Penultima giornata di Champions League agrodolce per le squadre italiane, con Napoli, Inter e Atalanta che racimolano appena un punto in tre, peraltro non particolarmente utile ai fini della classifica, e compromettono la propria posizione in ottica passaggio del turno. Gli azzurri non vanno oltre l’1-1 sul campo del Copenhagen, facendosi raggiungere dai danesi nonostante la superiorità numerica per più di un tempo.
Lautaro e compagni, dal canto loro, cadono per 3-1 contro l’Arsenal a San Siro, incassando la terza sconfitta consecutiva in campo europeo. Sconfitta in casa anche per la Dea, battuta 3-2 in rimonta dall’Athletic Bilbao. Vince soltanto la Juventus, che batte 2-0 il Benfica di Mourinho tra le mura amiche grazie alle reti di Thuram e McKennie.
Al Parken di Copenhagen, il Napoli va a caccia di una vittoria a dir poco fondamentale per tenere vivo il sogno qualificazione agli ottavi di finale. L’ultimo successo in trasferta in Champions dei campioni d’Italia in carica risale addirittura al 24 ottobre 2023 (1-0 in casa dell’Union Berlino, con Rudi Garcia in panchina). Da quel momento in poi, il Napoli ha totalizzato cinque sconfitte in altrettante gare, con cinque gol fatti e ben diciassette subiti. Emergenza totale per Antonio Conte, che deve fare a meno di Meret, De Bruyne, Anguissa, Neres, Lukaku, Politano, Rrahmani e Gilmour e non può fare affidamento su Mazzocchi e Marianucci, entrambi fuori dalla lista Champions.
Alla mezzora di gioco, Delaney commette un duro intervento su Lobotka. Richiamato al VAR, l’arbitro Peljto, che inizialmente aveva lasciato proseguire il gioco, col pallone in possesso del Napoli, e ammonito il centrocampista danese, decide di estrarre il cartellino rosso. Il Copenhagen deve dunque affrontare il resto del primo tempo, più tutto il secondo, in inferiorità numerica. Ne approfittano subito gli ospiti, che al 39′ passano in vantaggio con McTominay.
Sugli sviluppi di un corner battuto da Elmas, lo scozzese va a segno di testa, siglando il suo quarto gol in questa edizione della Champions League. Nella ripresa, però, gli uomini di Conte staccano la spina e vengono puniti a circa 20′ dal termine: Buongiorno stende Elyounoussi con un colpo d’anca in area di rigore, Larsson si fa intercettare il tiro dagli undici metri da Milinković-Savić ma è lesto nel ribadire in rete il tap-in vincente.
Nel finale, Olivera impegna seriamente Kotarsi di testa (bravo il portiere croato a deviare in angolo in tuffo) e Lucca non riesce a trovare il gol, solissimo in area, seppur da posizione defilata, con il suo destro di controbalzo che termina alto. L’1-1 finale sa di beffa per il Napoli, obbligato di fatto a non sbagliare nell’ultimo incontro della fase campionato, contro il Chelsea al Maradona mercoledì prossimo. Attualmente al ventitreesimo posto con appena 8 punti in sette partite, i partenopei sono virtualmente ai playoff, cui prendono parte le squadre dal nono al ventiquattresimo posto.
A San Siro, l’Inter vuole ritrovare una vittoria che in Europa manca dal 5 novembre scorso. Dopo due sconfitte piuttosto beffarde nelle ultime due giornate, rispettivamente contro Atlético Madrid e Liverpool, i nerazzurri ricevono l’Arsenal in un intrigante duello tra la capolista in Serie A e la prima della classe in Premier League e in Champions (sei vittorie su sei). I Gunners sbloccano il match dopo soli dieci minuti, con Gabriel Jesus che interviene in spaccata su un tiro sporco di Timber e batte Sommer.
Gli uomini di Chivu trovano subito la forza di reagire, pareggiando al 18′ con Sučić. La difesa dell’Arsenal si oppone ai tentativi di Thuram e Barella, la palla arriva al limite dell’area e il centrocampista croato tira fuori il coniglio dal cilindro, superando Raya con un gran destro che si insacca sotto il sette. Gli ospiti non si abbattono e alla mezzora tornano avanti, ancora una volta con Gabriel Jesus. Il brasiliano va a segno da due passi di testa su sponda di Trossard sugli sviluppi di un corner, marchio di fabbrica dei londinesi. Poco dopo l’ora di gioco, Chivu manda in campo Pio Esposito e il giovane attaccante, al primo pallone toccato, va vicinissimo al pareggio con una girata in area che termina a lato.
All’84’, Gyökeres archivia la pratica con un destro a giro che non lascia scampo a Sommer, finalizzando nel migliore dei modi il contropiede dei Gunners e regalando il settimo successo in altrettante gare in questa Champions League ai ragazzi di Arteta. Dopo un ottimo avvio in campo europeo, con quattro vittorie nelle prime quattro giornate contro Ajax, Slavia Praga, Union Saint-Gilloise e Kairat Almaty, undici gol fatti e una sola rete subita, i nerazzurri hanno cambiato decisamente marcia, in negativo.
Tre sconfitte nelle ultime tre gare in Europa per l’Inter, battuta da Atlético Madrid, Liverpool e Arsenal. Dalla possibile lotta per il primato nella fase campionato, i nerazzurri si ritrovano invischiati nel gruppone delle sedici squadre che prenderanno parte ai playoff, essendo attualmente noni con 12 punti. Battendo il Borussia Dortmund in trasferta nell’ultima giornata, l’Inter potrebbe staccare il pass per la qualificazione diretta agli ottavi, ma non ha in mano il proprio destino. Anche una vittoria, infatti, potrebbe non bastare.
Reduce da due vittorie consecutive e tre risultati utili in tre partite con Spalletti in panchina in Champions League, la Juventus ospita il Benfica di José Mourinho con l’obiettivo di rialzare immediatamente la testa dopo il beffardo ko col Cagliari in campionato. Il primo tempo è all’insegna dell’equilibrio, con le due squadre che non si fanno male e vanno all’intervallo sullo 0-0. Due le occasioni degne di nota, una per parte: il tentativo di Yildiz che termina di poco a lato al 18′ e il diagonale mancino di Sudakov al 23′, su cui non si fa cogliere impreparato Di Gregorio.
Chances anche per Prestianni e Miretti, ma entrambi non inquadrano la porta: il primo con un destro dal limite al 25′, il secondo con un colpo di testa al 36′. In avvio di ripresa, prima McKennie sfiora il vantaggio al 54′, calciando a botta sicura su un cross basso di Kalulu (fondamentale, nella circostanza, l’ottimo riflesso di Trubin), poi Thuram torna a segnare dopo quattro mesi con un destro vincente sul primo palo. L’1-0 galvanizza i padroni di casa, che al 64′ raddoppiano con McKennie. L’americano scambia con David e non sbaglia a tu per tu con Trubin.
Il Benfica pare alle corde, ma le squadre di Mourinho, si sa, sono dure a morire. Al 69′ Aursnes colpisce il palo di testa su un cross da calcio d’angolo di Schjelderup. Tre minuti più tardi, Pavlidis calcia al volo col mancino in area, con Locatelli che si oppone e devia la conclusione del greco. Al 74′, Conceição crossa dalla destra e un rimpallo su Dedić rischia di beffare Trubin: a salvarlo è soltanto il palo. All’80’, l’arbitro Gözübüyük assegna un rigore al Benfica per un fallo di Bremer su Barreiro Martins. Pavlidis si incarica della battuta, ma scivola al momento del tiro e calcia a lato.
Il 2-0 finale permette alla Juventus di assicurarsi la terza vittoria di fila in Champions League e salire a quota 12 punti, a una sola lunghezza dall’ottavo posto. I bianconeri, che hanno ipotecato la partecipazione ai playoff, proveranno a centrare la qualificazione diretta nell’ultima giornata della fase campionato sul campo del Monaco. Tanti spunti interessanti per Spalletti, a partire dalla buonissima prova della coppia di centrocampo Locatelli-Thuram, mentre continua a fare fatica Cambiaso.
Protagonista di un’ottima campagna europea sin qui, con una sola sconfitta e ben tre vittorie di fila, di cui due sotto la guida di Palladino, l’Atalanta affronta l’Athletic Bilbao a Bergamo. Poco dopo un quarto d’ora di gioco, Scamacca porta in vantaggio la Dea con un colpo di testa vincente su un cross di Zalewski. Nel finale della prima frazione di gioco, i padroni di casa sfiorano il raddoppio in più occasioni: Bernasconi va a un passo dal secondo palo con un tiro a incrociare al 37′, Unai Simón salva l’Athletic sui tentativi di Scamacca prima e dello stesso Bernasconi poi al 39′.
In occasione di quest’ultima azione, però, Makkelie ferma il gioco per via della posizione di fuorigioco dell’attaccante della Nazionale. Al 41′, quest’ultimo firma la doppietta personale su assist di De Ketelaere, ma anche in questo caso l’arbitro ravvisa una posizione irregolare, stavolta del belga. A due minuti dal termine, proprio CDK colpisce il palo di testa su cross di Zalewski su un calcio di punizione dalla destra. Al 10′ del secondo tempo, De Ketelaere appoggia per Zappacosta, che dal limite dell’area calcia di prima a incrociare col destro, sfiorando il 2-0. Tre minuti dopo, come un fulmine a ciel sereno, arriva il pareggio dell’Athletic Bilbao, con Guruzeta che sfrutta la sponda di Navarro, si ritrova a tu per tu con Carnesecchi e non sbaglia.
L’Atalanta non riesce a rispondere a tono e a venti minuti dal termine viene colpita nuovamente, stavolta da Nico Serrano. Pescato da Navarro in area con un cross dalla destra, il classe 2003 fredda Carnesecchi con un mancino di prima intenzione. Dopo due passaggi vincenti per entrambe le reti dei suoi, Navarro si mette in proprio al 74′, quando un anticipo di Sancet su Kossounou lo manda a tu per tu con Carnesecchi e gli permette di calare il tris. A pochi istanti dal termine, Krstović riapre il match andando a segno a porta vuota su assist di Lookman, ma il gol del montenegrino non basta a evitare la sconfitta della Dea.
Un ko pesante per la squadra di Palladino, avanti 1-0 all’intervallo e virtualmente terza in classifica, che scivola al tredicesimo posto. Serata da dimenticare per la retroguardia nerazzurra, con Djimsiti, Kossounou e Kolašinac che vivono un secondo tempo da horror, sbandando completamente dal pareggio di Guruzeta in poi. Tra le (poche) note liete della serata, l’ottima prova del reparto offensivo nel primo tempo e l’ingresso più che convincente di Lookman, fresco di rientro dalla Coppa d’Africa. Nell’ultima giornata, l’Atalanta se la vedrà con l’Union Saint-Gilloise a Bruxelles.
Fonte foto in evidenza: JuventusFC (X).
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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