“Dispiace per i ragazzi, non posso rimproverare nulla. Hanno fatto una buona gara. Ora dobbiamo arrivare nelle migliori condizioni possibili ai playoff”, così mister Domenico Toscano al termine della sconfitta del suo Catania contro il Benevento. Uno scontro diretto che, come si preannunciava alla vigilia, ha indirizzato il campionato e praticamente messo in ghiaccio la lotta per il primo posto.
In tal senso, vanno anche le dichiarazioni del tecnico rossazzurro che praticamente alza bandiera bianca nella rincorsa alla promozione diretta. D’altronde, quando mancano otto giornate al termine del girone C di Serie C, l’Elefante è attardato di ben dieci punti dalle Streghe che stanno spiccando il volo verso la Serie B. Ma, andiamo per ordine, e ripercorriamo una serata non felice per la compagine etnea ma che, comunque sia, non è per nulla da buttare.
Già, perché, nonostante la sconfitta, il Catania ha disputato una buona gara al “Vigorito”. Anzi, per larghi tratti, si è pure fatto preferire, consapevole che solo una vittoria avrebbe potuto riaprire la lotta per il primato in classifica. E, in tal senso, la rete di Lunetta alla metà della prima frazione ha illuso tutti. Ha fatto sognare qualcosa di importante ai tifosi rossazzurri.
Ma la gioia etnea è durata davvero poco. Giusto un paio di minuti. A spegnere qualsiasi tipo di entusiasmo ci ha pensato Lamesta con un calcio di punizione magistrale imparabile per Dini. Al venticinquesimo minuto (ma anche all’intervallo) ci si ritrova sul punteggio di 1-1, in una partita dai ritmi intensi che potrebbe prendere la qualsiasi strada.
Se, nel primo tempo, equilibrio e intensità l’hanno fatta da padroni, il discorso cambia a inizio ripresa. Il Catania rientra in campo con un piglio diverso, alzando visibilmente il baricentro e guadagnando il dominio del gioco. Gli ospiti impensieriscono l’estremo difensore avversario in un paio di occasioni e costringono mister Antonio Floro Flores a un cambio totalmente difensivo. All’ora di gioco, fuori un attaccante esterno (Della Morte) e dentro il centrale difensivo (Caldirola).
Il Benevento passa così a una difesa a tre nel tentativo di ammortizzare meglio le offensive etnee. Una mossa guardinga che, però, produce i suoi effetti. L’Elefante, infatti, in un mix di stanchezza che sopraggiunge e spazi che si chiudono, tiene in mano il pallino del gioco senza creare pericolose occasioni. Nonostante ciò, mister Toscano prova a lanciare un messaggio ai suoi giocatori buttando nella mischia, prima, Caturano e, poi, passando a un più offensivo 4-2-4 con l’ingresso di Bruzzaniti al posto di Pieraccini.
La mossa della disperazione perché, d’altronde, un pari farebbe il gioco dei padroni che manterrebbero un vantaggio di sette punti sui rossazzurri. L’unico risultato a disposizione del Catania è la vittoria e, in tal senso, vanno inquadrate le mosse (coraggiose ma giuste) del tecnico etneo. Peccato, però, che a cinque minuti dal termine arrivi la beffa più totale. La rete che fa scorrere i titoli di coda sulla partita e, contemporaneamente, sulla rincorsa alla promozione diretta in Serie B. Sulla (doppia) respinta di Dini il primo ad arrivare sulla palla è il subentrato Mignani che deposita in porta il facile tap-in del definitivo 2-1.
Si completa così la rimonta del Benevento che ribalta una partita che le apre le porte del paradiso. Una prestazione non superiore a quella dei rossazzurri, ma che basta loro per portare a casa tre punti dal peso specifico determinante. Guai, però, a parlare di primo posto in tasca a mister Floro Flores che commenta così al termine della gara: “Mi interessava solo il risultato, ma è ancora lunga. Bisogna pensare partita per partita e non nominare ancora quella parola (promozione, ndr)“.
Sta di fatto, però, che quando mancano otto giornate al termine della stagione regolare, il suo Benevento si ritrova in fuga per la vittoria con dieci punti di vantaggio sulla prima inseguitrice che è il Catania. Adesso, cercando di smaltire il prima possibile il pesante gancio al volto subito, utilizzando una metafora pugilistica, l’Elefante dovrà ricompattarsi e finire bene il campionato difendendo quel secondo posto (sette punti di vantaggio sul Cosenza).
Insomma, il primo posto è andato, ma c’è ancora una speranza di promozione in Serie B. E, quella speranza, si chiama playoff. Vero che, spesso e volentieri, sono complicati e imprevedibili, ma la formazione rossazzurra ha tutte le carte in regola per essere tra le favorite. Bisogna arrivarci bene sia fisicamente che mentalmente non pensando che il secondo posto possa essere un “fallimento” ma, invece, un’opportunità per partire direttamente dai quarti di finale. La stagione è ancora lunga e da decidere.
Giuseppe Rosario Tosto
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