La fase campionato della Champions League è finalmente iniziata e le squadre italiane hanno vissuto una prima giornata intensa, ricca di emozioni contrastanti. Dalla rimonta folle della Juventus al crollo dell’Atalanta, passando per la solidità dell’Inter e le difficoltà del Napoli contro il Manchester City, i primi novanta minuti europei hanno già tracciato spunti interessanti su quello che ci attende.
La prima giornata della Champions League 2025-2026 racconta un’Italia a due facce. Da un lato, la Juventus e l’Inter mostrano carattere e concretezza: i bianconeri con una rimonta da thriller col Borussia Dortmund (da 2-4 a 4-4 nel recupero), i nerazzurri con una vittoria cinica per 2-0 sul campo dell’Ajax.
Dall’altro, Atalanta e Napoli – sconfitte rispettivamente in casa di PSG (4-0) e Manchester City (2-0) – pagano il divario tecnico e gli episodi negativi, tornando a casa senza punti e con più dubbi che certezze. Il cammino è ancora lungo: nella league phase, gli equilibri possono cambiare in fretta. Ma i primi segnali indicano che l’Italia potrà comunque dire la sua nel corso del torneo.

Dušan Vlahović protagonista dalla panchina: il serbo trascina la Juventus con due gol e un assist nel pari col Dortmund. (Fonte: JuventusFC).
All’Allianz Stadium di Torino va in scena un match che resterà a lungo nella memoria di tifosi e appassionati. Juventus e Borussia Dortmund danno vita a un 4-4 pirotecnico, otto gol totali (tutti nel secondo tempo) e tante emozioni. La Juve, dopo una partenza a singhiozzo in cui fa fatica a tenere testa al possesso palla dei tedeschi, mostra grande cuore rimontando il doppio svantaggio nel finale con le reti di Vlahović e Kelly, ma le fragilità difensive restano un campanello d’allarme.
Il lato positivo è la reazione: sotto di due gol, i bianconeri non mollano e sfruttano al massimo l’ingresso di Dušan Vlahović. Il centravanti serbo è sempre particolarmente ispirato quando parte dalla panchina (quattro gol e un assist in quattro partite tra campionato e Champions da subentrato). La sua doppietta e l’assist per il gol del pareggio di Kelly evitano un ko che pareva quasi scontato per come si erano messe le cose. Brilla anche la stella di Kenan Yildiz, che va a segno con un capolavoro a giro alla Del Piero e manda splendidamente in porta Vlahović per la rete del 2-2.
Il lato negativo, invece, è la vulnerabilità della retroguardia: subire quattro reti in casa, contro un avversario certamente competitivo ma non irresistibile, lascia perplessità sulla tenuta mentale e tattica della squadra. Male Di Gregorio, tutt’altro che impeccabile in occasione del gol dell’1-2 di Nmecha e disastroso sul tiro di Yan Couto per il terzo gol del Dortmund. Non è da meno il terzetto difensivo composto da Kalulu, Bremer e Kelly, con quest’ultimo che si salva in virtù del colpo di testa del definitivo 4-4 a tempo praticamente scaduto.
Tudor attinge alle numerose risorse in panchina e viene premiato dai subentrati, Vlahović in testa. Deludono, invece, Koopmeiners e David, entrambi partiti da titolari ma incapaci di lasciare il segno. Il bicchiere resta mezzo pieno: lo spirito europeo, fatto di rimonte e carattere, sembra esserci. Per andare il più in fondo possibile, però, servirà un equilibrio difensivo decisamente diverso.

L’esultanza di Marcus Thuram, autore di una doppietta di testa in casa dell’Ajax come Hernán Crespo nel 2002-2003. (Fonte: Inter).
Finalista della scorsa edizione, l’Inter riparte da una vittoria con l’Ajax ad Amsterdam per dimenticare la batosta col PSG a Monaco di Baviera e, soprattutto, le due recenti sconfitte con Udinese e Juventus in campionato. Il 2-0 firmato da Marcus Thuram (doppietta di testa su calcio d’angolo, entrambi battuti da un ispiratissimo Calhanoglu) mette in evidenza la grande capacità dei nerazzurri di sfruttare ogni situazione a proprio favore, nonostante un momento non particolarmente esaltante.
La forza dell’Inter è la compattezza. Gli olandesi, provano a sorprendere con ritmo e pressing alto, ma la difesa nerazzurra risponde con ordine, guidata dal solito Bastoni e da un Sommer chiamato a rispondere presente dopo le recenti incertezze. Serata tranquilla per il portiere svizzero, che si fa apprezzare per una grande parata su Godts sullo 0-0 e mostra sicurezza e personalità. Thuram non fa rimpiangere la pesante assenza di Lautaro Martínez, facendo la differenza con il suo sempre più spiccato fiuto sotto porta.
L’attaccante francese tocca quota cinque gol stagionali in quattro partite tra tutte le competizioni. Suo padre Lilian lo aveva scherzosamente “bacchettato” per la sua scarsa pericolosità di testa e lui risponde con ben due reti di testa. Da segnalare anche l’esordio da titolare del giovane attaccante Francesco Pio Esposito (20 anni compiuti lo scorso 28 giugno), che prende il posto di Lautaro e offre una prestazione più che positiva, facendosi apprezzare per l’impegno profuso e un ottimo spirito di squadra.
Il dato interessante è la crescente importanza dei calci piazzati: due gol nati da corner evidenziano la preparazione tattica e l’attenzione ai dettagli. Un segnale da non sottovalutare: in una competizione equilibrata come la Champions League, i piazzati possono spostare gli equilibri. Dopo un inizio di stagione tutt’altro che esaltante, l’Inter di Chivu porta a casa una vittoria fondamentale, soprattutto per il morale di una squadra che intende finalmente spiccare il volo.

Carnesecchi para un rigore a Barcola: una delle poche note positive in una serata da dimenticare per l’Atalanta. (Fonte: Atalanta B.C.).
Pochi mesi dopo la roboante vittoria per 5-0 nella finalissima di Champions League contro l’Inter, il Paris Saint-Germain travolge un’altra squadra italiana nerazzurra, ossia l’Atalanta, sconfitta 4-0 a Parigi. Una serata da incorniciare per i campioni in carica, che con due ex Serie A, Marquinhos e Kvaratskhelia, colpiscono la Dea tra l’inizio e la fine del primo tempo. Due gol per tempo per i parigini, che nella ripresa dilagano con Nuno Mendes in avvio e Gonçalo Ramos nel recupero.
L’Atalanta non riesce quasi mai a rendersi pericolosa. Pochi, pochissimi spunti positivi per gli orobici, tra cui l’esperienza per i più giovani, che hanno potuto misurarsi con campioni di livello mondiale. Da dimenticare, però, la prova del debuttante Bernasconi, che non riesce minimamente a contenere Hakimi e Kvaratskhelia, così come quella di Maldini, che peraltro sbaglia in occasione del gol del vantaggio di Marquinhos.
Una nota lieta, invece, è la prestazione di Carnesecchi, che si rende autore di parate determinanti per impedire un passivo maggiore, tra cui quella sul rigore di Barcola. Il percorso è appena iniziato e ci saranno sfide più alla portata, ma per reggere l’urto delle big europee servirà una crescita rapida, soprattutto nell’approccio mentale.
Reduce da un avvio stagionale stentato, la squadra di Jurić non era certo chiamata a fare l’impresa sul campo dei detentori della Coppa dalle grandi orecchie, ma al contempo ci si attendeva una Dea spregiudicata e che provasse a imporre il proprio gioco, come fatto a più riprese nei nove anni con Gasperini in panchina, anche contro squadre più forti e blasonate.

Di Lorenzo stende Haaland al limite dell’area e viene espulso al 20’: il Napoli in dieci viene poi sconfitto 2-0 dal City. (Fonte: OneFootball).
Sconfitta anche per il Napoli, battuto 2-0 dal Manchester City. Gara sin da subito in salita per gli azzurri, costretti a fare i conti con l’espulsione di Di Lorenzo dopo soli 20’ di gioco. Il capitano atterra Haaland al limite dell’area e lascia i suoi in inferiorità numerica. I campioni d’Italia provano a restare compatti, ma il pressing degli inglesi è costante e non dà modo agli ospiti di prendere fiato. Il Napoli resiste fino a poco prima dell’ora di gioco, quando il solito Erling Haaland apre le marcature con un bel colpo di testa su assist di Foden.
Gol numero 50 in Champions League per l’implacabile bomber norvegese. Il raddoppio arriva poco meno di 10’ più tardi, con Doku che manda a vuoto i difensori azzurri e fulmina Milinković-Savić con un mancino a incrociare sul secondo palo. Il portiere serbo è il migliore tra le file del Napoli, con le sue parate che tengono a galla gli ospiti nel primo tempo. L’ex Torino è monumentale su un destro dalla distanza di Rodri al 37’ e si ripete pochi minuti più tardi sui tentativi di testa di O’Reilly e Rúben Dias.
Al pari di Milinković-Savić, Politano vive una serata molto positiva, facendosi apprezzare per la sua abnegazione nella metà campo difensiva. Deludente, invece, la prova di Anguissa, che non riesce a incidere. Nonostante la sconfitta, il Napoli può essere soddisfatto per la capacità di resistere in dieci uomini per quasi 40’ e di concedere soli due gol nonostante la pressione altissima dei padroni di casa. La squadra di Conte mantiene un minimo di ordine tattico e riesce a non subire un passivo pesante.
Primo ko stagionale per i partenopei, che non riescono a trovare il loro primo successo all’Etihad. Nelle tre sfide giocate sul campo del Manchester City, infatti, il Napoli ha messo insieme un pareggio (1-1 nel 2011-2012) e due sconfitte (2-1 nel 2017-2018 e 2-0 quest’anno). L’unica squadra italiana capace di imporsi sul campo dei Citizens risulta essere la Juventus, che vinse 2-1 nella fase a gironi della Champions League 2015-2016.
Fonte foto in evidenza: Inter (X).
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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