Debutto amaro per il Napoli in Champions League, con gli azzurri che non vanno oltre 0-0 in casa della Stella Rossa. In quel di Belgrado, la squadra di Ancelotti crea numerose occasioni da gol, ma non riesce ad avere il cinismo necessario nel momento della verità e spreca tante chance degne di nota. Un rimpianto non da poco per i partenopei, considerando la notevole mole di gioco prodotta che non è stata sfruttata con la dovuta concretezza. E ora per il Napoli il cammino si fa ancor più in salita, anche e soprattutto considerando che nelle prossime due partite di Champions gli azzurri affronteranno i finalisti della scorsa edizione del Liverpool al San Paolo e il Paris Saint-Germain al Parco dei Principi. Insomma, il bicchiere è più vuoto che pieno.
Ancelotti punta sul consueto 4-3-3, con alcuni cambiamenti rispetto alla gara vinta sabato scorso con la Fiorentina per 1-0 tra le mura amiche: Ospina rileva Karnezis tra i pali, i quattro difensori sono i soliti volti noti (Albiol e Koulibaly al centro, Hysaj e Mário Rui sulle corsie esterne), mentre in mezzo al campo non c’è Hamšík con Zieliński e Allan: al posto del capitano slovacco, infatti, debutta da titolare lo spagnolo Fabián Ruiz. In attacco, invece, torna dal primo minuto Milik, con i soliti Callejón e Insigne a supportare il polacco ex Ajax. Sin dalle prime battute, come da copione, è il Napoli a fare la partita, con la Stella Rossa rintanata nella propria metà campo.
Tra i giocatori che si mettono maggiormente in mostra in avvio di gara, oltre al neo acquisto Fabián Ruiz, spicca Insigne, che dopo poco meno di venti minuti di gioco mette in apprensione la retroguardia dei padroni di casa con una conclusione che colpisce la traversa. Il numero 24 azzurro è libero di svariare su tutto il fronte offensivo e di dare sfogo a suo piacimento alla gran voglia di rendersi pericoloso, ma anche Milik ci tiene a rendersi utile alla causa: poco prima della mezzora, il connazionale Zieliński lo manda in porta, ma il portiere Borjan si oppone con i piedi. I padroni di casa, dal canto loro, non pungono in fase offensiva, limitandosi a ripartire in contropiede ogni qual volta ne hanno la possibilità, senza mai realmente chiamare in causa Ospina.
Nella ripresa, il Napoli entra in campo con un piglio ancor più intraprendente e volitivo, ma gli azzurri non riescono ad abbinare concretezza e precisione alla loro enorme forza di volontà. Nelle prime fasi di gioco del secondo tempo, la Stella Rossa si salva a più riprese sui tentativi degli uomini di Ancelotti, con un mix decisivo di fortuna e bravura. Poco prima dell’ora di gioco, Mário Rui mette in difficoltà la difesa avversaria direttamente su calcio di punizione, quindi, circa dieci minuti più tardi, il portoghese duetta con Insigne e mette in mezzo per Callejón, ma sulla conclusione a botta sicura dell’ex Real Madrid si oppone alla grande Rodić, che evita il gol del vantaggio ospite con un salvataggio decisivo sulla linea di porta.
Nel finale, Ancelotti si gioca le carte Mertens, Ounas e Hamšík, con il Napoli che continua ad attaccare disperatamente per cercare un gol che varrebbe oro, ma trova sulla sua strada una solida difesa spesso brava ad opporsi. Nella stragrande maggioranza delle circostanze in cui gli azzurri non cavano il ragno dal buco dopo interessanti trame di gioco ben sviluppate, però, pesa e non poco la mancata cattiveria dei tanti giocatori della squadra di Ancelotti che dispongono di ghiotte opportunità per sbloccare il match. Provano a farsi vedere, timidamente, anche i padroni di casa, ma la conclusione di Boakye (ex Genoa, Sassuolo, Atalanta e Latina) non impensierisce Ospina.
Finisce dunque 0-0 allo stadio Rajko Mitić di Belgrado, meglio noto come Marakana, un pareggio che sta piuttosto stretto al Napoli, in virtù delle sopracitate occasioni da gol non sfruttate a dovere dalla squadra di Ancelotti, ma che al contempo dovrà inevitabilmente far riflettere il tecnico e i giocatori, al fine di apportare i dovuti accorgimenti in vista dei prossimi impegni, tra campionato e Champions League. Per quanto riguarda la Coppa dalle grandi orecchie, il prossimo 3 ottobre gli azzurri se la vedranno col Liverpool di Klopp al San Paolo, tre giorni dopo il big match in casa della Juventus valevole per la sesta giornata di Serie A.
Dennis Izzo
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