“È un peccato tornare a casa con zero punti dopo una prestazione del genere”, le parole in conferenza stampa di mister Domenico Toscano al termine di Catania-Avellino. E, in effetti, al triplice fischio finale di una gara ad alto vertice, in un clima del Massimino a tratti da brividi, una parola racchiude i sentimenti dei 18mila spettatori presenti allo stadio: rammarico.
Già, c’è grande rammarico perché il Catania, come i suoi tifosi, ha dato tutto per portare a casa dei punti in quella che è stata l’ultima partita casalinga della Regular Season di campionato. Per l’Elefantino, adesso, infatti, due trasferte contro Cavese e Potenza per arrivare ai play-offs con un piazzamento più in alto possibile in classifica.
C’è grande rammarico perché l’Avellino era sicuramente l’avversario più difficile da incontrare in questa parte finale di stagione e il Catania gli ha tenuto testa mettendolo anche in difficoltà. Cosa non riuscita a molte squadre, perché la formazione irpina è la capolista del girone C con il sogno (ancor più concreto dopo la vittoria di ieri sera) della promozione diretta in serie B. Eppure, c’è grande rammarico perché il Catania non ha meritato la sconfitta. “La differenza l’hanno fatta l’esperienza e i dettagli. Non posso rimproverare nulla ai ragazzi, questa partita ci insegna dove dobbiamo ancora crescere”, riprendendo le parole di mister Toscano.

Catania-Avellino, la coreografia della curva
Spinto dall’atmosfera incandescente del Massimino, il Catania inizia la partita come meglio non poteva. Si rende subito pericolosa e passa in vantaggio, dopo appena otto minuti, con il giocatore più in forma del momento: Gabriel Lunetta. Ma è qualche giro di lancetta più tardi, nel momento moralmente più difficile della gara, che l’Avellino è riuscito a dimostrare la propria forza spegnendo gli entusiasmi di casa.
Quando tutto lo stadio tremava, ancora festante per l’inizio roboante dell’Elefantino, i Lupi hanno dimostrato di che pasta sono fatti. Tutto merito di Cosimo Patierno. Il protagonista indiscusso di serata che si inventa un eurogol con il quale ristabilisce subito la parità e ammutolisce gli spettatori. Nella restante mezz’ora di primo tempo, però, i rossazzurri riescono a mantenere le redini del gioco in mano non concedendo nulla agli avversari.
Nella ripresa, dopo una prima fase di tentennamento da ambo le parti, l’intensità di gioco sale nuovamente con le squadre che iniziano ad allungarsi. Tuttavia, all’ora di gioco esatta, ancora lui, ancora Cosimo Patierno si inventa un’altra straordinaria rete con la quale supera nuovamente Dini. Questa volta non di sinistro, ma di destro. Non all’angolino alto, ma in quello basso di sinistra. Un gol che vale la partita, quindi i tre punti, ma forse anche un pezzo importante di promozione diretta.
Il Catania prova a reagire, ma il doppio colpo ricevuto da Patierno è duro da incassare. Anche i cinque subentrati di mister Toscano non riescono a incidere. L’Avellino si dimostra compatto, lucido e furbo anche nel fare il cosiddetto “gioco sporco” perdendo anche un po’ di tempo. Di certo, però, la formazione irpina avrà tremato al momento della punizione calciata da Stoppa. Un destro a giro, ben indirizzato, che dà ai 18 mila del Massimino l’impressione di essere entrato in porta.
Ma, purtroppo per i colori rossazzurri, non è così. Solo un’illusione. Solo esterno della rete. Con la punizione fuori di un nulla, si spengono anche le speranze di raggiungere il pari. Il tempo passa, il recupero di sei termina e il direttore di gara fischia tre volte. L’Avellino torna a casa con tre punti fondamentali per il primo posto in classifica. Il Catania, invece, con zero punti, tanto rammarico e la fine della striscia degli otto risultati utili consecutivi. Dal punto di vista del punteggio, dunque, non supera la “prova del nove”. Ma, di sicuro, in termini di prestazione, non meritava la sconfitta.

Domenico Toscano, allenatore Catania nella conferenza stampa post-partita contro l’Avellino
“Questa partita ci insegna che bisogna ancora crescere. Che, a volte, bisogna essere più cinici. Che bisogna avere un atteggiamento e un’intensità più continua nell’arco dei novanta minuti. Ma, ancora una volta, non posso rimproverare nulla ai ragazzi”, le parole di mister Toscano nella conferenza stampa post-partita. Una sconfitta che brucia, che fa male ma che, sicuramente, dovrà servire da lezione per il futuro: “Nei play-offs saranno tutte partite come questa di oggi contro l’Avellino“, conclude l’allenatore rossazzurro.
Cerca di vedere, invece, il bicchiere mezzo pieno, Francesco Di Tacchio. Il centrocampista del Catania, autore di una buona prova anche dal punto di vista del carattere e della “presenza” in campo. Non una novità, comunque sia, per un giocatore della sua esperienza abituato in carriera a calcare i campi di Serie A. Il numero 7 rossazzurro dichiara che: “Abbiamo fatto il massimo, sono stati bravi loro a ribaltare la partita. La prestazione, però, è stata positiva. Vero che bisogna essere più cinici, magari abbiamo preso due gol che si potevano evitare, ma dobbiamo ripartire e rialzarci subito da questa sconfitta“.
Infine, con uno sguardo a quello che avverrà, lo stesso Di Tacchio incita il popolo rossazzurro: “Nei playoffs possiamo essere una mina vacante. Con il tifo di oggi, il nostro deve diventare uno stadio difficile per tutti“. Insomma, c’è sicuramente rammarico ma anche consapevolezza di aver fatto una buona prestazione contro la capolista. Se si continua su questa strada, con un piccolo passo in avanti dal punto di vista dell’attenzione ai dettagli, il Catania può davvero essere l’outsider dei playoffs che verranno. Prima, però, c’è da finire al meglio la stagione regolare con le due trasferte contro Cavese e Potenza.
Giuseppe Rosario Tosto
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