è ritrovato alle spalle del britannico, che guidava senza aver praticamente alcun segno di usura sugli pneumatici.
Il maldestro tentativo di attacco a due giri dalla fine è stato l’unico segnale del malumore di Piastri, che ha visto sfumare un’altra chance in un weekend in cui si era dimostrato superiore al livello del compagno. Era già accaduto a Silverstone, penalità alla mano. Ora, con nove punti di vantaggio in classifica, l’australiano va in pausa con la sensazione di aver lasciato per strada qualcosa.
Tutto ricorda il duello Hamilton-Rosberg del triennio 2014-2016, nella speranza che il livello dei contendenti si alzi.
Charles Leclerc sembrava avere la vittoria in pugno all’Hungaroring, mantenendo il comando della gara con sicurezza per gran parte del Gran Premio. Eppure, a partire dalla seconda metà della seconda frazione di gara, qualcosa è drasticamente cambiato.
Il generico “problema al telaio” evocato dalla Ferrari, parimenti al calo di motore, appare più come un tentativo di coprire questioni più complesse e meno immediatamente identificabili. I dati raccolti infatti non mostrano alcun calo significativo di velocità sui rettilinei, nè in accelerazione nè in velocità massima. Inoltre, un guasto serio al telaio avrebbe probabilmente costretto a un ritiro o a una perdita di controllo ben più evidente.
Un’altra ipotesi riguarderebbe il consumo eccessivo della tavola sotto il fondo vettura, il cosiddetto “plank”, che ha causato problemi alla Scuderia fin dalla doppia squalifica in Cina. Tuttavia, se in Ungheria il problema fosse stato solo un eccessivo consumo del fondo, Ferrari avrebbe potuto chiedere a Leclerc di ricorrere al Lift and Coast, strategia già adottata in altre occasioni per evitare di schiacciarsi troppo a terra.
George Russell, autore di un sorpasso su Charles Leclerc che gli ha permesso di conquistare il terzo gradino del podio, ha offerto un’ulteriore spiegazione dell’accaduto. “Penso che fossero al limite con l’usura del fondo vettura e per questo hanno dovuto intervenire sulla pressione delle gomme, alzando leggermente la macchina da terra. È l’unica spiegazione plausibile”, ha commentato Russell al termine della gara. Secondo il pilota Mercedes, questa modifica alla pressione degli pneumatici ha avuto un impatto contenuto nel primo pit-stop, quando la vettura era ancora ben carica di carburante, ma si è rivelata molto più significativa dopo il secondo cambio gomme, nel momento cruciale della corsa.
Qualunque sia la motivazione, resta l’amarezza per una domenica davvero fosca per la Rossa. Leclerc torna dall’Ungheria profondamente amareggiato, dopo aver vanificato una pole position incredibile.
Fonte Foto in evidenza: Formula 1 (X)
Angelo Pennisi
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