Si complica il cammino delle squadre italiane verso gli ottavi di Champions League. Juventus, Atalanta e Inter escono sconfitte dalle rispettive trasferte contro Galatasaray, Borussia Dortmund e Bodø/Glimt, nell’andata degli spareggi, mettendo subito in salita la corsa alla qualificazione. Tre battute d’arresto maturate tra difficoltà difensive, episodi decisivi e occasioni non sfruttate, che obbligano ora le squadre italiane a rincorrere nelle gare di ritorno.
Davanti al proprio pubblico serviranno prestazioni di alto livello per evitare una clamorosa eliminazione di massa dalla competizione. Da quando esistono gli ottavi di finale in Champions League, ossia dalla stagione 2002-2003, vi si è sempre qualificata almeno una squadra italiana.
Alle 18:45 di martedì 17 febbraio va in campo la Juventus, ospite del Galatasaray. I bianconeri tornano ad affrontare i turchi poco più di dodici anni dopo il ko per 1-0 sotto la neve ad Istanbul, che precluse agli uomini di Conte la possibilità di accedere agli ottavi. Nei sei precedenti contro il Gala, la Juve è riuscita a ottenere una sola vittoria (2-1 il 17 settembre 2003 ai gironi). Spalletti, che deve fare a meno dei suoi tre centravanti (David, Vlahović e Milik), decide di puntare su McKennie nel ruolo di punta centrale, con Openda che parte dalla panchina.
I padroni di casa, dal canto loro, sfoggiano numerose vecchie conoscenze del calcio italiano, tra cui l’ex Pescara, Sampdoria e Fiorentina Torreira e Lang e Osimhen, entrambi arrivati a Istanbul dal Napoli, con cui il nigeriano ha vinto lo Scudetto da capocannoniere della Serie A. Solo panchina, invece, per l’ex Torino Singo e Icardi (124 reti con la maglia dell’Inter), mentre è squalificato l’ex di turno Lemina. Parte malissimo la serata della Juventus, che dopo appena un quarto d’ora di gioco è già sotto, con Gabriel Sara che approfitta di un errore di Yildiz e batte Di Gregorio.
La reazione degli ospiti non si fa attendere e porta al rapidissimo pareggio di Koopmeiners, che sfrutta una respinta di Çakir su un colpo di testa di Kalulu e sigla il tap in vincente. Al 32’, il centrocampista olandese chiude il triangolo con Cambiaso e va a segno con un gran mancino dal limite. Prima doppietta con la Juventus per il classe ‘98 ex Atalanta, che con la Dea aveva messo a referto l’ultima, ironia della sorte, proprio contro la Juve, nel 2-2 del 10 marzo 2024. In avvio di ripresa, Lang pareggia i conti da due passi dopo una respinta di Di Gregorio su Yilmaz, trovando così il suo primo gol col Galatasaray dopo aver lasciato il Napoli in prestito.
All’ora di gioco, i padroni di casa ribaltano il punteggio con Davinson Sánchez, che beffa Di Gregorio con una deviazione sotto misura sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Gabriel Sara. Al 67’, la Juve resta in dieci uomini in seguito all’espulsione rimediata da Cabal per doppia ammonizione dopo un fallo ingenuo su Barış Yilmaz, il secondo dopo quello che gli era valso il primo cartellino meno di dieci minuti prima. Ne approfittano i turchi, che al 74’ calano il poker con Lang. All’86’ arriva il quinto gol del Gala, con l’ex Bayern Monaco Boey a segno da posizione defilata.
Dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio per 2-1, la Juventus vive una seconda frazione di gioco da dimenticare, incassando ben quattro reti in 37’. I bianconeri non avevano mai subito cinque gol in una partita di Champions League. La loro peggior sconfitta risulta un 7-0 sul campo degli austriaci del Wiener SC il 1 ottobre 1958, quando il torneo si chiamava ancora Coppa dei Campioni. Ribaltare il risultato al ritorno, pur potendo contare sul supporto del pubblico di casa, sarà un’impresa ai limiti dell’impossibile per gli uomini di Spalletti.
Scivolata a -15 dall’Inter capolista in Serie A dopo la sconfitta coi nerazzurri a San Siro ed eliminata dalla Coppa Italia per mano dell’Atalanta ai quarti, alla Juventus resta soltanto la Champions per provare ad impreziosire una stagione tutt’altro che semplice. Qualora dovesse arrivare l’eliminazione ai playoff, la Vecchia Signora dovrà necessariamente rivolgere tutte le sue attenzioni alla lotta per entrare tra le prime quattro in campionato, che a quel punto rimarrebbe l’unico vero obiettivo.
Traguardo a cui punta anche l’Atalanta, rivitalizzata dalla cura Palladino. Dal suo arrivo, la Dea ha ottenuto nove vittorie in quattordici partite in campionato, nonché otto risultati utili consecutivi, risalendo la china e portandosi a ridosso dei primi quattro posti. Vanno meno bene, invece, le cose in Champions League, in cui il tecnico campano ha ottenuto le stesse vittorie del suo precedessore Jurić, ma anche due sconfitte in più. Nella gara d’andata dei playoff, gli orobici affrontano il Borussia Dortmund. Le due squadre tornano ad affrontarsi otto anni dopo il testa a testa nei sedicesimi di finale di Europa League nel 2017-2018, in cui a prevalere furono i gialloneri (3-2 a Dortmund dopo l’1-1 dell’andata a Bergamo).
Il calcio d’inizio viene posticipato di un quarto d’ora in seguito all’arrivo in ritardo del pullman del Borussia, bloccato nel traffico. Dopo appena tre minuti, Ryerson con un cross dalla destra pesca Guirassy nel cuore dell’area e l’attaccante guineano batte Carnesecchi di testa, siglando il suo quinto gol nelle ultime quattro partite tra Bundesliga e Champions. Nel finale della prima frazione di gioco, Anton ci prova di testa su un cross su punizione di Ryerson, ma mette alto sopra la traversa. Poco dopo, il Dortmund raddoppia con Beier, che non sbaglia da due passi su assist di uno scatenato Guirassy, MVP della serata.
Dopo un primo tempo molto complicato per gli ospiti, che non riescono mai a rendersi realmente pericolosi, se non con un paio di occasioni griffate Zalewski, il copione non cambia nella ripresa. Palladino getta nella mischia Krstović, Sulemana, Samardžić e Bellanova, ma Kobel e compagni non corrono alcun rischio degno di nota. Il 2-0 finale per il Borussia Dortmund rappresenta la terza sconfitta consecutiva in Champions League per l’Atalanta, dopo quelle con Athletic Bilbao e Union Saint-Gilloise.
L’Inter è di scena sull’ostico campo del Bodø/Glimt. Chivu dà fiducia a Pio Esposito, che parte dal primo minuto in coppia con capitan Lautaro Martínez. Dopo appena 5’, il Toro ha la grande chance per portare in vantaggio i suoi: ricevuto da Sučić, che approfitta di un errore di Haikin, l’attaccante argentino si vede però ribattere il tiro da Gundersen. Al 20’, Sondre Fet porta in vantaggio il Bodø, battendo Sommer su assist di tacco di Høgh a coronamento di una splendida azione dei padroni di casa.
Poco dopo, l’Inter sfiora il pari, con Darmian che colpisce il palo a botta sicura. L’1-1 arriva alla mezzora di gioco e porta la firma di Pio Esposito, che si gira in area e trova la sua settima rete stagionale. A tre minuti dall’intervallo, Bjørkan salva il Bodø, deviando in corner un tiro cross di Carlos Augusto. In avvio di ripresa, Lautaro Martínez colpisce il palo con un tiro deviato da Bjørtuft. Poco dopo l’ora di gioco, il Bodø/Glimt torna in vantaggio con l’ex Milan Hauge, che riceve da Høgh e non lascia scampo a Sommer con un tiro che si insacca sotto la traversa.
Due minuti dopo, i norvegesi calano il tris con Høgh, in grande spolvero. Dopo aver messo a referto due passaggi vincenti, il danese si mette in proprio e va a segno su assist di Blomberg, mettendo il punto esclamativo sul successo degli uomini di Knutsen. L’Inter diventa così la quarta squadra italiana a perdere sul campo del Bodø/Glimt, dopo Sampdoria (3-2 in Coppa delle Coppe nel 1994-1995), Roma (6-1 e 2-1 in Conference League nel 2021-2022) e Lazio (2-0 in Europa League lo scorso anno). Serata mesta e amara per i nerazzurri, che perdono anche Lautaro Martínez, sostituito al 61’ per un problema al polpaccio.
Fonte foto in evidenza: FK Bodø/Glimt (X).
Dennis Izzo
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