Dopo la seconda giornata della fase campionato di Champions League, l’unica squadra italiana a punteggio pieno e senza gol incassati è l’Inter. I nerazzurri vincono e convincono contro lo Slavia Praga, imponendosi con un netto 3-0 a San Siro nel segno di Lautaro Martínez, autore di una doppietta (di Dumfries l’altra rete degli uomini di Chivu). Giornata positiva anche per Atalanta e Napoli.
Gli uomini di Jurić superano per 2-1 in rimonta il Club Brugge, con Samardžić e Pašalić che rendono vano il gol del momentaneo vantaggio di Tzolis e permettono alla Dea di riscattare le due sconfitte subite ad opera dei belgi nei playoff di Champions dello scorso anno. Gli azzurri, dal canto loro, battono col medesimo risultato lo Sporting Lisbona al Maradona, con Højlund autore dei due gol decisivi, entrambi su assist di De Bruyne. Di Luis Suárez, su rigore, la rete degli ospiti. Pari beffardo, invece, per la Juventus, raggiunta nel finale sul 2-2 dal Villarreal.

Con la doppietta allo Slavia Praga, Lautaro Martínez sale a quota 23 gol in carriera in Champions. (Fonte: Inter).
Dopo la bella vittoria per 2-0 sul campo dell’Ajax, l’Inter riceve lo Slavia Praga a San Siro. Quella che sembra una gara facile, però, nasconde insidie da non sottovalutare per i nerazzurri, che proprio contro i cechi pareggiarono 1-1 in casa nella fase a gironi della stagione 2019-2020. Rispetto a sei anni fa, l’Inter ha maggior esperienza e consapevolezza, avendo vinto due Scudetti e disputato due finali di Champions League. I padroni di casa passano in vantaggio dopo mezz’ora di gioco, con Lautaro Martínez che approfitta di un errore di Staněk e deposita il pallone nella porta sguarnita.
Dopo nemmeno cinque minuti arriva il raddoppio di Dumfries, che insacca da due passi su assist di Thuram. Il francese si rende poi autore di un gran colpo di tacco che permette a Bastoni di pescare Lautaro nel cuore dell’area per il definitivo 3-0 al 65’. Per il Toro si tratta della seconda doppietta allo Slavia Praga dopo quella segnata in trasferta nel 2019-2020. L’Inter estende così la propria striscia di risultati utili consecutivi tra le mura amiche in Champions League, toccando quota diciassette (quattordici vittorie e tre pareggi). L’ultima sconfitta risale alla stagione 2022-2023, contro il Bayern Monaco.
La prova convincente e il netto successo finale premiano ampiamente le scelte di Chivu, che rispetto alla gara di campionato col Cagliari apporta ben sette cambiamenti, schierando dal 1’ Sommer, Bisseck, Acerbi (autore di un gran recupero nell’azione del 2-0), Dumfries (suo il gol del raddoppio), Dimarco, Sučić e Zieliński. L’allenatore nerazzurro rispedisce così al mittente le tante critiche ricevute nelle scorse settimane e porta a casa la quarta vittoria consecutiva tra campionato e Champions, peraltro con un solo gol al passivo.
Tutt’altra musica rispetto a un inizio di stagione che aveva fatto parlare di una squadra in crisi d’identità e troppo fragile in fase difensiva (due sconfitte e sei reti incassate nelle prime tre giornate di Serie A). L’emblema della bontà del lavoro svolto sin qui da Chivu è anche e soprattutto Hakan Çalhanoğlu, tornato a essere padrone del centrocampo nerazzurro dopo un’estate a dir poco tormentata, con il trasferimento al Galatasaray che sembrava ormai cosa fatta.

Lazar Samardžić trasforma con freddezza il rigore del momentaneo 1-1 nel match vinto 2-1 con il Club Brugge. (Fonte: Atalanta B.C.).
Momento simile per l’Atalanta, che con l’Inter non ha in comune solo i colori sociali e la regione. Al pari della Beneamata, infatti, la squadra orobica in estate ha chiuso un ciclo con la fine dell’era Gasperini, affidandosi a Jurić. I risultati iniziali (due punti in due partite con Pisa e Parma) e il gioco espresso avevano fatto storcere e non poco il naso ai tifosi bergamaschi. Dopo aver incassato un pesantissimo poker in casa del PSG nella prima giornata di Champions League, i nerazzurri ospitano il Club Brugge a Bergamo.
Le due novità più importanti in casa Atalanta sono il ritorno di Éderson dall’infortunio e la prima titolarità di Lookman in questa stagione. Al 38’, il Brugge passa in vantaggio con Tzolis, che elude la marcatura di Djimsiti e batte Carnesecchi con un destro a giro su cui il portiere italiano non può nulla. Il 23enne greco prova a ripetersi in avvio di ripresa, ma trova la risposta di Carnesecchi. Poco dopo l’ora di gioco, Jurić decide di giocarsi le carte Samardžić e Sulemana, che rilevano Éderson e Lookman. Proprio Samardžić, al 74’, realizza un calcio di rigore che riaccende le speranze di vittoria della Dea.
Il serbo è grande protagonista anche nell’azione che all’87’ porta al sorpasso: su un suo cross, infatti, Musah prolunga per Pašalić, che da distanza ravvicinata batte Jackers di testa. Il 2-1 finale testimonia la netta inversione di tendenza dell’Atalanta dopo un avvio stagionale complicato. Con pazienza e perseveranza, Jurić inizia a raccogliere i frutti del proprio operato, proprio come Chivu all’Inter.
Buona la prova del 22enne Bernasconi, cui il tecnico croato dà nuovamente fiducia, così come quella di Ahanor, che a soli 17 anni regge benissimo l’impatto col palcoscenico della Champions. La rimonta, inoltre, arriva anche e soprattutto grazie alle mosse vincenti dell’allenatore nerazzurro, che viene ripagato da Zappacosta, Musah, Samardžić e Sulemana, subentrati nel secondo tempo.

Kevin De Bruyne e Rasmus Højlund in grande spolvero: due assist per il belga, doppietta per il danese. (Fonte: Eurosport.it).
Vince 2-1 anche il Napoli, che batte lo Sporting Lisbona e centra il primo successo in questa Champions League. Reduce dalla sconfitta col Milan a San Siro, la squadra di Conte è chiamata al riscatto immediato. Il tecnico dei campioni d’Italia decide di dare spazio a Milinković-Savić, migliore dei suoi nel ko col Manchester City nella prima giornata, e sui rientranti Beukema e Spinazzola. Conta soprattutto, ma non soltanto, vincere. I padroni di casa, infatti, hanno anche bisogno di ritrovare più di una certezza.
Occhi puntati su Kevin De Bruyne, finito nel mirino dopo alcune prestazioni tutt’altro che convincenti e il disappunto mostrato al momento della sostituzione a San Siro. Il belga, da vero campione, non accusa la pressione e al 36’ si rende autore di una gran progressione palla al piede, coronandola con uno splendido assist per Højlund, che non può sbagliare a tu per tu con Rui Silva. Quest’ultimo si oppone poi a un tentativo di Politano. L’esterno azzurro, suo malgrado, è protagonista in negativo poco dopo l’ora di gioco, quando commette un fallo ingenuo su Araújo in area e regala un rigore agli ospiti.
Dagli undici metri, Luis Suárez batte Milinković-Savić. Dopo un quarto d’ora in cui il Napoli fatica a riassestarsi e rischia anche di andare sotto (Pedro Gonçalves spreca da ottima posizione), a togliere le castagne dal fuoco è nuovamente la coppia De Bruyne-Højlund: gran cross del belga dalla sinistra (miglior prestazione all’ombra del Vesuvio per lui) e colpo di testa vincente del danese.
Nel finale, sale in cattedra Milinković-Savić, che con un gran riflesso su un tentativo dell’ex Lecce Hjulmand mette il sigillo sulla prima vittoria in Champions del Napoli. I partenopei mostrano grande capacità di reagire alle avversità e non si scompongono nemmeno dopo l’1-1 dello Sporting. Conte può sorridere, e non solo per i tre punti: i suoi cambi si rivelano azzeccati (positivi gli ingressi di Neres e Lang) e la “grana” De Bruyne è già alle spalle.

Il gol di Francisco Conceição illude la Juventus, fermata sul 2-2 dal Villarreal all’Estadio de la Cerámica. (Fonte: JuventusFC).
Mentre Inter, Napoli e Atalanta fanno festa, la Juventus mastica amaro. Dopo tre vittorie nelle prime tre giornate di campionato, infatti, i bianconeri infilano il quarto pareggio consecutivo tra Serie A e Champions, non andando oltre il 2-2 sul campo del Villarreal e subendo almeno un gol per la quinta gara di fila su sette disputate in stagione. Costretto a fare i conti con due defezioni non di poco conto (out Bremer e Thuram), Tudor schiera per la prima volta in quest’annata Perin tra i pali e riporta Koopmeiners sulla trequarti. L’olandese, in coppia con Yildiz, ha il compito di innescare l’unica punta David, a secco dalla prima giornata di campionato.
Al 18’, un passaggio filtrante dell’ex di turno Renato Veiga manda in porta Mikautadze, con Cambiaso che scivola nel tentativo di anticiparlo e Pépé che serve l’assist per l’1-0 del georgiano, freddo davanti a Perin. Poco dopo, il portiere classe ‘92 salva i bianconeri su un tentativo di Pedraza, deviando il pallone sul palo. La Juventus ribalta il fronte e si rende pericolosa con Yildiz e McKennie, su cui risponde presente Arnau Tenas. Perin si oppone poi anche su Buchanan, evitando il raddoppio.
Dopo l’intervallo, Tudor si gioca la carta Conceição, che rileva un impalpabile Koopmeiners. Un’iniziativa del portoghese non viene sfruttata da David, che riesce nell’impresa di non inquadrare la porta da due passi. Al 49’, Gatti pareggia i conti con una meravigliosa rovesciata su sponda di testa di Kelly, siglando il suo primo gol in carriera in Champions. Sette minuti dopo, Conceição sfrutta un errore in disimpegno di Parejo, si invola verso la porta avversaria e batte Tenas. La Juve prova ad approfittare del momento favorevole per calare il tris, ma David colpisce la traversa col mancino.
Proprio quando la vittoria è ormai a un passo, l’ex Renato Veiga svetta su un corner battuto da Akhomach e segna il gol del 2-2 al 90’. Un pareggio che complica i piani della Juventus, ferma a soli 2 punti in Champions e impegnata col Real Madrid al Bernabéu nella prossima giornata. Tra le poche note liete, il funambolico figlio d’arte Conceiçao, che con le sue sgasate crea non pochi grattacapi alla retroguardia del Villarreal e segna anche un gol che illude i bianconeri. La Juventus va in svantaggio per la terza volta nelle ultime quattro partite e non riesce a invertire la tendenza.
Fonte foto in evidenza: Inter (X).
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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