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F1, cosa ci lascia il GP del Belgio?
28 Luglio 2025
Formula 1

F1, cosa ci lascia il GP del Belgio?

Home » Voci di Sport » Formula 1 » F1, cosa ci lascia il GP del Belgio?

Nel diluvio di Spa-Francorchamps, Oscar Piastri emerge ancora una volta come il più lucido e letale. L’australiano conquista in Belgio la sesta vittoria stagionale (ottava in carriera), portandosi a +16 punti su Lando Norris nella classifica piloti. Per McLaren è la sesta doppietta dell’anno, a conferma di una superiorità ormai netta su ogni tipo di tracciato e in qualsiasi condizione.

L’ambigua gestione gara

Il Gran Premio del Belgio 2025 è iniziato in ritardo a causa della pioggia battente, con partenza lanciata alle 16:20 dietro Safety Car. A dire la verità, la gestione della Federazione in situazioni di bagnato continua a lasciare perplessi. Sembra ormai acclarata l’inutilità delle gomme Full Wet, sostanzialmente inutilizzabili con le vetture a effetto suolo, come ammesso da Mario Isola (responsabile Pirelli in F1) nel pre-gara. La sensazione è che la gara sia partita almeno trenta minuti dopo il necessario, azzerando qualsiasi variabile strategia. La decisione di partire dietro Safety Car (rolling start) ha concluso la frittata, penalizzando chi aveva giustamente scelto un assetto da bagnato (come Hamilton e le due Red Bull).

belgio

Piastri batte Norris in Belgio

Piastri sorprende Norris alla prima staccata del Kemmel, dopo una partenza imperfetta del britannico alla Source. È la manovra chiave della gara, che permette all’australiano di dettare il ritmo e di fermarsi per primo ai box nel momento cruciale del passaggio da intermedie a slick, optando per gomme medie, mentre Norris punterà sul più conservativo treno di hard al giro successivo.

Il duello tra i due McLaren è giocato sul filo della strategia e della gestione gomme. Piastri resiste alla pressione, si mostra più costante e preciso nei giri finali, mentre Norris — nonostante un ritmo migliore — commette qualche sbavatura di troppo (emblematica quella a Pouhon al giro 27) e non riesce a impensierire il compagno di squadra.

Leclerc batte Verstappen per il podio

Alle spalle del duetto papaya, il migliore degli “altri” è Charles Leclerc, che con una SF-25 scarica si prende il podio e difende fino all’ultimo il terzo posto da un arrembante Max Verstappen. Il ferrarista soffre eroicamente nei primi giri sotto l’acqua, ma una volta montate le medie trova il ritmo e resiste agli attacchi dell’olandese, mai davvero incisivo nei punti di sorpasso. La scelta di un assetto più carico per la Red Bull, pensato per il bagnato, si rivela un boomerang quando la pista si asciuga. Per Max, si tratta del terzo GP consecutivo senza podio. belgio

Per la Ferrari segnali incoraggianti: il nuovo pacchetto di aggiornamenti e la sospensione posteriore evoluta stanno funzionando, e sono stati capiti meglio nel corso del weekend. Il gap prestazionale da McLaren rimane importante, ma il team di Maranello consolida la seconda posizione nel Costruttori, portandosi a +28 sulla Mercedes.

Hamilton, domenica d’orgoglio

Tra i protagonisti di giornata c’è anche Lewis Hamilton, autore di una rimonta furiosa dalla pit lane fino al settimo posto. Il sette volte campione del mondo, penalizzato per aver montato la quinta power unit e modificato l’assetto, sfrutta al meglio la fase bagnata per risalire velocemente, azzecca il cambio gomme e regala alla Ferrari punti preziosi.

George Russell non può spingere la sua Mercedes oltre la quinta posizione, mentre Alexander Albon è ancora una volta protagonista con la Williams, portando a casa un solido sesto posto davanti a Hamilton.

La lotta per la zona punti

La zona punti si completa con Liam Lawson (8°), bravo a massimizzare il potenziale della Racing Bulls, e con Gabriel Bortoleto (9°), favorito dallo scambio posizioni ordinato con Nico Hülkenberg, che era in top-10 ma è stato sacrificato dalla Sauber per far passare il compagno brasiliano. Pilota tedesco che, tra l’altro, è stato vittima della strategia suicida del suo team, che lo ha privato della zona punti con una seconda sosta incomprensibile. Ne ha approfittato Pierre Gasly, che muove la classifica con la sua Alpine. Niente da fare invece per Fernando Alonso e Carlos Sainz, spenti e anonimi.

Belgio amaro per Kimi Antonelli

A soli 18 anni, con un futuro da predestinato cucito addosso fin dai kart, Kimi Antonelli sta affrontando il momento più difficile del suo primo anno in Formula 1. Sedicesimo al traguardo, diciottesimo in griglia, lontano anni luce dal compagno di squadra.

Kimi ha chiuso le qualifiche del sabato in lacrime. Il talento bolognese, dopo un inizio entusiasmante, sembra sempre più affaticato, gravato da una pressione gigantesca. Era inevitabile che ci andasse così, data la scelta di Mercedes di puntarci senza alcun apprendistato nella massima serie automobilistica.

La Formula 1 è un ambiente crudele, che non fa sconti, ma che sa anche attendere chi ha la forza di rialzarsi. Lo dimostra Lewis Hamilton, che proprio a Spa ha messo insieme una rimonta da campione dopo un weekend disastroso. E lo dimostra anche Piastri, oggi leader del mondiale, dopo almeno due anni molto complessi in Mclaren.

È in queste fasi che si plasma il carattere dei grandi, che si costruiscono le grandi carriere. Coraggio, Kimi.

Fonte foto in evidenza: Formula 1 (X)

Angelo Pennisi

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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