Una serata decisamente da dimenticare per l’Atalanta, senza alcun dubbio la peggiore nella (breve) storia degli orobici in Champions League. Dallo storico piazzamento ai quarti di finale nell’anno della prima partecipazione al torneo (2019-2020) ad oggi, infatti, la Dea non aveva mai subito una sconfitta così pesante in campo europeo. Prima del 6-1 incassato col Bayern Monaco tra le mura amiche, il peggior ko per l’Atalanta risultava il 5-0 con cui il Liverpool si impose a Bergamo nel novembre 2020 nella fase a gironi.

Il Bayern Monaco annienta l’Atalanta a Bergamo e ipoteca il passaggio ai quarti di finale di Champions League. (Fonte: FC Bayern München).
Che i bavaresi, primi della classe in Germania e reduci da ben sette vittorie in otto gare nella fase campionato di Champions League, fossero un ostacolo a tratti insormontabile era cosa nota. L’ottimo ruolino di marcia dell’Atalanta contro le squadre tedesche (sette vittorie nelle ultime tredici partite) e le certezze ritrovate dagli orobici sotto la guida di Palladino, però, lasciavano ben sperare. L’ultima squadra italiana rimasta in corsa in Champions League, dopo le eliminazioni di Napoli, Juventus e Inter, dovrà compiere un vero e proprio miracolo a Monaco di Baviera per evitare un’eliminazione che appare ormai inevitabilmente scontata.
Il Bayern Monaco domina in lungo e in largo sin dalle prime battute, sbloccando il match dopo poco più di dieci minuti con Stanišić, a segno da distanza ravvicinata su cross di Gnabry. Nel giro di tre minuti, tra il 22′ e il 25′, gli ospiti archiviano la pratica con Olise, che brucia Bernasconi e beffa Carnesecchi col mancino, e Gnabry, che riceve dall’ex Crystal Palace e non sbaglia a tu per tu col portiere nerazzurro. Nel finale della prima frazione di gioco, il Bayern va più volte vicino al quarto gol, con Jackson che non riesce a battere Carnesecchi da ottima posizione e Gnabry che colpisce la traversa dal limite dell’area.
La squadra di Kompany disputa un primo tempo da applausi, con tre reti di vantaggio, 14 tiri e il 73% di possesso palla. Il tutto senza il suo goleador Harry Kane, cui viene preferito Jackson. Nulla da fare per l’Atalanta, che ha una chance con un colpo di testa di Scamacca al 18′, sul punteggio di 1-0 per il Bayern, ma non riesce mai davvero a prendere in mano le redini del gioco. Nella ripresa, il copione non cambia, con Nicolas Jackson che al 52′ sfrutta un passaggio di tacco di Luis Díaz e finalizza al meglio il contropiede dei suoi. Poco dopo l’ora di gioco arriva anche il quinto gol, con Olise che stoppa un cross di Alphonso Davies e non lascia scampo a Carnesecchi con un gran tiro a giro.
Tre minuti dopo, Musiala insacca da due passi su assist di Jackson, rendendo ancor più pesante il passivo per l’Atalanta. I bavaresi non si accontentano e sfiorano ancora il gol, con Djimsiti che salva sulla linea un pallonetto di Kimmich. Sul corner seguente, Upamecano svetta di testa ma colpisce il palo. Nel recupero, un tiro a giro di Kimmich termina di poco a lato, poi arriva il gol della bandiera per la Dea, siglato da Pašalić, che batte Urbig su cross di Bellanova.
L’unica nota lieta di una partita disastrosa per l’Atalanta, che non riesce mai a tenere testa al Bayern Monaco. In attesa del ritorno, poco più di una formalità per i tedeschi, la Dea dovrà necessariamente lasciarsi alle spalle la batosta europea e concentrarsi sugli altri obiettivi stagionali. In campionato, gli uomini di Palladino sono ancora in corsa per la qualificazione in Champions, essendo attualmente settimi a -5 dal quarto posto a dieci giornate dal termine, mentre in Coppa Italia sfideranno la Lazio a Bergamo per centrare un posto in finale (2-2 all’andata all’Olimpico).
Fonte foto in evidenza: FC Bayern München (X).
Dennis Izzo
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