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Top & Flop Serie A: Khedira goleador, Benevento in crisi nera
23 Ottobre 2017
CalcioSerie A

Top & Flop Serie A: Khedira goleador, Benevento in crisi nera

Home » Voci di Sport » Calcio » Top & Flop Serie A: Khedira goleador, Benevento in crisi nera

È stata una giornata di Serie A a dir poco emozionante quella conclusasi ieri col posticipo vinto dalla Lazio ai danni del Cagliari. Dall’elettrizzante derby di Verona alle sconfitte delle tre neopromosse, passando per l’ennesimo passo falso del Milan, il pareggio a reti bianche tra Napoli e Inter, le larghe vittorie di Sampdoria e Juventus e i successi di misura di Roma e Sassuolo, il weekend della massima serie offre numerosi spunti e temi da analizzare. Diamo un’occhiata ai Top & Flop del nono turno di Serie A.

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HANDANOVIČ/ŠKRINIAR – Punto fondamentale quello conquistato dall’Inter nel big match del San Paolo. A propiziare lo 0-0 finale è l’ottima organizzazione del pacchetto arretrato degli ospiti, in particolar modo le sontuose prove offerte da Handanovič e Škriniar. Il primo salva la porta nerazzurra con una serie di interventi a dir poco straordinari, di cui uno eccezionale per riflessi e istinto sugli sviluppi di una conclusione di Mertens deviata da Miranda, mentre il secondo non sbaglia praticamente mai, gestendo alla grande ogni situazione e non concedendo spazi ai vari Hamšik, Callejón, Insigne e Mertens. Non è un caso che l’Inter abbia la miglior difesa del torneo – a pari merito proprio col Napoli – con appena cinque gol subiti in nove giornate. Handanovič è ormai una certezza, Škriniar lo sta diventando col tempo: grazie soprattutto a loro, i nerazzurri escono imbattuti dal San Paolo e proseguono il proprio cammino.

PELLISSIER – Eterno. Non c’è aggettivo migliore per descrivere Sergio Pellissier, che continua a dare il suo contributo alla causa clivense e non smette mai di essere affidabile e decisivo. Pur non avendo lo stesso minutaggio di un tempo, infatti, il centravanti classe ’79 è una vera e propria icona del suo Chievo e sa rendersi micidiale a gara in corso. 38 anni compiuti lo scorso 12 aprile, Pellissier ha sfondato il muro dei 100 gol in Serie A nella stagione passata e quest’anno è uno dei pochi nati negli anni ’70 rimasti in massima serie da calciatori (insieme a lui, tra gli altri, c’è Buffon), ma al contempo non sembra accusare lo scorrere inesorabile del tempo. Lo ha dimostrato anche nel derby di Verona, entrando nella ripresa e regalando al suo Chievo il successo per 3-2 contro i rivali dell’Hellas con un gol dei suoi, il numero 108 in Serie A.

KHEDIRA – Un’altra nota lieta della nona giornata di Serie A è il ritorno a pieno regime di Sami Khedira nel centrocampo bianconero (seconda presenza consecutiva da titolare e terza in assoluto in questo campionato), che peraltro offre un grosso contributo alla tennistica vittoria della Juventus in casa dell’Udinese. Nel 6-2 con cui la Vecchia Signora si impone alla Dacia Arena, infatti, a finire sotto i riflettori è proprio il centrocampista tedesco, capace di andare a segno addirittura tre volte e di risultare dunque più che decisivo ai fini del risultato finale e di una vittoria che – non inganni il largo punteggio in favore degli uomini di Allegri – a tratti sembrava complicata da centrare. Una tripletta che permette all’ex Real Madrid di sbloccarsi in questa stagione e arrivare a quota 13 reti in maglia bianconera: oltre ai tre gol, però, il tedesco si mette in evidenza anche per il consueto mix di grinta e dinamismo in mezzo al campo.

IMMOBILE – Il centravanti della Nazionale sta vivendo indubbiamente il miglior periodo della sua carriera, a suon di ottime prestazioni e, soprattutto, di gol a grappoli, che lo hanno reso ancor più imprescindibile per la Lazio di Simone Inzaghi. Immobile non si ferma più e continua a far sognare il pubblico biancoceleste con le sue reti di pregevole fattura e fondamentali in ottica classifica. Nella nona giornata di campionato, il classe ’90 mette a referto una doppietta che taglia le gambe al Cagliari e consente alla sua Lazio di archiviare la pratica rossoblu già nella prima frazione, per poi chiuderla in avvio di ripresa con Bastos. Le due reti siglate nel posticipo dell’Olimpico, inoltre, permettono a Immobile di salire a quota 13 reti in appena 9 presenze in campionato, numeri a dir poco sensazionali che mettono ben in evidenza il netto salto di qualità compiuto dal centravanti biancoceleste, ormai pronto per la sua definitiva consacrazione ad alti livelli.

FLOP

CORDAZ – Giornata assolutamente da dimenticare per il portiere scuola Inter, che subisce ben cinque reti nel match perso per 5-0 dal suo Crotone in casa della Sampdoria nell’anticipo. Eppure Cordaz fin qui aveva rappresentato una delle poche certezze per la formazione calabrese in quest’avvio molto complicata: dopo la salvezza dello scorso anno – propiziata peraltro anche e soprattutto da numerosi interventi decisivi dell’esperto estremo difensore – i pitagorici sono chiamati a riconfermato e sanno che non sarà affatto semplice. A dimostrarlo sono proprio sfide come quella persa per 5-0 a Marassi, con Cordaz protagonista in negativo anche e soprattutto per il grave errore in occasione del quinto gol, col rinvio sbagliato che ha permesso a Kownacki di chiudere i conti.

BONUCCI – Che non stesse vivendo un periodo particolarmente positivo lo si era notato ormai da un bel po’ e in più hanno messo in discussione il suo valore tecnico. Bonucci è stato per anni considerato uno dei migliori difensori al mondo, perno di un’inossidabile retroguardia capace di far vincere ben sei Scudetti consecutivi alla Juventus e di garantire stabilità al pacchetto arretrato della Nazionale. Alla luce di questo, sulla sponda rossonera del Naviglio si respirava un clima di fiducia indescrivibile in occasione del suo arrivo alla corte di Montella, spazzato via dal malumore e dalla delusione dei tifosi per un giocatore che sembra soltanto la brutta copia di quello ammirato negli ultimi anni. E l’espulsione per la gomitata a Rosi potrebbe aver fatto traboccare il vaso.

BENEVENTO – Chi di periodi negativi se ne intende parecchio è il Benevento, che non riesce a invertire la tendenza e cambiare la rotta di una stagione che sembra ormai avviata verso una conclusione nefasta e tragica. Se all’inizio le sconfitte erano giustificabili dal fatto che le Streghe si stessero confrontando per la prima volta nella loro storia con una realtà totalmente diversa da quelle cui erano abituati in passato, col tempo i risultati sono addirittura peggiorati e la fiducia intorno alla squadra giallorossa va via via scemandosi. Con nove sconfitte in altrettante gare disputate, inoltre, il Benevento detiene il record negativo di disfatte, in quanto nessuna squadra aveva mai perso le prime nove giornate. Vale lo stesso per il tecnico Marco Baroni, che l’anno scorso ha trascinato la squadra alla realizzazione di un sogno e quest’anno, invece, non sembra in grado di porre fine all’incubo. Staremo a vedere se le cose cambieranno, ma l’avvio horror lascia presagire un epilogo poco felice per la squadra campana.

UDINESE – Nonostante sia riuscita a passare in vantaggio contro la Juventus e poi ad acciuffarla sul 2-2, l’Udinese ha gettato alle ortiche la possibilità di portare a casa almeno un punto, cadendo sotto i colpi dei campioni d’Italia in carica ed uscendo con le ossa rotte dalla Dacia Arena. Il 6-2 finale è un punteggio tennistico, che mette in risalto tutti i limiti della formazione guidata da Gigi Delneri, sia per ciò che concerne l’atteggiamento – e quindi la capacità di gestire una situazione favorevole (il vantaggio per 1-0, il pareggio per 2-2 e la superiorità numerica per tre quarti di gara, in virtù dell’espulsione di Mandžukić) – che per quanto riguarda la tenuta difensiva dei friulani, il cui reparto arretrato è secondo soltanto al Benevento per reti subite (21 contro 22). L’Udinese segna anche tanto, avendo il quarto miglior attacco del campionato insieme a Roma e Fiorentina con quindici reti, ma subisce fin troppo per una squadra che punta a salvarsi.

Dennis Izzo

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Dennis Izzo

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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.

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