L’edizione 2025/2026 della Serie A si avvia verso la conclusione delineando un quadro ricco di sorprese, conferme e inattese battute d’arresto. L’attuale campionato ha evidenziato una crescente competitività tra le squadre, con alcune realtà capaci di superare le aspettative iniziali e altre che, al contrario, hanno deluso sotto il profilo tecnico e dei risultati. Un bilancio complessivo consente di individuare con chiarezza le formazioni che si sono distinte in positivo e quelle che hanno invece faticato a mantenere gli standard previsti.
Tra le protagoniste più sorprendenti della stagione spicca senza dubbio il Como. La formazione lariana ha rappresentato una delle rivelazioni più significative del campionato, riuscendo a trasformare lo status di neopromossa in un autentico punto di forza. Grazie a una gestione societaria solida, a una chiara identità tattica e a un progetto tecnico lungimirante, il Como ha saputo imporsi come una realtà credibile nella massima serie e ora lotta anche per un posto nell’Europa che conta, puntando alla Champions League.
Dal punto di vista tecnico, la squadra ha mostrato un calcio organizzato e propositivo, caratterizzato da equilibrio tra fase difensiva e offensiva. L’integrazione tra giovani talenti e giocatori d’esperienza ha favorito una crescita costante nel corso della stagione, permettendo al club di ottenere risultati di prestigio anche contro avversarie di alto livello. L’efficacia del reparto offensivo e la solidità difensiva hanno contribuito a consolidare una posizione di classifica ben al di sopra delle aspettative iniziali.
Accanto alla sorpresa Como, meritano una menzione anche le squadre che hanno confermato le previsioni della vigilia, dimostrando continuità di rendimento e solidità progettuale. Ad esempio il Sassuolo che da neo promossa, e da qualche incertezza iniziale ora si ritrova a metà classifica, certo senza possibilità di inseguire un posto in Europa ma dimostrando carattere e solidità di squadra.
Ma tra i top non possono mancare Inter e Milan. Dei nerazzurri già si sapeva la possibilità di lottare come protagonista assoluta per la corsa Scudetto ma per i rossoneri il discorso è diverso. Dopo la deludente stagione dello scorso anno, culminata con l’addio di un ridimensionato Sergio Conceiçao, l’arrivo di Max Allegri aveva riportato entusiasmo nell’ambiente. Ma la lotta per il secondo posto in questo finale di stagione, e fino a poche settimane prima anche per lo Scudetto, erano qualcosa di impronosticabile all’inizio del campionato.
Sul versante opposto, tra le principali delusioni della stagione emerge la Fiorentina. La formazione viola, reduce da stagioni caratterizzate da ambizioni europee, non è riuscita a mantenere le aspettative, evidenziando difficoltà sia sotto il profilo dei risultati sia in termini di continuità di rendimento. Eppure, gli esperti di calcio italiano così come anche le quote sulla Serie A hanno sempre messo da parte l’ipotesi che i viola potessero effettivamente retrocedere, individuando in ben altre formazioni le vere candidate alla Serie B, anche quando godevano di una situazione di classifica migliore rispetto ai gigliati. Le criticitàhanno colto i viola in aspetti tattici con una fase difensiva spesso vulnerabile e una produzione offensiva discontinua, ma anche ambientali in un clima di incertezza rispetto al proprio futuro e una gestione tecnica e dirigenziale non del tutto serena. In alcune fasi del campionato, la Fiorentina ha persino sfiorato la zona retrocessione, generando preoccupazione tra tifosi e addetti ai lavori.
Oltre alla Fiorentina, altre squadre hanno mostrato prestazioni inferiori alle attese, spesso a causa di problematiche strutturali quali cambi tecnici frequenti, difficoltà nella gestione dello spogliatoio o strategie di mercato poco efficaci. Male la Cremonese, ad esempio, che aveva iniziato la stagione in maniera incredibile scalando la classifica ma poi crollando improvvisamente, fino ad arrivare al punto di non trovare una sola vittoria in 15 partite consecutive, da dicembre a marzo. Male anche il Pisa da cui ci si aspettava una stagione discreta, in lotta per non retrocedere ma che poi è finita al fondo della classifica, insieme al Verona, quasi senza forze e senza l’impressione di poter lottare per un risultato diverso.
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