La McLaren conferma la sua supremazia tecnica e strategica con una clamorosa doppietta nel Gran Premio di Spagna. La terza del 2025 dopo Miami e Cina. Nella fattispecie, Oscar Piastri conquista pole position e quinta vittoria stagionale allungando nel Mondiale. Chiude secondo Lando Norris che, dopo lo scintillante weekend di Montecarlo, torna a soffrire la freddezza del compagno di scuderia (e principale avversario per il Mondiale).
Il trionfo in terra catalana ha una valenza pesantissima per la scuderia di Woking: la MCL39 è la macchina da battere, anche dopo l’introduzione delle nuove regole sulla flessibilità delle ali. Il team tecnico guidato da Rob Marshall ha mantenuto la prestazione intatta, dimostrando consistenza e flessibilità. E chi sperava in una guerra interna tra i due piloti in papaya, sarà rimasto deluso: la coppia McLaren continua a guadagnare terreno sulla concorrenza, rimandando al futuro le faide interne.
Con questa vittoria Piastri allunga su Norris ma, a far notizia, è soprattutto il crollo di Max Verstappen, ora a -49 dalla vetta. L’olandese è stato infatti penalizzato di 10 secondi per un contatto con George Russell nel finale, scivolando da un potenziale quarto posto (terzo prima della Safety Car) al decimo che vale appena un punto.
Al via, Max era stato brillante nel lanciarsi tra le due McLaren, anche a causa dell’ennesima brutta partenza di Norris. Grazie a un’aggressiva strategia a tre soste, il pilota olandese ha insidiato le McLaren fino al giro 54, quando la Mercedes di Kimi Antonelli ha accusato una perdita d’olio, costringendo la direzione gara a far entrare la Safety car.
Il neutralizzarsi della corsa ha permesso a tutti di rientrare ai box per un ultimo pit stop. Qui, però, l’olandese si è trovato in trappola: l’unico treno disponibile era di gomme hard, le più lente e meno performanti, che nessun altro aveva voluto usare nel finale. Con undici giri alla bandiera a scacchi, il suo GP si è trasformato in una missione impossibile.
Alla ripartenza, con gomme fredde e inadatte, la sua RB21 ha sbandato in uscita dall’ultima curva, lasciando spazio a un Charles Leclerc già in scia, che lo ha attaccato sul dritto, toccando leggermente la Red Bull durante il sorpasso.
Da quel momento, la gara di Max è andata fuori controllo. Alla staccata di curva 1, con Leclerc già davanti, Verstappen ha tentato un attacco all’esterno su George Russell. La Mercedes ha perso il retrotreno e ha colpito la Red Bull, spedendola sulla via di fuga. Max è rientrato in pista davanti all’inglese, ma il suo ingegnere, Lambiase, gli ha intimato di cedere la posizione, per evitare guai peggiori. L’olandese si è rifiutato, e, dopo un secondo contatto, la direzione gara ha deciso per 10 secondi di penalità.
Da potenziale quarto, Verstappen è così finito decimo, raccogliendo solo un punto. Un magro bottino per il campione in carica che, in Spagna, vede allontanarsi le speranze di tenere vivo il Mondiale.
A sfruttare il caos finale è stato dunque Charles Leclerc, che ha
conquistato un podio importante con la Ferrari. La sua strategia – basata su due treni di medie – non ha funzionato a dovere, a causa di una durata sorprendente delle mescole più morbide.
In condizioni normali avrebbe dovuto accontentarsi del quarto posto, ma la crisi di Max gli ha spalancato le porte del podio, nonostante l’ennesimo weekend lontano dalla vetta.
Meno brillante la gara di Lewis Hamilton che ha concluso sesto. Per il pluricampione del mondo, una gara difficilissima, tra la tensione (inutile) con il compagno di box nel corso del primo stint, un passo insufficiente e il pesante sorpasso subito da Hulkenberg nel finale. Per Hamilton, apparso molto amareggiato nel post-gara, il sogno Ferrari è già diventato un incubo.
In ogni caso, grazie soprattutto al secondo podio consecutivo di Leclerc, la Ferrari balza al secondo posto nel mondiale Costruttori, pur rimanendo distante anni luce dalla McLaren. Per la Scuderia italiana si è intravista, nelle ultime gare, una debole inversione di tendenza che fa ben sperare per i prossimi appuntamenti.
George Russell ha chiuso al quarto posto, portando a casa punti preziosi in un weekend dove la Mercedes W16 non aveva ritmo per fronteggiare le dirette concorrenti. Il pilota britannico è emerso soprattutto nella seconda parte di gara, sfiorando il podio nel convulso finale.
Ennesimo problema di affidabilità per Kimi Antonelli, sempre più minacciato dagli inseguitori in classifica generale.
Se Ferrari sembra in risalita, Mercedes sembra aver imboccato il percorso inverso. La vettura tedesca aveva iniziato la stagione da seconda forza in pista, facendo quasi sognare a Russell di aggrapparsi al treno mondiale. La realtà, da Imola in poi, è ben più dura: quarto posto nei Costruttori e crescenti problemi di affidabilità.
MVP di giornata è Nico Hulkenberg, addirittura quinto al traguardo con la sua Kick Sauber. Il pilota tedesco, con l’ausilio di una strategia perfetta, ha costruito questo risultato con grande determinazione, togliendosi anche la soddisfazione di superare Hamilton nel finale. La squadra svizzera, impegnata nella transizione verso Audi sotto la regia di Mattia Binotto, sale così in ottava posizione, scavalcando Alpine e Aston Martin.
Ennesima prova solida per il rookie Isack Hadjar, settimo con una Racing Bulls in grande crescita.
Gara old-style in Spagna per Fernando Alonso, nono con l’Aston Martin: dopo una qualifica beffarda e un fuoripista con escursione nella sabbia, lo spagnolo ha rimontato dal fondo, regalando al pubblico di casa i primi punti della sua stagione. Una prestazione orgogliosa, che ripaga mesi di delusioni.
Delusione per la Williams, sorpresa di questo inizio di stagione. Albon e Sainz, dopo le luminose domeniche di Imola e Monaco, sono rimasti ben lontani dai punti, tanto in qualifica quanto in gara.
Fonte foto in evidenza: Formula 1 (X)
Angelo Pennisi
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