Salutando le tortuose stradine di Singapore non ci resta che dare i voti. Il gp di Marina Bay ci ha restituito Sebastian Vettel, quello capace di conquistare per 4 volte il titolo di campione del mondo, e una doppietta Ferrari che mancava da oltre due anni da Ungheria 2017. Finalmente, dopo 392 lunghissimi giorni, il tedesco vince meritatamente un gran premio e riacquista un po’ di fiducia che aveva smarrito nel corso di questo lungo anno senza successi soprattutto dopo la vittoria scippatagli in Canada. Non è stato un bellissimo gran premio, ritmi eccessivamente blandi all’inizio con pochi tentativi di sorpassi se si escludono quelli di un furioso Daniel Ricciardo che ha provato a recuperare dal fondo dopo la squalifica del sabato. Lo ravviva proprio Vettel nel tentativo di staccare il compagno dopo i pit-stop, ma sempre con vetture meno performanti.
Sebastian Vettel, 10: Finalmente Seb! Stavolta non ci sono commissari troppo severi che possano toglierti quello che è tuo. Il graffio d’orgoglio di un campione del mondo che da tanto, troppo tempo, non tagliava il traguardo prima di tutti. Il primo dei big a rientrare per difendersi da un possibile attacco di quelli dietro, si ritrova, grazie a dei giri monstre, a guidare il gruppo dei big dopo il pit di Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Freddo nel gestire le ripartenze dopo le safety car.
Charles Leclerc, 8,5: Artistico nel dipingere un giro magico al sabato che gli è valso la pole position e freddo allo start. Meno freddo nei team radio dove si è mostrato impulsivo. E’ giovane, spinge per vincere, e mostra la giusta dose di arroganza sportiva, ma c’è sempre Seb davanti. Un totem. Arriverà il tuo momento Charles ma per il momento la doppietta Ferrari era da portare a casa.
Max Verstappen, 7: Conquista un’ottima seconda fila sabato mettendosi davanti a Valtteri Bottas ma in gara non è il solito Max. Capitalizza al massimo l’errore al muretto box Mercedes per ottenere un podio insperato. Torna a bere lo champagne dopo lo 0 di Spa e l’ottavo posto in rimonta di Monza. L’olandese adesso è un pilota senza dubbio più maturo e forte di quanto non lo fosse fino a qualche tempo fa. Siamo ormai sicuri che i prossimi titoli mondiali, Mercedes permettendo, saranno una corsa a 2 tra lui e Leclerc.
Lewis Hamilton, 5: Per poco più di un decimo non toglie la pole al pilotino monegasco ma alla domenica il 44 non ne ha per attaccare. Fissa il posteriore della Ferrari per 20 giri, un pò come accaduto a Monza, ma non prova mai a buttare dentro la sua Mercedes. Non aiutato ai box finisce fuori dal podio dopo 4 gare. Non una bella gara ma ormai il mondiale è lì, anche se un cannibale come lui vorrebbe almeno il podio ad ogni GP.
Valtteri Bottas, 5: Inconcludente in qualifica, evanescente in gara. Oggi ha dimostrato ancora una volta di essere soltanto un buon pilota ma ancor di più ha palesato di non aver la stoffa e la stamina per diventare campione del mondo, forse nemmeno l’ambizione. Peccato Valtteri, a inizio stagione ci stavamo credendo un po’ tutti.
Alexander Albon, 6: Da qualche gara fa il compitino. Basterà per la conferma?
Lando Norris, 7.5 Parte nono in griglia e arriva settimo diventando il primo degli altri come già capitato in Barhain e in Austria. Cresce l’inglesino: magari fra qualche anno lo vedremo costantemente tra i primi, ma dipenderà anche dalla macchina, fin qui troppo lontana dai top team.
Pierre Gasly, 8: Il francese tornato in Toro Rosso sta tornando a essere il pilota solido che conoscevamo. Rimonta fino all’ottava posizione conquistando punti pesanti per sè e per la scuderia. Albon, chiamato a sostituirlo nella più performante Red Bull arriva ancora una volta non tanto distante. Bravo ragazzo.
Nico Hulkenberg, 6: Terza gara a punti per il pilota tedesco che è ancora in cerca di un sedile per la prossima stagione. Sarebbe un peccato se non dovesse ottenerne uno: merita più di altri ma come ben sappiamo la F1 è un mix di talento e soldi e chi porta la valigia piena finisce per avere maggiori possibilità.
Antonio Giovinazzi, 7.5: Riporta in testa a un gran premio l’Alfa Romeo dopo molti decenni e il tricolore a distanza di 10 anni dal GP di Belgio del 2009 (Fisichella si arrese solo a Raikkonen). Il merito più grande del pilota italiano è quello di essere arrivato a punti guidando una monoposto con una sospensione danneggiata dopo il contatto con un’altra monoposto. Senza contare la pessima strategia del muretto, che l’aveva fatto rientrare addirittura al 15esimo posto. Bravo Antonio!
Romain Grosjean, 5.5: Ottiene un rinnovo contrattuale insperato e quindi potrebbe correre con più grinta e determinazione: Invece rimane anonimo per tutta la gara, anche se la vettura non aiuta affatto. Incolpevole nel contatto con Russell.
Carlos Sainz, 5: Vittima di un contatto a inizio gara che gli compromette il solido weekend. Terzo appuntamento dove il pilota spagnolo non raccoglie punti dopo i ritiri in Belgio e Italia. Domenica si corre di nuovo, non sappiamo se per il 55 questa possa essere una bella notizia vista la nuvola fantozziana che lo sta perseguitando. Animo Carlos.
Lance Stroll, 5.5: Guida bene per gran parte della gara e fa anche dei bei sorpassi, alza bandiera bianca a causa di una foratura. Peccato, ma sta dimostrando di valere il sedile comprato dal padre.
Daniel Ricciardo, 5: Penalizzato per uso eccessivo dell’MGU-K nel Q1 poteva scegliere le gomme con le quali partire e provare una rimonta. Non riesce a sfruttare al meglio la Safety car e la rimonta che rimane solo un’idea.
Daniil Kvyat, 4.5; Non una bel weekend per il pilota russo. Forse troppo ottimista nel tentativo in curva 1 con Kimi Raikkonen. Arriva il gp di casa per lui sperando che gli serva da morale e spinta.
Robert Kubica, 6: Termina davanti alla Haas di Magnussen. Tanto basta per ottenere la sufficienza. L’addio alla Williams era già nell’aria, in questo weekend è stato solo confermato. Continua il countdown per la fine dell’incubo: -6.
Kevin Magnussen, 3: Cosa aggiungere? L’aver fatto registrare il miglior tempo in gara non lo salva da una prestazione quasi imbarazzante. L’anno scorso lottava per piazze ben più pregiate. Oggi si ritrova (ancora una volta) nel fondo della griglia. Può festeggiare solo per il sedile riconfermato.
I ritirati:
Kimi Raikkonen, 4: Chiude in curva 1 come se la Toro Rosso non ci fosse, ma non è mai stato in palla durante il weekend. Terzo 0 di fila che fa pensare.
Sergio Perez, 6: Stava facendo la sua onesta gara ma poi l’affidabilità della Racing Point lo lascia a piedi per le strade di Singapore. Avesse una macchina più performante potrebbe farci divertire.
George Russell, 4: Durante quasi tutto il campionato non si trova mai a lottare col gruppo e a Marina Bay forse questo lo ha pagato eccessivamente stringendo a muro Grosjean che non ha potuto evitare il contatto. Capita, è tutta esperienza per il giovane driver della Mercedes.
Antonio Maimone
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