Come da pronostico il continente americano continuaa consegnare il mondiale a Lewis Hamilton. Il sesto titolo arriva con due gare d’anticipo: Bottas è quindi il pilota ad aver messo maggiormente in difficoltà l’inglese dopo l’addio di Rosberg, facendo (a livello di classifica) molto meglio di Vettel nelle precedenti due stagioni. The Hammer supera quindi Juan Manuel Fangio nella classifica all-time, portandosi a una sola lunghezza dall’ormai raggiungibile Michael Schumacher, a quota 7. La seconda parte di stagione non è stata eccelsa (nonostante dei risultati non disastrosi), ma le 8 vittorie dei primi mesi sono state un tassello fondamentale di questo sesto mondiale.
Al via è bravissimo Bottas a mantenersi avanti a tutti, con Verstappen abile a infilare Vettel, che partiva secondo. Il tedesco è protagonista di una partenza da incubo: prima, come già detto, si fa passare dall’olandese; dopo il super sorpasso di Hamilton si fa passare da altre 3 macchine, aprendo il giro 2 addirittura settimo. Nel frattempo Albon rientra in pit-lane a causa di un contatto con Sainz. I primi 3 (BOT-VER-HAM) staccano Leclerc, avanti non di molto da Norris e Ricciardo. Il monegasco gira lentissimo, Vettel invece conclude nel peggiore dei modi: prima della lunga discesa rompe la posteriore sinistra, venendo costretto all’ennesimo ritiro stagionale al giro 8.
Al giro 10 la situazione è la seguente: Bottas, Verstappen e Hamilton notevolmente staccati da Leclerc. Poi Ricciardo, Norris, Gasly, Sainz, Raikkonen e Hulkenberg. Si fermano rispettivamente Verstappen e Bottas alla 14esima e 15esima tornata, che retrocedono di due posizioni, salvo poi recuperarne una sull’inerme Leclerc. La Ferrari dunque richiama il 16 che lo ferma per ben 7,2 secondi a causa di un errore nel cambio gomme. Una week-end disastroso per la rossa, che non può fare altro che vivere la gara da spettatore impotente, visto il risultato rimediato in pista.
Il primo big moment arriva al giro 25 con Bottas che prima passa agevolmente il campione del mondo in carica, poi allunga. Lo stesso fa Verstappen, portandosi secondo. Hamilton rientra così ai box, mentre Leclerc comincia a girare sui tempi dei big, ma ormai il distacco è troppo ampio per sperare in una rimonta. Al giro 35 il pit-stop (l’ultimo) di Verstappen. La seguente mossa crea soli 2 possibili scenari: il primo vedrebbe una sicura doppietta Mercedes con un solo pit-stop per Lewis; il secondo vedrebbe Hamilton lottare con Verstappen, lasciando al finlandese la vittoria sicura.
Arrivati al giro 45 i secondi tra Hamilton e Bottas sono solo 3. Nel frattempo la situazione in pista è la seguente: Hamilton, Bottas e Verstappen a podio. Poi Leclerc, Ricciardo, Sainz, Albon, Gasly, Perez e Norris. Molto bene, ancora una volta, le Mclaren, che senza possibilità di replica dimostrano di essere la quarta forza in griglia. Molto bene, come sempre, Sainz: il migliore “degli altri” durante questa stagione.
Da segnalare l’ottima prestazione di Alexander Albon. Nonostante il problema iniziale, che lo vedeva ultimo a fine del primo giro, è autore di una gara superba. Al giro 48 si riporta in sesta posizione, superando Carlos Sainz. Ricciardo invece gli cede la quinta posizione al giro. Bottas si fa vedere da Hamilton già al giro 49, ma è al giro 51 che tenta per la prima volta l’attacco, con l’inglese abile ad accompagnarlo all’esterno alla fine del terzo rettilineo.
La presa in possesso della leadership però viene solo rimandata: Bottas entra bene nel terzo rettilineo, sfrutta al massimo la scia e con l’utilizzo del DRS passa alla sinistra del 44. Questo non può essere che il più giusto degli epiloghi per il finlandese, che perde il mondiale, ma porta a casa la quarta vittoria stagionale: non male per un semplice “maggiordomo”. Ammirevole anche il tentativo di Verstappen, che fino alla fine tenta di rovinare l’ennesimo 1-2 delle stelle d’argento. Alla fine la distanza dal neo campione del mondo è di un solo secondo.
Alla bandiera a scacchi è grande festa Mercedes, che prende tutto il possibile da questo weekend: doppietta e mondiale piloti. Un dominio senza storie per questo 2019: entrambi i mondiali in palio ed entrambi i piloti nelle prime due posizioni. Una grandissima stagione, che ha visto una Mercedes sempre più forte nonostante le 9 pole position Ferrari, sprecate al dir poco malamente.
Piccola curiosità: il continente americano, come detto, si dimostra più che positivo per il pilota inglese. Su 6 mondiali, infatti, sono ben 4 quelli conquistati dall’altra parte del mondo. Nel 2008 in Brasile, con Massa campione del mondo per solo qualche curva. Nel 2017 e nel 2018 in Messico, entrambi con Verstappen vincitore del GP. Quest’anno, invece, si va sempre leggermente più a nord delle tre volte precedenti, con il primo titolo conquistato negli Stati Uniti. Ma i dati statistici non finiscono qui, con la Mercedes che eguaglia i 6 costruttori consecutivi della Ferrari, ma supera la rossa con i 6 mondiali piloti consecutivi (5 di Hamilton e 1 di Rosberg).
Francesco Mascali
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Proprietario, editore e vice direttore di Voci di Città, nasce a Catania nel 1997. Da aprile 2019 è un giornalista pubblicista iscritto regolarmente all’albo professionale, esattamente due anni dopo consegue la laurea magistrale in Giurisprudenza, per poi iniziare la pratica forense presso l’ordine degli avvocati di Catania. Ama viaggiare, immergersi nelle serie tv e fotografare, ma sopra tutto e tutti c’è lo sport: che sia calcio, basket, MotoGP o Formula 1 non importa, il week-end è qualcosa di sacro e intoccabile. Tra uno spazio e l’altro trova anche il modo di scrivere e gestire un piccolo giornale che ha tanta voglia di crescere. La sua frase? «La vita è quella cosa che accade mentre sei impegnato a fare altri progetti»
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