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Champions League: Inter inarrestabile, il Napoli cola a picco
23 Ottobre 2025
Champions League

Champions League: Inter inarrestabile, il Napoli cola a picco

Home » Voci di Sport » Champions League » Champions League: Inter inarrestabile, il Napoli cola a picco

La terza giornata di Champions League è in archivio e il bilancio per le squadre italiane è tutt’altro che incoraggiante. Una sola vittoria, il poker con cui l’Inter asfalta l’Union Saint-Gilloise a domicilio e centra il settimo successo consecutivo tra tutte le competizioni. Ben due, invece, le sconfitte, di cui l’inatteso e roboante tracollo del Napoli, travolto dal PSV a Eindhoven con un tennistico 6-2, e il ko di misura della Juventus col Real Madrid (1-0 al Bernabéu).

Solo 0-0, invece, per l’Atalanta in casa con lo Slavia Praga, con la Dea che resta imbattuta tra campionato e Champions nelle ultime sei partite: l’ultima, e sin qui unica, sconfitta stagionale per gli orobici risulta quella maturata proprio in Champions contro i campioni in carica del PSG al Parco dei Principi.

Champions League, Inter rullo compressore

L’inizio di stagione deludente aveva fatto storcere il naso ai tifosi nerazzurri, ancora scottati dalla pesantissima sconfitta in finale di Champions League contro il Paris Saint-Germain e dall’addio a sorpresa di Simone Inzaghi. Chivu, però, ha fatto tesoro degli errori commessi nelle prime uscite e pare aver trovato il bandolo della matassa. Con il poker rifilato all’Union Saint-Gilloise diventano sette le vittorie tra campionato e Champions per l’Inter, che rilancia prepotentemente le proprie ambizioni su tutti i fronti.

Dopo un avvio difficile, i nerazzurri prendono in mano il pallino del gioco, dominando in lungo e in largo e archiviando la pratica prima dell’intervallo, con le reti di Dumfries prima, autore di una zampata da consumato goleador sugli sviluppi di un corner, e Lautaro Martínez, a segno un gran destro sotto l’incrocio per finalizzare nel migliore dei modi un magistrale contropiede dei suoi. L’argentino risulta decisivo anche nella propria metà campo con un salvataggio provvidenziale sulla linea. Nella ripresa arriva il tris di Çalhanoğlu su rigore e il primo gol in carriera in Champions per Pio Esposito.

L’Inter resta così a punteggio pieno, a pari merito con Real Madrid, Arsenal, Bayern Monaco e Paris Saint-Germain. Tra le (tantissime) note liete per Chivu, Sommer è tornato un’autentica garanzia dopo le difficoltà di inizio stagione. Oltre a ciò, Bonny e Pio Esposito, entrambi in grande spolvero, non fanno rimpiangere l’assenza di Thuram e la retroguardia è sempre più solida (terzo clean sheet in altrettante partite in Champions).

Napoli, disfatta senza attenuanti

Tutt’altro umore in casa Napoli, con gli azzurri costretti a fare i conti con la quarta sconfitta di fila in trasferta. Dopo Manchester City, Milan e Torino, infatti, i campioni d’Italia cadono anche col PSV. Una caduta rovinosa, con il tennistico 6-2 finale in favore degli olandesi che fotografa perfettamente la portata del tracollo di McTominay e compagni. Lo scozzese illude i suoi con un colpo di testa vincente su cross di Spinazzola dalla sinistra poco dopo la mezz’ora di gioco. È un fuoco di paglia.

Passano quattro minuti e il PSV pareggia con un’autorete di Buongiorno propiziata da un cross di Perišić. La partita del Napoli, di fatto, finisce qui. Al 39’, Schouten manda in porta Saibari, che a tu per tu con Milinković-Savić non può sbagliare. Nel secondo tempo, gli olandesi completano l’opera con Dennis Man (doppietta), Ricardo Pepi e Driouech. Gli uomini di Bosz mettono alle corde il Napoli, che al 76’ perdono Lucca (rosso diretto per proteste) e dieci minuti dopo dimezzano lo svantaggio con McTominay, prima di affondare definitivamente sotto i colpi dei padroni di casa.

Male, malissimo la retroguardia azzurra. Sei gol subiti e tanti errori di lettura di capitan Di Lorenzo, Beukema, che commette un grave errore nell’azione che porta al raddoppio del PSV, e Buongiorno, saltato con troppa facilità da Mauro Júnior in occasione del terzo gol. Si salvano davvero in pochi (Spinazzola e McTominay su tutti), com’è inevitabile che sia in una serata disastrosa per il Napoli e per Antonio Conte, che subisce la peggior sconfitta della sua carriera. E sabato al Maradona arriva l’Inter.

Si complica il cammino della Juventus

Dopo due pareggi, il rocambolesco 4-4 col Borussia Dortmund e il 2-2 col Villarreal, la Juventus incassa la sua prima sconfitta stagionale in Champions sul campo del Real Madrid. Si tratta, inoltre, del secondo ko consecutivo per i bianconeri, battuti dal Como nello scorso weekend di Serie A. Momento particolarmente complicato per la Vecchia Signora, che non ha vinto nemmeno una delle ultime sette partite disputate tra tutte le competizioni. Non accadeva dalla stagione 2008-2009, quando in panchina c’era Claudio Ranieri, che poi venne sostituito da Ciro Ferrara.

La squadra di Tudor lotta e ha tante occasioni in serie per colpire, ma David e Openda non riescono a riscattarsi. Il primo è fermo al gol segnato contro il Parma alla prima giornata di campionato, il secondo è ancora a secco. Proprio i due combinano bene in un’azione in contropiede potenzialmente pericolosa, ma il belga aspetta troppo per calciare e viene murato. Da segnalare anche la ghiotta occasione per Vlahović, che si invola verso la porta avversaria e scarica un diagonale potente che Courtois respinge. Al Real basta un tap-in vincente di Bellingham al 57’: Vinícius colpisce il palo con un diagonale mancino e l’inglese è lesto nell’insaccare a porta sguarnita il gol che decide la gara.

A un avvio di stagione incoraggiante ha fatto seguito un prosieguo molto tortuoso, con cinque pareggi di fila e due sconfitte in serie, per un magro, magrissimo bottino di appena cinque punti su ventuno disponibili. Il calendario europeo della Juventus è tutt’altro che proibitivo (Sporting Lisbona, Pafos e Benfica in casa, Bodø/Glimt e Monaco in trasferta), ma l’andamento non è dei migliori, la difesa non offre garanzie e l’attacco è ingolfato (quattro gol segnati e sette subiti nelle ultime sei partite).

Occasione sprecata per l’Atalanta?

Reduce dal bel successo in rimonta contro il Club Brugge, che aveva fatto dimenticare lo sciagurato ko per 4-0 all’esordio col Paris Saint-Germain, l’Atalanta non riesce ad assicurarsi la seconda vittoria consecutiva in Champions, non andando oltre lo 0-0 interno con lo Slavia Praga. Un punto che tiene viva la striscia positiva della Dea, imbattuta proprio dalla sopracitata gara coi parigini (due vittorie e quattro pareggi nelle ultime sei partite disputate tra Serie A e Champions League). Di contro, la squadra bergamasca ha vinto soltanto una delle ultime cinque gare.

I padroni di casa sbattono su Marković, che nel primo tempo è attento sui tentativi di Kossounou, De Ketelaere e Krstović e nella ripresa si ripete su Sulemana e Scamacca. Non stanno a guardare i cechi, che impegnano a più riprese Carnesecchi, bravissimo a rispondere presente su un destro di Moses nel finale della prima frazione di gioco e su una punizione di Provod a inizio secondo tempo. Sul piano del gioco la Dea c’è, trascinata dalle sontuose giocate di un ispiratissimo De Ketelaere. In quanto a concretezza, invece, c’è ancora molto da lavorare, con gli attaccanti che continuano a fare fatica. Male Krstović e poco cinico Lookman, mentre Scamacca è parzialmente giustificato dal lungo periodo di stop per infortunio.

Tre punti contro i cechi sarebbero stati preziosissimi, anche e soprattutto perché molte delle prossime sfide europee appaiono decisamente più complicate, perlomeno sulla carta. L’Atalanta, infatti, dovrà affrontare due trasferte a dir poco insidiose (Marsiglia di De Zerbi, capolista in Ligue 1, ed Eintracht Francoforte), per poi ricevere a Bergamo il Chelsea di Maresca campione del mondo in carica e l’Athletic Bilbao e chiudere la fase campionato con la sfida con l’Union Saint-Gilloise in Belgio.

Fonte foto in evidenza: Inter (X)

Dennis Izzo

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Dennis Izzo

About Dennis Izzo

Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.

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